16/05/09
a mio padre
ho trovato per caso questo video, cercando di Preisner su You Tube, e lo trovo emozionante ... !
Papà ha fatto la guerra da aviatore, sui Caccia. Ci teneva a questo distinguo: difesa mica bombardamenti! E per tutta la vita questa sua esperienza l'ha segnato e ci ha segnati. In macchina da bambini si cantava con lui "... e gira gira l'elica romba il motor questa è la bella vita la bella vita dell'aviator ..." , poi c'erano i suoi disegni, le foto in cornice, l'elica in salotto (ora è nel mio corridoio), i suoi racconti ... Quando andava per un viaggio di piacere in aereo riusciva sempre ad entrare nella cabina di pilotaggio e farsi il viaggio da lì contento come un bambino ...
Insomma come non pensare subito a lui che ora è lassù, in questo volo che fa sentire tanto il cielo ...
04/05/09
il dentino
Poi è ritornata alla carica con sua mamma ... Forse vuole la sua attenzione più di quanto lei gliela possa dare in certi momenti, come quando lavora. Io ero sotto i ferri (forbice, sfoltitrice, etc.) e lei si affaccia dalla porta e fa con tono supplichevolemamma me lo tiri?!La mamma esamina la bocca e sentenzia che non è ancora il momento. Mi fa male!!! "E tu lascialo in pace, di pomeriggio ti porto dal dentista ..." e poi aggiunge, a mò di spiegazione, che è un amico e non si prende niente per queste cose ...
Ed io comincio a volare, ad andare lontano, in un'altra casa ed in un altro tempo: altro che dentista!! Non ci pensavo proprio da tanto ... La sensazione del dente che dondolava e la lingua che andava sempre lì, a spingere e a giocherellare ... La mamma che con fare esperto e rassicurante esaminava e sentenziava "ora lo togliamo!" e il brivido emozionante che correva lungo la schiena ... Sì, me lo volevo togliere, però ...! E poi, una volta tolto quel senso di mancanza e la lingua che ritornava ad esplorare ... e poi il sapore strano dell'acqua ed aceto per sciacquare la bocca ... Alle volte la mamma faceva come se esaminasse meglio e, magia!, l'aveva tra le mani. Oppure si metteva un tovagliolo attorno alle dita e tirava ... Ma ci son state le volte che avvolgeva un capo di filo resistente al dente e dall'altra parte lo attaccava alla maniglia della porta aperta. Andava dietro e chiudeva di scatto, SBAAAM! ed intanto si teneva l'altra mano a coprire l'orecchio. Era un attimo! Poi, tipo film di Argento, qualche volta ero lo zio! Lui il pomeriggio lo passava rintanato nel suo camerino dove costruiva modellini di aerei, di navi. Erano dei veri capolavori ed era molto difficile che non fosse in casa. Il malcapitato di turno, eravamo in sei bambini (papà e lo zio avevano deciso di continuare a vivere insieme), andava da lui che, tipo orco (era buonissimo ma in quel caso ...) nel suo antro aspettava ... ed ecco splendere tra le sue mani una tenaglia, una pinza, c'era l'imbarazzo ZAC!! e poi il sorriso di sollievo finale! Perchè si condivideva tutto noi bambini, anche la levata dei denti degli altri, uno spettacolo emozionante cui partecipare. Già, ma la paura la si provava lo stesso, tutti raccolti lì a guardare!
23/04/09
Ancora sui capelli ...!
Però l'altro giorno sono andata a tagliarmeli da una parrucchiera mia amica che lavora in casa. Ogni tanto entro in crisi sulla bontà del mio operato e, poi, ero di matrimonio, come si usa dire ... E per rispetto, per sentirmi più a posto, ho preso questa decisione.
