16/05/09

a mio padre

ho trovato per caso questo video, cercando di Preisner su You Tube, e lo trovo emozionante ... ! Papà ha fatto la guerra da aviatore, sui Caccia. Ci teneva a questo distinguo: difesa mica bombardamenti! E per tutta la vita questa sua esperienza l'ha segnato e ci ha segnati. In macchina da bambini si cantava con lui "... e gira gira l'elica romba il motor questa è la bella vita la bella vita dell'aviator ..." , poi c'erano i suoi disegni, le foto in cornice, l'elica in salotto (ora è nel mio corridoio), i suoi racconti ... Quando andava per un viaggio di piacere in aereo riusciva sempre ad entrare nella cabina di pilotaggio e farsi il viaggio da lì contento come un bambino ... Insomma come non pensare subito a lui che ora è lassù, in questo volo che fa sentire tanto il cielo ...

04/05/09

il dentino

Poi è ritornata alla carica con sua mamma ... Forse vuole la sua attenzione più di quanto lei gliela possa dare in certi momenti, come quando lavora. Io ero sotto i ferri (forbice, sfoltitrice, etc.) e lei si affaccia dalla porta e fa con tono supplichevolemamma me lo tiri?!La mamma esamina la bocca e sentenzia che non è ancora il momento. Mi fa male!!! "E tu lascialo in pace, di pomeriggio ti porto dal dentista ..." e poi aggiunge, a mò di spiegazione, che è un amico e non si prende niente per queste cose ... Ed io comincio a volare, ad andare lontano, in un'altra casa ed in un altro tempo: altro che dentista!! Non ci pensavo proprio da tanto ... La sensazione del dente che dondolava e la lingua che andava sempre lì, a spingere e a giocherellare ... La mamma che con fare esperto e rassicurante esaminava e sentenziava "ora lo togliamo!" e il brivido emozionante che correva lungo la schiena ... Sì, me lo volevo togliere, però ...! E poi, una volta tolto quel senso di mancanza e la lingua che ritornava ad esplorare ... e poi il sapore strano dell'acqua ed aceto per sciacquare la bocca ... Alle volte la mamma faceva come se esaminasse meglio e, magia!, l'aveva tra le mani. Oppure si metteva un tovagliolo attorno alle dita e tirava ... Ma ci son state le volte che avvolgeva un capo di filo resistente al dente e dall'altra parte lo attaccava alla maniglia della porta aperta. Andava dietro e chiudeva di scatto, SBAAAM! ed intanto si teneva l'altra mano a coprire l'orecchio. Era un attimo! Poi, tipo film di Argento, qualche volta ero lo zio! Lui il pomeriggio lo passava rintanato nel suo camerino dove costruiva modellini di aerei, di navi. Erano dei veri capolavori ed era molto difficile che non fosse in casa. Il malcapitato di turno, eravamo in sei bambini (papà e lo zio avevano deciso di continuare a vivere insieme), andava da lui che, tipo orco (era buonissimo ma in quel caso ...) nel suo antro aspettava ... ed ecco splendere tra le sue mani una tenaglia, una pinza, c'era l'imbarazzo ZAC!! e poi il sorriso di sollievo finale! Perchè si condivideva tutto noi bambini, anche la levata dei denti degli altri, uno spettacolo emozionante cui partecipare. Già, ma la paura la si provava lo stesso, tutti raccolti lì a guardare!

23/04/09

Ancora sui capelli ...!

Però l'altro giorno sono andata a tagliarmeli da una parrucchiera mia amica che lavora in casa. Ogni tanto entro in crisi sulla bontà del mio operato e, poi, ero di matrimonio, come si usa dire ... E per rispetto, per sentirmi più a posto, ho preso questa decisione. Ho suonato al portone e, una volta davanti alla lunga e stretta scala, m'è sorto il dubbio: primo o secondo piano?! non me lo ricordavo proprio!! E neanche ricordavo se lei fosse usa ad appendere il volantone fuori della porta, ottimo segno di riconoscimento quando non vi sono targhette fuori. Cosa fare? suonare alla prima porta! Da dentro venivano suoni di voci, alla mia scampanellata ho sentito distintamente "rrapi, agghiesseri 'a nnnonnna ...!" e si sono inquadrate nella porta una bimba e una donna subito sospettosa " e llei cccù iè, ccchi bboli!!?", mhh gentile la signora ... In queste occasioni, sarà la scuola della colletta alimentare, sfodero il mio migliore sorriso, non dandomene per intesa. Insomma era al secondo piano ... Ed eccomici! Sulla porta un'altra bambina mi aspetta, la figlia più piccola, che ogni volta trovo più alta. Tutta un'altra aria in questa casa e non certo per l'arredamento ... Entra Giovanna!! La sua voce dal fondo, ed io mi infilo in casa. Lei era al lavoro con una signora ed io mi son seduta. "Maria Grazia, hai finito i compiti?" "Mamma, no, non c'ho voglia, li finisco domani ..." tono lamentoso. Ecco perchè mi piace andare da lei. L'entrare dentro una casa, dentro una vita ... Niente di asettico ed impersonale. Mi ci sono intromessa, "cosa devi fare?" Dopo un pò nel salottino c'era una bambina che leggeva e come leggeva bene! Glielo dico convinta e le dò qualche piccolo consiglio contenta di riscoprire il gusto di stare con un bambino e magari dargli un qualcosa. E pensare a quanto mi annoiava combattere per i compiti con i miei bambini! Come si cambia man mano!! E come godrei differentemente questa stessa situazione adesso ... Mh, sono proprio storta!!! Al mio turno, mentre mi pettinava i capelli bagnati, mi guarda attraverso lo specchio e sbotta in un "Gioia! (che carina ...) ma che debbo farti?! hai i capelli già così corti che non so proprio .....".

