"In quella notte credo di aver perso l’innocenza, nel senso della serena e infantile convinzione che il destino sia unicamente nelle nostre mani. Basta che la terra si scuota un solo minuto per cancellare i nostri sogni, i nostri progetti, i nostri affetti, per ricordarci che viviamo perennemente sospesi sull’abisso. Da quel giorno so che ogni istante può essere l’ultimo, l’ultimo cielo azzurro, l’ultima viola spuntata, l’ultimo sguardo della persona amata. Da quel giorno, l’imminenza del congedo è forse rimasto il senso più profondo della mia vita, per questo vivo con estrema gratitudine, perché penso che ogni istante della nostra vita sia un dono prezioso che non ci verrà più incontro."
Queste parole sono la conclusione di un articolo di Susanna Tamaro: "Quelle scosse mi hanno fatto perdere l'innocenza", sulla sua personale esperienza del terremoto dell'ormai lontano 1976. Le trovo perfette, e non solo per i momenti più tragici della vita, ma per ogni giorno che abbiamo da vivere. Purtroppo spesso vince la banalità e la scontatezza ...
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09/04/09
sull'abisso
"In quella notte credo di aver perso l’innocenza, nel senso della serena e infantile convinzione che il destino sia unicamente nelle nostre mani. Basta che la terra si scuota un solo minuto per cancellare i nostri sogni, i nostri progetti, i nostri affetti, per ricordarci che viviamo perennemente sospesi sull’abisso. Da quel giorno so che ogni istante può essere l’ultimo, l’ultimo cielo azzurro, l’ultima viola spuntata, l’ultimo sguardo della persona amata. Da quel giorno, l’imminenza del congedo è forse rimasto il senso più profondo della mia vita, per questo vivo con estrema gratitudine, perché penso che ogni istante della nostra vita sia un dono prezioso che non ci verrà più incontro."
Queste parole sono la conclusione di un articolo di Susanna Tamaro: "Quelle scosse mi hanno fatto perdere l'innocenza", sulla sua personale esperienza del terremoto dell'ormai lontano 1976. Le trovo perfette, e non solo per i momenti più tragici della vita, ma per ogni giorno che abbiamo da vivere. Purtroppo spesso vince la banalità e la scontatezza ...
27/03/08
"Il segreto di Padre Pio"
Ho finalmente letto il libro regalatomi a Natale da mio fratello: "Il segreto di Padre Pio". Che dire? Mi si è spalancato tutto un panorama inimmaginabile.
Di Padre Pio non è che ne sapessi assai, ammetto. Qualche trasmissione su di Lui l'ho seguita ogni tanto. Ho notato, confesso con un pò di fastidio, la quantità di statue e simulacri rappresentanti la Sua effige sparsi per ogni dove. E più che fastidio mi ha procurato, percorrendo l'autostrada, l'entrare in un autogrill e trovarLo stampato su qualsiasi superficie utile, da piccolossimo a gigantesco, banalizzato come un qualsiasi oggetto di consumo!
Ma della Sua vita stupefacente e carica di sofferenza e dedizione poco, veramente pochissimo mi aveva raggiunto. Certo sapevo delle stimmate, ma anche questo può diventare poco significativo se non ci si sofferma, se non si è aiutati a soffermarsi sul significato, sul senso del viverle. E' come quando si parla di Gesù Crocifisso. Della Sua sofferenza. Siamo talmente abituati a questa immagine presente ovunque! Ma capire, immedesimarsi veramente, è ben altra cosa ... Questo libro mi è stato utile anche in questo, direttamente ed indirettamente ...
Che dalle ferite gli uscisse sangue ogni venerdì, per ben cinquant'anni, che per Lui la Messa era un rivivere giornaliero con Cristo la Passione, tanto che ogni passo per Lui era un sacrificio sì, ma voluto ed amato. Ed il Suo rapporto confidenziale con Cristo ... E la sua sofferenza per le anime dei lontani ... E tutti i doni particolari di cui era stato riempito ... I fatti straordinari ed innumerevoli ...
Beh mi è venuto il desiderio di approfondire questa conoscenza ed intanto me Lo sento vicino, come se mi fosse entrato nel cuore, Gli chiedo sostegno e vigilanza su di me e sui miei cari ... eh sì, ora prego anche Lui ...
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