Ho suonato al portone e, una volta davanti alla lunga e stretta scala, m'è sorto il dubbio: primo o secondo piano?! non me lo ricordavo proprio!! E neanche ricordavo se lei fosse usa ad appendere il volantone fuori della porta, ottimo segno di riconoscimento quando non vi sono targhette fuori. Cosa fare? suonare alla prima porta! Da dentro venivano suoni di voci, alla mia scampanellata ho sentito distintamente "rrapi, agghiesseri 'a nnnonnna ...!" e si sono inquadrate nella porta una bimba e una donna subito sospettosa " e llei cccù iè, ccchi bboli!!?", mhh gentile la signora ... In queste occasioni, sarà la scuola della colletta alimentare, sfodero il mio migliore sorriso, non dandomene per intesa. Insomma era al secondo piano ...
Ed eccomici! Sulla porta un'altra bambina mi aspetta, la figlia più piccola, che ogni volta trovo più alta. Tutta un'altra aria in questa casa e non certo per l'arredamento ... Entra Giovanna!! La sua voce dal fondo, ed io mi infilo in casa. Lei era al lavoro con una signora ed io mi son seduta. "Maria Grazia, hai finito i compiti?" "Mamma, no, non c'ho voglia, li finisco domani ..." tono lamentoso. Ecco perchè mi piace andare da lei. L'entrare dentro una casa, dentro una vita ... Niente di asettico ed impersonale. Mi ci sono intromessa, "cosa devi fare?" Dopo un pò nel salottino c'era una bambina che leggeva e come leggeva bene! Glielo dico convinta e le dò qualche piccolo consiglio contenta di riscoprire il gusto di stare con un bambino e magari dargli un qualcosa. E pensare a quanto mi annoiava combattere per i compiti con i miei bambini! Come si cambia man mano!! E come godrei differentemente questa stessa situazione adesso ... Mh, sono proprio storta!!!
Al mio turno, mentre mi pettinava i capelli bagnati, mi guarda attraverso lo specchio e sbotta in un "Gioia! (che carina ...) ma che debbo farti?! hai i capelli già così corti che non so proprio .....".
18/04/09
Capelli corti, anzi cortissimi!
Da un due tre anni, quando occorre, mi taglio i capelli da sola. La prima volta è stato un atto di coraggio, non sapevo cosa avrei combinato! Ma io osservo molto. Guardo. Guardo tutto. Guardo tutti. Anche come si muovono le mani del parrucchiere. Pensavo che so far di tutto con le mani, possibile non riesca in questo?! Poi aspettare per me era una noia. Dico era perchè son diventata un pò più paziente e meno oppressa dalle "cose da fare" ed ora in mezzo alla gente mi diverto, mi piace osservare, ascoltare ... I figli son cresciuti, due stanno fuori casa, e ... son più tranquilla ... Poi mai che il lavoro del parrucchiere mi abbia soddisfatto, anzi!! Forse perchè l'essere così indifferente a certi canoni mi rende di difficile contentatura. E poi, perchè negarlo?, è anche un modo di risparmiare o meglio di utilizzare in modo più soddisfacente le risorse economiche.
Così mi metto davanti allo specchio e comincio a tagliare aiutandomi principalmente col tatto. Misuro con le dita e ... ZAC! Rimisuro ... ZACZAC! E dai e dai son diventata sempre più coraggiosa e coi capelli sempre più corti. Bellissimo! mi passo le mani tra i capelli e non mi devo preoccupare se son disordinati.
Son diventata così audace, o pazzerella, che se non completo in una volta tutto il lavoro lo completo a puntate. Del resto ho ormai capito che la gente è molto distratta, tranne rari casi, e non si guarda molto attorno ... devono guardare giusto me?!