18/04/09

Capelli corti, anzi cortissimi!

Da un due tre anni, quando occorre, mi taglio i capelli da sola. La prima volta è stato un atto di coraggio, non sapevo cosa avrei combinato! Ma io osservo molto. Guardo. Guardo tutto. Guardo tutti. Anche come si muovono le mani del parrucchiere. Pensavo che so far di tutto con le mani, possibile non riesca in questo?! Poi aspettare per me era una noia. Dico era perchè son diventata un pò più paziente e meno oppressa dalle "cose da fare" ed ora in mezzo alla gente mi diverto, mi piace osservare, ascoltare ... I figli son cresciuti, due stanno fuori casa, e ... son più tranquilla ... Poi mai che il lavoro del parrucchiere mi abbia soddisfatto, anzi!! Forse perchè l'essere così indifferente a certi canoni mi rende di difficile contentatura. E poi, perchè negarlo?, è anche un modo di risparmiare o meglio di utilizzare in modo più soddisfacente le risorse economiche. Così mi metto davanti allo specchio e comincio a tagliare aiutandomi principalmente col tatto. Misuro con le dita e ... ZAC! Rimisuro ... ZACZAC! E dai e dai son diventata sempre più coraggiosa e coi capelli sempre più corti. Bellissimo! mi passo le mani tra i capelli e non mi devo preoccupare se son disordinati. Son diventata così audace, o pazzerella, che se non completo in una volta tutto il lavoro lo completo a puntate. Del resto ho ormai capito che la gente è molto distratta, tranne rari casi, e non si guarda molto attorno ... devono guardare giusto me?!

09/04/09

sull'abisso

"In quella notte credo di aver perso l’innocenza, nel senso della serena e infantile convinzione che il destino sia unicamente nelle nostre mani. Basta che la terra si scuota un solo minuto per cancellare i nostri sogni, i nostri progetti, i nostri affetti, per ricordarci che viviamo perennemente sospesi sull’abisso. Da quel giorno so che ogni istante può essere l’ultimo, l’ultimo cielo azzurro, l’ultima viola spuntata, l’ultimo sguardo della persona amata. Da quel giorno, l’imminenza del congedo è forse rimasto il senso più profondo della mia vita, per questo vivo con estrema gratitudine, perché penso che ogni istante della nostra vita sia un dono prezioso che non ci verrà più incontro." Queste parole sono la conclusione di un articolo di Susanna Tamaro: "Quelle scosse mi hanno fatto perdere l'innocenza", sulla sua personale esperienza del terremoto dell'ormai lontano 1976. Le trovo perfette, e non solo per i momenti più tragici della vita, ma per ogni giorno che abbiamo da vivere. Purtroppo spesso vince la banalità e la scontatezza ...