09/04/09
sull'abisso
"In quella notte credo di aver perso l’innocenza, nel senso della serena e infantile convinzione che il destino sia unicamente nelle nostre mani. Basta che la terra si scuota un solo minuto per cancellare i nostri sogni, i nostri progetti, i nostri affetti, per ricordarci che viviamo perennemente sospesi sull’abisso. Da quel giorno so che ogni istante può essere l’ultimo, l’ultimo cielo azzurro, l’ultima viola spuntata, l’ultimo sguardo della persona amata. Da quel giorno, l’imminenza del congedo è forse rimasto il senso più profondo della mia vita, per questo vivo con estrema gratitudine, perché penso che ogni istante della nostra vita sia un dono prezioso che non ci verrà più incontro."
Queste parole sono la conclusione di un articolo di Susanna Tamaro: "Quelle scosse mi hanno fatto perdere l'innocenza", sulla sua personale esperienza del terremoto dell'ormai lontano 1976. Le trovo perfette, e non solo per i momenti più tragici della vita, ma per ogni giorno che abbiamo da vivere. Purtroppo spesso vince la banalità e la scontatezza ...
05/03/09
Viva Santa Agata
Tante cose negli ultimi tempi ... è vero la vita riserva sempre novità!
Una amica verso la fine di gennaio mi ha detto del concorso indetto da una Associazione di fotografia della città, di concerto col comune di Catania, in occasione della festa della nostra patrona S.Agata. Bè, per me un'occasione golosa per mettermi in gioco. Ho fotografato tante volte la festa, ma sempre senza un vero scopo, così ho preso al volo l'occasione. Mica una cosa facile dato che, essendo vista e rivista questa festa, è molto difficile uscire dallo scontato. C'è di tutto. La devozione, il folclore, la gente, le strade, i colori e via così!!! Cosa scegliere? Su cosa concentrarsi?! Ho preso due giorni di ferie e me ne sono andata per le strade ... che bello!! C'era un bel tempo e una bell'aria ed io mi sentivo felice ... Il quattro poi eravamo in gruppo, 4 donne bene armate e Fil. Ad un certo momento mi son resa conto di come dovevamo essere viste da fuori. Eravamo ad un angolo di via Umberto e Fil non c'era. Passava la Santa. Anzi passava il cordone e tutti i "cittadini" ci guardavano! Mi son girata ed ho capito! Quattro zoom in azione ed in fila! In quel punto camminano piano perchè vanno avanti per poi tornare indietro così da far fare la curva al fercolo ... Un cittadino c'ha fatto ciao con la mano! Attorno la gente. Tanta ma non troppa. Calca vivibile. Il cinque è tutt'altra cosa!
I balconi però strabordavano. Una strana atmosfera. La strada vuota di auto, per una volta, e gente quì e lì. Brusìo. Odore dolciastro di zucchero bruciato. Tanta gente affacciata in attesa. In una piazza preparavano la moschetteria che di lì a poco avrebbe sparato. Srotolavano dei lunghi cordoni con delle specie di caramelle bianche a intervalli regolari e tutto era transennato. Più tardi un balcone sarebbe precipitato insieme alle persone che vi stavano ma noi eravamo già più avanti.
Abbiamo mangiato un qualcosa alla villa appena riaperta e poi di nuovo in giro ...