05/03/09

Viva Santa Agata

Tante cose negli ultimi tempi ... è vero la vita riserva sempre novità! Una amica verso la fine di gennaio mi ha detto del concorso indetto da una Associazione di fotografia della città, di concerto col comune di Catania, in occasione della festa della nostra patrona S.Agata. Bè, per me un'occasione golosa per mettermi in gioco. Ho fotografato tante volte la festa, ma sempre senza un vero scopo, così ho preso al volo l'occasione. Mica una cosa facile dato che, essendo vista e rivista questa festa, è molto difficile uscire dallo scontato. C'è di tutto. La devozione, il folclore, la gente, le strade, i colori e via così!!! Cosa scegliere? Su cosa concentrarsi?! Ho preso due giorni di ferie e me ne sono andata per le strade ... che bello!! C'era un bel tempo e una bell'aria ed io mi sentivo felice ... Il quattro poi eravamo in gruppo, 4 donne bene armate e Fil. Ad un certo momento mi son resa conto di come dovevamo essere viste da fuori. Eravamo ad un angolo di via Umberto e Fil non c'era. Passava la Santa. Anzi passava il cordone e tutti i "cittadini" ci guardavano! Mi son girata ed ho capito! Quattro zoom in azione ed in fila! In quel punto camminano piano perchè vanno avanti per poi tornare indietro così da far fare la curva al fercolo ... Un cittadino c'ha fatto ciao con la mano! Attorno la gente. Tanta ma non troppa. Calca vivibile. Il cinque è tutt'altra cosa! I balconi però strabordavano. Una strana atmosfera. La strada vuota di auto, per una volta, e gente quì e lì. Brusìo. Odore dolciastro di zucchero bruciato. Tanta gente affacciata in attesa. In una piazza preparavano la moschetteria che di lì a poco avrebbe sparato. Srotolavano dei lunghi cordoni con delle specie di caramelle bianche a intervalli regolari e tutto era transennato. Più tardi un balcone sarebbe precipitato insieme alle persone che vi stavano ma noi eravamo già più avanti. Abbiamo mangiato un qualcosa alla villa appena riaperta e poi di nuovo in giro ... Io mi sono concentrata di più sulla gente ma, in definitiva, ho scattato su tutto quello che mi colpiva. Poi mi è difficile trattenermi. Ogni anno è sempre differente anche perchè non vado mai nello stesso posto e nello stesso orario. Eppure ancora mi mancano dei momenti che o non ho mai visto, o son cambiati nel tempo, dato che quando ero ragazza tutta questa partecipazione non c'era e tutto si svolgeva in orari più contenuti. Il cinque abbiamo fatto, io e Fil, un veloce blitz in via Etnea quando già era buio. La calca! Ecco quella sì che c'era stavolta! Insomma Siamo riusciti a fendere la folla a fatica ed arrivati al centro della strada non abbiamo potuto più fare un passo nè di quà nè di là!! Passavano le ultime due candelore traballanti, meno male, anche quest'anno le avevo viste! Mi piace tanto il loro caracollare dondolante sulle spalle di 8 o 10 porttaori. La sera sono tutte illuminate ed è una vista suggestiva: oro, fiori, sculture e bandiere. Pensare che prima erano più di trenta! Ed ora quante? Molte di meno. Ogni tanto ci dovevamo spostare di gran carriera anche se con estrema difficoltà. Si sentiva un LLLARGOOOOO!! e di colpo, quasi addosso, arrivava qualcheduno con un cero acceso di traverso su di una spalla. Grande o grandissimo, una esagerazione ... Pesano e costano in modo ragguardevole. Ogni tanto poi si fermano. Non è certo uno scherzo l'esaudire il loro voto. Ecco ho un ragazzo proprio accanto col suo cero alto quanto lui o poco meno. Sta fermo per un pò. Prima sistema i micci poi fa scorrere la cera liquida. Alla luce dei ceri i suoi occhi risplendono di mille bagliori. Clic, clic, clic!! Attorno tanti altri che stanno per un pò e poi ripartono col loro carico e per tutta la notte fino al mattino. Un altro mi è vicino e così un pò gli parlo, mi faccio raccontare ... Insomma alla fine gli scatti sonoo quasi mille! Come scegliere? E' forse più difficile che scattare e poi i tempi son troppo stretti perchè le sensazioni decantino un pò e la scelta sia meno istintiva. La festa finisce il 6 e l'8 scade la consegna dei files. Ho scelto ma non sono convintissima. Chissà se a mente fredda avrei scelto altri scatti ... Eppure ....! Con mia gioia, eh, è sempre un piacere ..., non sono entrata nella terna dei vincitori ma la mia foto è stata segnalata dalla Giuria! Quale?! Ma quel ragazzo!!! E così mi son presa anche gli applausi alla premiazione! Io, con la mia annosa riservatezza e timidezza, mi son dovuta alzare ed andare a prendere un piccolo omaggio, stringere mani e farmi fotografare ... Proprio tutto il repertorio :)) L'anno prossimo però ho già deciso! mi dedicherò all'aspetto meno visto, meno reclamizzato e più importante ... la fede, la pregliera ! C'è, ce n'è tanta ...

10/02/09

Quella misteriosa Natura che voleva tenere in vita Eluana

Riprendo articolo di Luca Doninelli in occasione della morte di Eluana per le sue parole che sento assolutamente vicine al mio sentire .... LEOPARDI/ Quella misteriosa Natura che voleva tenere in vita Eluana Luca Doninelli martedì 10 febbraio 2009 «Un esempio di quando la ragione è in contrasto colla natura. Questo malato è assolutamente sfidato e morrà di certo fra pochi giorni. I suoi parenti per alimentarlo come richiede la malattia in questi giorni, si scomoderanno realmente nelle sostanze: essi ne soffriranno danno vero anche dopo morto il malato: e il malato non ne avrà nessun vantaggio e forse anche danno perchè soffrirà più tempo. Che cosa dice la nuda e secca ragione? Sei un pazzo se l'alimenti. Che cosa dice la natura? Sei un barbaro e uno scellerato se per alimentarlo non fai e non soffri il possibile. È da notare che la religione si mette dalla parte della natura» (G. Leopardi. Zibaldone, pag 15). Il contesto da cui abbiamo tolto questo brano di Giacomo Leopardi è una riflessione sul contrasto che esiste tra la “ragione” (che Leopardi intende nell’accezione illuminista, “la nuda e secca ragione”) e la “natura”, che fra tutte le parole è la parola leopardiana per eccellenza. Abbiamo scelto di presentarvi questo breve testo in giorni drammatici come quelli che stiamo vivendo non già perché desideriamo forzare le parole del grande poeta a un pensiero che non è il suo, ma perché il suo pensiero è interessante in sé. È interessante, sommamente interessante innanzitutto perché è un pensiero ferito. A Leopardi non interessa produrre armonie, ossia discorsi in grado di dare a ogni cosa il suo posto. La frattura tra la nuda e secca ragione e la natura è insanabile. Bisogna accettare lo scandalo. Il grande genio accetta lo scacco, l’uomo modesto cerca sempre l’equilibrio, il riparo sotto l’ala del discorso giusto. La natura è misteriosa, produce grandezza ma anche orrore, mentre la ragione nuda e secca rifugge il mistero e si limita a calcolare su quello che ha. Eppure non può non tener conto della forza della natura, pena il trasformarsi essa stessa in un sogno, il sogno delle magnifiche sorti e progressive. La natura “è quella che spinge i grandi uomini alle grandi azioni”, scrive il grande poeta, ma al tempo stesso essa “ripugna... dall’utilità della fatica”, non solo, ma inclina anche “a moltissime altre (cose, n.d.r.) o dannose o inutili o proibite, illecite, e condannate dalla ragione”, fino “a danneggiare o a distrugger se stessa”. Al tempo stesso, però, con grande acutezza, Leopardi osserva che “la religione si mette dalla parte della natura”, ossia di questa natura contraddittoria, intrattabile, irriducibile, che produce Aristotele e Alessandro Magno ma anche l’eruzione del Vesuvio. La religione, in altre parole, si mette dalla parte del mistero: sempre e comunque. Mille “se”, mille “ma”, mille “però” sorgono a questo punto in noi. Se la natura si autodistrugge, cosa deve fare la religione? Accettare l’autodistruzione, o intervenire? E intervenire in nome di che? Della natura no di certo, della ragione men che meno. Ma Leopardi a queste conseguenze non è interessato. Sono linee minori, conflitti interiori, problemi particolari. Tutti noi abbiamo però constatato la capacità di trasformazione dell’uomo che un evento tragico possiede. Tutti abbiamo visto uomini mediocri trasformarsi in giganti per l’effetto di un dolore inspiegabile, ingiusto e crudele. O, meglio: per l’effetto del “sì” detto a quel dolore, per quanto spropositato e incomprensibile. Un “sì” che rasenta la follia ma che, al tempo stesso, appare profondamente, abissalmente ragionevole. Dopo diversi interventi, su questo o quel quotidiano, in merito al caso Eluana, una sola cosa io so: di essere pressoché una nullità. Di fronte a Eluana, di fronte a suo papà, di fronte a questa tragica vicenda, chi sono io? E chi sono io davanti a Leopardi? Nessuno. Io scrivo solo perché dico “sì” a questa circostanza in cui tante persone come me si trovano, e che domanda di parlare di Eluana. Accettando gli errori di valutazione, la superficialità, le intemperanze che sono, spesso, ben difficili da evitare. C’è un destino che ci interpella, al quale la nuda e secca ragione non può dire di sì. Perché alimentare artificialmente questa persona? Perché impiegare personale ospedaliero quando potrebbe essere impiegato in altri casi, in cui forse la vita ha maggiori possibilità di essere salvata? La nuda e secca ragione è un “no” perenne, continuo, senza sosta, profondamente amaro. Questa ragione ha vinto ed Eluana non c'è più. La sentiremo tutti, l’amarezza, e sarà la stessa amarezza: la mia come quella di Beppino Englaro. Per questo la religione sta dalla parte della natura, dice “sì” (e ritiene questo “sì” molto più razionale del “no”) anche nell’imminenza di uno scandalo, di un’assurdità. Dice sì perché la grandezza sta dalla parte del mistero e, con la grandezza, la felicità, la riuscita della vita, il bene. Non è un problema di valori, né di rispote consolatorie. Agitare il valore dell’intangibilità della vita non c’interessa. C’interessa il grido del nostro cuore. Noi non comprendiamo, noi non sappiamo dare un posto a tutto, la realtà ci appare come fratturata. Eppure il nostro cuore continua a gridare perché non vuole morire, perché “il respiro della vita non abbia fine”.