Io mi sono concentrata di più sulla gente ma, in definitiva, ho scattato su tutto quello che mi colpiva. Poi mi è difficile trattenermi. Ogni anno è sempre differente anche perchè non vado mai nello stesso posto e nello stesso orario. Eppure ancora mi mancano dei momenti che o non ho mai visto, o son cambiati nel tempo, dato che quando ero ragazza tutta questa partecipazione non c'era e tutto si svolgeva in orari più contenuti. Il cinque abbiamo fatto, io e Fil, un veloce blitz in via Etnea quando già era buio. La calca! Ecco quella sì che c'era stavolta! Insomma Siamo riusciti a fendere la folla a fatica ed arrivati al centro della strada non abbiamo potuto più fare un passo nè di quà nè di là!! Passavano le ultime due candelore traballanti, meno male, anche quest'anno le avevo viste! Mi piace tanto il loro caracollare dondolante sulle spalle di 8 o 10 porttaori. La sera sono tutte illuminate ed è una vista suggestiva: oro, fiori, sculture e bandiere. Pensare che prima erano più di trenta! Ed ora quante? Molte di meno. Ogni tanto ci dovevamo spostare di gran carriera anche se con estrema difficoltà. Si sentiva un LLLARGOOOOO!! e di colpo, quasi addosso, arrivava qualcheduno con un cero acceso di traverso su di una spalla. Grande o grandissimo, una esagerazione ... Pesano e costano in modo ragguardevole. Ogni tanto poi si fermano. Non è certo uno scherzo l'esaudire il loro voto. Ecco ho un ragazzo proprio accanto col suo cero alto quanto lui o poco meno. Sta fermo per un pò. Prima sistema i micci poi fa scorrere la cera liquida. Alla luce dei ceri i suoi occhi risplendono di mille bagliori. Clic, clic, clic!! Attorno tanti altri che stanno per un pò e poi ripartono col loro carico e per tutta la notte fino al mattino. Un altro mi è vicino e così un pò gli parlo, mi faccio raccontare ...
Insomma alla fine gli scatti sonoo quasi mille! Come scegliere? E' forse più difficile che scattare e poi i tempi son troppo stretti perchè le sensazioni decantino un pò e la scelta sia meno istintiva. La festa finisce il 6 e l'8 scade la consegna dei files. Ho scelto ma non sono convintissima. Chissà se a mente fredda avrei scelto altri scatti ... Eppure ....!
Con mia gioia, eh, è sempre un piacere ..., non sono entrata nella terna dei vincitori ma la mia foto è stata segnalata dalla Giuria! Quale?! Ma quel ragazzo!!! E così mi son presa anche gli applausi alla premiazione! Io, con la mia annosa riservatezza e timidezza, mi son dovuta alzare ed andare a prendere un piccolo omaggio, stringere mani e farmi fotografare ... Proprio tutto il repertorio :))
L'anno prossimo però ho già deciso! mi dedicherò all'aspetto meno visto, meno reclamizzato e più importante ... la fede, la pregliera ! C'è, ce n'è tanta ...
10/02/09
Quella misteriosa Natura che voleva tenere in vita Eluana
Riprendo articolo di Luca Doninelli in occasione della morte di Eluana per le sue parole che sento assolutamente vicine al mio sentire ....
LEOPARDI/ Quella misteriosa Natura che voleva tenere in vita Eluana
Luca Doninelli martedì 10 febbraio 2009
«Un esempio di quando la ragione è in contrasto colla natura. Questo malato è assolutamente sfidato e morrà di certo fra pochi giorni. I suoi parenti per alimentarlo come richiede la malattia in questi giorni, si scomoderanno realmente nelle sostanze: essi ne soffriranno danno vero anche dopo morto il malato: e il malato non ne avrà nessun vantaggio e forse anche danno perchè soffrirà più tempo. Che cosa dice la nuda e secca ragione? Sei un pazzo se l'alimenti. Che cosa dice la natura? Sei un barbaro e uno scellerato se per alimentarlo non fai e non soffri il possibile. È da notare che la religione si mette dalla parte della natura» (G. Leopardi. Zibaldone, pag 15).
Il contesto da cui abbiamo tolto questo brano di Giacomo Leopardi è una riflessione sul contrasto che esiste tra la “ragione” (che Leopardi intende nell’accezione illuminista, “la nuda e secca ragione”) e la “natura”, che fra tutte le parole è la parola leopardiana per eccellenza.
Abbiamo scelto di presentarvi questo breve testo in giorni drammatici come quelli che stiamo vivendo non già perché desideriamo forzare le parole del grande poeta a un pensiero che non è il suo, ma perché il suo pensiero è interessante in sé.