09/02/09

è finita ...

Eluana è morta ... che il Signore abbia pietà di lei e di tutti noi ... Era diventata una persona cara un pò per tutti, la sua morte non sarà inutile, ne sono certa ...

23/01/09

Renato Guttuso

Per ricordare Renato Guttuso di cui questo mese fan vent'anni dalla morte ... ''La pittura è il mio mestiere. Cioè è il mio mestiere ed il mio modo di avere rapporto con il mondo. Vorrei essere appassionato e semplice, audace e non esagerato. Vorrei arrivare alla totale libertà in arte, libertà che, come nella vita, consiste nella verità.'' Renato Guttuso, 1957

19/01/09

quel cane nero

Una voce allo sportello poi, vedendola, mi son ricordata ... Lei ha le mani a metà fasciate e la parte visibile è deturpata da una vistosa ustione. Qualche traccia la porta anche sul viso. Guardarla e sentire il suo dramma è un tutt'uno! Si porta dietro, ammettendo che possa non pensarci, un drammatico promemoria. Mi son subito ricordata dei discorsi fatti insieme conoscendola. Colpisce come parla della sua tragedia e di come la vive con la compagnia concreta del Signore. Un suo figlio è nostro alunno da questo anno, l'altro, il più grande, l'ha perso nell'incendio che ha avvolto la sua casa, lei aveva tentato di salvarlo ... Colpisce anche incontrare una persona di cui si è sentito in certo qual modo già parlare... Così riparliamo. Ad un certo momento ricordo e le chiedo se è vero che aveva un cane nero, alto così, femmina. Se è vero che l'ha perso in quei giorni tremendi ... Lei mi guarda interrogativa confermando. Perchè è strano! E strane le coincidenze. Saranno un due mesi che ho trovato un cucciolo simpaticissimo che ora la fa da padrone in casa mia (lo so sono autolesionista). In qell'occasione ho conosciuto una signora che ha la villa poco più sopra della scuola. Poi ho fatto due più due ed ho avuto la conferma che era parente di ..., insomma c'era un collegamento. Andando a trovarla m'ha mostrato un cane nero, una femmina, e m'ha detto di averla trovata sbandata per strada e di avere saputo che era di quella famiglia ecc.ecc. Così quel giorno a scuola ho raccontato alla signora del cane, di dove sta, come sta, come è ..., della storia raccontatami. Vada a vederlo signora ... Lei mi ascolta con una espressione irraccontabile poi, di botto, mi dice che le sto dando una grande gioia sapesse che pensiero ho avuto!! Era il cane di lui, l'avevamo preso da cucciolo, giocavano sempre insieme !! Dice che posso andare a vederlo?! Ma allora è in buone mani! ... Chissà se ci andrà, ma non è questa la storia. Rimango sempre colpita da queste coincidenze. Noi almeno le chiamiamo coincidenze. Sarà ... però mi rimane addosso l'impressione forte di un qualcosa che sfugge alla mia immediata consapevolezza, un qualcosa di misterioso ma con un filo conduttore: c'è un senso in quello che accade.

13/01/09

pochi giorni fa

ho aperto la porta d'ingresso, ritornando dal lavoro, ed ecco quel che ho visto! che senso di confortevolezza ... casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia ...

18/12/08

de-no-mi-na-zio-ne

Allo sportello viene un ragazzo con la domanda del buono libro. La guardo per vedere se va bene e, come spesso succede, è incompleta ... non è compilata la parte riguardante la scuola frequentata. Gliela torno e lui dice che non sa cosa mettere! Scusa non sai in che scuola vai?!
Ahhhhhhh!
E comincia a scrivere. Ad un certo punto si ferma
Signora che cosa significa denominazione?
Ascolta bene la parola, faccio io, e comincio a compitarla lentamente, de-no-mi-na-zio-ne, non ti dice niente? tra sorpresa e divertita, ripeto ma niente non capisce e così glielo spiego! Io glielo avevo detto, fa il compagno, ma non s'è fidato!! Poi gli chiedo, così tanto per capire, quanto ha in italiano, sette è la risposta ... Ah, bene! e leggi ogni tanto?
Certo!!
fa lui, quasi con vanto. Senti, non dico manuali o libri di scuola, dico leggere! leggere libri, romanzi! E che ho detto mai?! La sua risposta è stata una risata immediata come se avessi detto non si sa bene quale enorme assurdità! Poi ho capito che era come se qualcuno gli chiedesse ... e la risata è risorta, chioccia, più forte di prima ... Io mi stavo andando a sedere ma son tornata indietro e:guarda che non c'è niente da ridere, semmai c'è da piangere! Come impari a scrivere, a parlare, se non leggi?! Ma io leggo quello che c'è per casa, dice lui a mò di scusa ... Mah, che dire?! Io ogni tanto ci provo a portare avanti la mia lotta ma mi sembra già persa in partenza ...!

15/12/08

tra poco è Natale

e finalmente ieri pomeriggio siamo riusciti a "fare l'albero" ... il presepe lo faremo, spero, oggi! Già, siamo proprio in ritardo, ma mai come un anno che abbiamo fatto il tutto il giorno 23!! E' che ogni volta ci sono le "grandi manovre" per trovare spazio. Qualche giorno prima si comincia con la frase ritualedove lo mettiamo l'albero quest'anno?! E'un vero problema dato che il nostro albero è un pò sproporzionato per lo spazio del soggiorno. Poi c'è il montaggio e la prova delle luci. Ed anche stavolta un filo non funzionava. MA come e perchè??! Si posano funzionanti ed escono dallo scatolo che non vanno più, mistero misterioso ... Così è stato al centro della casa montato ed in attesa delle luci per due giorni ma, finalmente, ieri mattina è stato completato. Bellissimo! Abbiamo aspettato anche perchè oltre alle luci mancava la parte più importante: la famiglia. Mi sembrerebbe assurdo fare da me e da sola, o insieme o niente! Così ieri ho preteso anche l'aiuto di Vio che era una settimana che diceva ma l'albero quando lo facciamo? quest'anno il presepe non si fa? A questa mia che anche lei doveva esserci lei ha detto un bel
che palle!!
ed io
di Natale??
ma poi, alla fine, ha partecipato ... Come possono essere differenti i figli! E come cambiano con l'andar del tempo ... ! Una desiderosa, l'altra riottosa ... E così c'è stato il rituale dell'uscire le decorazioni e di riscoprirle. Che belli questi alberelli (fatti da me col das qualche anno fa) mi son sempre piaciuti! fa Martina ... Anche a me! dico io, ne sono proprio contenta ... E poi vecchi reperti, decorazioni risalenti ai primi anni di matrimonio, cose orride a ben guardare e oggetti graziosissimi. Gli angioletti di legno mancano di qualche ala o braccio ma vanno bene uguale, e li appendiamo davanti davanti, son piccolini. E poi finalmente lo rimiriamo soddisfatti, che bello !!! Chissà perchè la casa diventa più calda con la sua presenza, nonostante il freddo di questi giorni ...

10/12/08

Un salutino ad un amico

Ciao Ramon, ti dò il benvenuto, utile stà cosa dei lettori ...! Volevo dirtelo sul tuo blog ma è un blog serio, di lavoro! a presto :))

02/12/08

La Colletta, dopo ...

Rimane sempre qualcosa dentro ed addosso ... Al di là dei risultati, sempre molto importanti (è il fine! ma non solo penso) Ho imparato da tempo che una cosa la si fà prima di tutto per sè, e che fare qualcosa per gli altri fa stare bene, dato che la natura del nostro cuore è proprio così, nata per dare ... Tornando l'indomani al lavoro la mia collega-amica che era la mattina di turno, e che come avevo fatto precedentemente io aveva preso per questo un giorno di ferie, m'ha detto, testuali parole, che "si torna contenti, anche se non si sa perchè o non si riesce a spiegare" ... Ma credo che un altro elemento importante sia dato dal gusto dell'incontro con altri, gli amici, volontari per un giorno, i nuovi, c'è sempre qualche persona nuova da conoscere ed è sempre una scoperta, i clienti-offerenti con le loro storie e i loro sorrisi. Poi, è vero, c'è chi non vuole ... pazienza! Anche io non sempre mi fido o sono ben disposta ..! Le cose belle? intanto mia figlia che era stata contattata direttamente dal capo-equipe mio amico. L'ho incontrata mentre andavo per il mio turno, circa le 5 di pomeriggio. Ciao mamma!! ed un bel bacio. Io sono soprassaltata, non l'avevo vista e la pensavo ben lontana da lì!. Ma che fai quì! Doveva stare fino all'una ed invece s'era fatta sette ore di turno ...
Mamma, sono rimasta
Arrivata al punto vendita, poi, mi hanno detto solo cose belle di lei, del suo entusiasmo, della sua bravura e, perchè no, di quanto è carina! Quando S. l'ha ringraziata per l'aiuto datogli lei gli ha risposto che non doveva considerato il motivo del suo fare ... E quando son ritornata a casa m'ha detto che aveva fatto anche lei la sua offerta, chiaramente coi suoi soldi, e io non me l'aspettavo proprio ... E poi i miei amici sempre presenti e disponibili con generosità. Ottimi testimonial ... ma quante persone conoscono?! Quanti entrano e poi finisce a baci abbracci e presentazioni! In certi momenti il "mio" supermercato sembra quasi un salotto come clima e simpatia senza, per questo, abbassare il livello dell'attenzione ...!
Ti hanno cercato in tanti, sai?
Ecco, neanche questo avrei pensato! Ma tra le tante persone che si sono riconfermate per la loro generosità, tra le tante persone incontrate voglio ricordare i due giovani con cui ho conversato un buon quarto d'ora. Gentili, educati e molto molto dubbiosi, diciamo sfiduciati, è stato interessante il dialogo e poi una piccola soddisfazione il loro gesto di partecipazione conclusosi col sorriso ed una calorosa stretta di mano. Ed ancora il giovane padre, c'era tutta la famiglia, che sul finire si è soffermato, dopo aver dato, per sapere ... Parlando, parlando è finita che mi ha raccontato di sè e m'ha tanto colpito la sua espressione, l'ho guardato andar via con vero dispiacere ...