È interessante, sommamente interessante innanzitutto perché è un pensiero ferito. A Leopardi non interessa produrre armonie, ossia discorsi in grado di dare a ogni cosa il suo posto. La frattura tra la nuda e secca ragione e la natura è insanabile. Bisogna accettare lo scandalo. Il grande genio accetta lo scacco, l’uomo modesto cerca sempre l’equilibrio, il riparo sotto l’ala del discorso giusto.
La natura è misteriosa, produce grandezza ma anche orrore, mentre la ragione nuda e secca rifugge il mistero e si limita a calcolare su quello che ha. Eppure non può non tener conto della forza della natura, pena il trasformarsi essa stessa in un sogno, il sogno delle magnifiche sorti e progressive.
La natura “è quella che spinge i grandi uomini alle grandi azioni”, scrive il grande poeta, ma al tempo stesso essa “ripugna... dall’utilità della fatica”, non solo, ma inclina anche “a moltissime altre (cose, n.d.r.) o dannose o inutili o proibite, illecite, e condannate dalla ragione”, fino “a danneggiare o a distrugger se stessa”.
Al tempo stesso, però, con grande acutezza, Leopardi osserva che “la religione si mette dalla parte della natura”, ossia di questa natura contraddittoria, intrattabile, irriducibile, che produce Aristotele e Alessandro Magno ma anche l’eruzione del Vesuvio. La religione, in altre parole, si mette dalla parte del mistero: sempre e comunque.
Mille “se”, mille “ma”, mille “però” sorgono a questo punto in noi. Se la natura si autodistrugge, cosa deve fare la religione? Accettare l’autodistruzione, o intervenire? E intervenire in nome di che? Della natura no di certo, della ragione men che meno.
Ma Leopardi a queste conseguenze non è interessato. Sono linee minori, conflitti interiori, problemi particolari. Tutti noi abbiamo però constatato la capacità di trasformazione dell’uomo che un evento tragico possiede. Tutti abbiamo visto uomini mediocri trasformarsi in giganti per l’effetto di un dolore inspiegabile, ingiusto e crudele. O, meglio: per l’effetto del “sì” detto a quel dolore, per quanto spropositato e incomprensibile. Un “sì” che rasenta la follia ma che, al tempo stesso, appare profondamente, abissalmente ragionevole.
Dopo diversi interventi, su questo o quel quotidiano, in merito al caso Eluana, una sola cosa io so: di essere pressoché una nullità. Di fronte a Eluana, di fronte a suo papà, di fronte a questa tragica vicenda, chi sono io? E chi sono io davanti a Leopardi? Nessuno. Io scrivo solo perché dico “sì” a questa circostanza in cui tante persone come me si trovano, e che domanda di parlare di Eluana. Accettando gli errori di valutazione, la superficialità, le intemperanze che sono, spesso, ben difficili da evitare.
C’è un destino che ci interpella, al quale la nuda e secca ragione non può dire di sì. Perché alimentare artificialmente questa persona? Perché impiegare personale ospedaliero quando potrebbe essere impiegato in altri casi, in cui forse la vita ha maggiori possibilità di essere salvata? La nuda e secca ragione è un “no” perenne, continuo, senza sosta, profondamente amaro. Questa ragione ha vinto ed Eluana non c'è più. La sentiremo tutti, l’amarezza, e sarà la stessa amarezza: la mia come quella di Beppino Englaro.
Per questo la religione sta dalla parte della natura, dice “sì” (e ritiene questo “sì” molto più razionale del “no”) anche nell’imminenza di uno scandalo, di un’assurdità. Dice sì perché la grandezza sta dalla parte del mistero e, con la grandezza, la felicità, la riuscita della vita, il bene. Non è un problema di valori, né di rispote consolatorie. Agitare il valore dell’intangibilità della vita non c’interessa. C’interessa il grido del nostro cuore. Noi non comprendiamo, noi non sappiamo dare un posto a tutto, la realtà ci appare come fratturata. Eppure il nostro cuore continua a gridare perché non vuole morire, perché “il respiro della vita non abbia fine”.
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