29/11/08

oggi la colletta

Oggi c'è la Colletta Alimentare e non si può avere idea quanto sia dispiaciuta in questo momento di non essere lì al "mio" supermercato. Dopo dieci anni di capoequipe sempre lì lo considero in questo modo. Ne conosco il direttore anche se non è della mia zona, il personale, che mi saluta nel rivedermi con grandi sorrisi e ricordo molti clienti che, visto lo stile di questo punto vendita, sono clienti abituali. Addirittura a casa è un riferimento per appuntamenti il supermercato della mamma. Invidio i miei amici che stanno in questo momento lì sul campo. Ma scusa non l'hai voluto tu?! Sì, mi son tirata indietro, temendo di non reggere alla fatica di tutte quelle ore in piedi, ma sono niente in confronto al gusto che ho sempre provato nel partecipare. Ci sono momenti in cui si sottolineano gli aspetti negativi delle cose, e in definitiva ci si perde perchè si rinunzia ad una occasione, ed altri che si ricordano solo le cose belle. Come ora io sto facendo ... E poi oggi, dopo quel catafascio che è caduto dal cielo, cosa incredibile, c'è un sole fantastico !! Mi sa che è una collaborazione celeste, così le persone ieri non sono potute andare con quel tempaccio ed oggi saranno costrette a fare la spesa volenti o nolenti. Io andrò di pomeriggio, non sia mai che non vada del tutto, ma mi sembra poco in confronto ... Ho seguito telefonicamente tutta l'organizzazione di chi ha preso il mio posto, un mio caro amico che negli anni precedenti era stato mio collaboratore. Gli ho "ceduto" alcuni miei amici ... e poi ci sono le figlie, le mie. Ora ho telefonato ad un'amica-collega che si trova lì e m'ha detto che sta andando benissimo, che c'è un bel movimento, che c'è Martina con una sua amica (mia figlia), che c'è Sebastiano ... Già Sebastiano ... Un ex alunno che mi è diventato caro come un nipote, i cui genitori sono diventati miei carissimi amici e che ormai da alcuni anni partecipano con l'entusiasmo che li contraddistingue. Ci siamo conosciuti che lui era al primo anno e con una storia tutta sua ed ora son due anni che è diplomato!! Sì perchè con la colletta s'intrecciano tante storie, crescono tanti rapporti ... E mai un anno che sia eguale ad un altro! Poi più tardi andrà l'altra figlia uscendo da scuola. Ecco anche questo è importante, che sia un qualcosa che si vive in famiglia e che in un certo senso è diventata una tradizione, una sana abitudine. E poi c'è mio fratello che avvicinerà anche lui e mio marito che chiuderà la giornata ... Quando gli ho detto che io sarei andata nel primo pomeriggio lui s'è stupito.
Ah non vieni con me??? Non ti basta un'ora?
No, non mi basta
... Poi quest'anno è un anno particolare, difficile per molti, ecco perchè questa raccolta una ben maggiore importanza!

25/11/08

Mamma

Ero in soggiorno ma improvvisamente ho sentito la sua voce lontana, non si capiva bene ... Sono andata nella mia camera da letto dove lei stava. Ormai riposa tanto, ha fatto 91 anni da pochi giorni ... Mamma, Mamma, Mammmaaaaa. Le sono andata vicino e lei si è illuminata in viso, gli occhi chiari ancora più chiari: Mamma! Ti stavo cercando da tanto ... . Ci si può abituare mai a una cosa così?!

17/11/08

Una giornata fortunata

Ieri sono andata a fare una passeggiata al mercatino delle cose vecchie. C'era un bel sole e c'è da guardare, ho sempre amato i vecchi oggetti, e da fotografare ... e così ho fatto ...! Quando ormai i venditori cominciavano a raccogliere le loro mercanzie e me ne stavo andando sono stata attirata da un piccolo portauovo, di quelli che si usavano quando ero bambina. Se chiudo gli occhi ecco che me li ricordo con la loro linea semplice e ben fatta e lo smerlino sul bordo. Questo aveva una piccola decorazione in oro rappresentante due rondinelle in volo. Forse a suo tempo mia mamma l'avrebbe considerato di poco gusto ma ora, sarà il sapore del tempo, sarà che ora impera la plastica ed il pessimo gusto ci circonda, sarà che aveva una grazia tutta sua, m'è piciuto subito notandolo lì per terra in mezzo alle cose più varie. Io ero uscita raggranellando a fatica meno di dieci euro tra il mio portafogli e quello di mio marito e poco prima ne avevo speso la gran parte in un'altra cosa deliziosa e superflua (meno male che non ci vado sempre ...), insomma m'erano rimasti pochi spiccioli. Quanto ne vuole?! faccio al giovane alto e bruno lì accanto. Lui mi guarda e fa due euro ma ... me ne dia uno. Io apro il portafogli e vedo che ho solo 70 centesimi. Glieli faccio vedere con disappunto e lui con mia sorpresa acconsente lo stesso. Se lo prenda, signora, lei mi ricorda mia mamma che è morta da poco. Lo guardo con più attenzione e: oh mi dispiace! Era anziana?! Sì come lei signora Questa frase non è che mi sia piaciuta molto. Poi di famiglia di solito dimostriamo meno degli anni che abbiamo. Le sembro davvero anziana? Lei mi sta dispiacendo! E lui mi fa perchè non li ha sessant'anni? Le ho detto anziana, signora, mica vecchia!!! Bè, tra me e me ho pensato che forse aveva ragione, che sono anziana, nonostante non mi ci consideri, non è che ci manchi molto ... Ed intanto lui aggiunge Questa è la sua giornata fortunata, signora, pensi che me l'hanno chiesto tante persone stamattina, ma io non l'ho voluto dare per meno di tre euro! Poi è arrivata lei, e ...> Ho pensato se bastasse questo per sentircisi, fortunata, eppure ... E va bè, occhei, sono anziana e di questi tempi in cui si celebra la giovinezza, ma c'era il sole, una bella aria, un pò di tempo libero e le sue parole con tutto quello che m'avevano lasciato intendere ...

15/11/08

Eluana

solo due di parole. Non lo riesco a capire, mi dispiace ma non ce la faccio. Non so come si faccia in modo arbitrario a decidere di non nutrire più una persona. Per me è incomprensibile. Lei ti guarda inerme e tu l'affami. Poi su richiesta del padre e per una frase detta tanto tempo fa e dettata da chissà quali e quante convinzioni. Io so che ogni giorno sono tanti a dire frasi tipo "lo ucciderei, Ti ucciderei" ma non ne fanno niente e non lo pensavano neanche mentre lo dicevano. E che poi un medico invece di curare provveda al contrario, poi ... non ritengo faccia parte dei suoi compiti e della sua missione. Dicono che non soffrirà. E questo è sufficiente? E ne sono proprio certi?

24/10/08

La festa dei Morti

Da bambina, il risveglio al mattino del 2 novembre era accompagnato dal rumore continuo di accese sparatorie per la strada. Era un continuo, ma che succedeva?! Niente paura però perchè questo rumore mi riportava immediatamente alla realtà e così mi ricordavo di che giorno fosse. Il giorno dei Morti! Era proprio il caso di alzarsi! E così ci alzavamo con brio, a differenza dei giorni di scuola, e ci precipitavamo io, i miei fratelli ed i miei cugini, sei in tutto, in salotto ... Sul tavolo da pranzo torreggiavano sei pacchi ed accanto sei piatti rossi con dentro i "biscotti dei morti", dei biscotti durissimi a forma di ossa, le "rame di Napoli", la frutta martorana ed un biglietto con il nome del fortunato destinatario. Per le bambine il regalo più classico erano le bambole, per i maschietti le pistole, e confesso che anche io ne avrei voluto una. Quanto mi piaceva mettere il fulminante e sentire lo scoppio, e poi quell'odore ... Ma ci sono stati anni in cui noi bambine abbiamo ricevuto un qualcosa di diverso: un lettino per la bambola con tanto di lenzuola, copertina e cuscino dall'aria molto curata. Fatto da Chi, e quando? Un'altra volta una tolettina per la bambola in velluto color rosa o celeste con tanto di specchio e tutto il necessario per pettinarla. Anche questa dall'aria "casareccia" in senso positivo. Ed io ricordo ancora la sensazione di amore che questi oggetti mi avevano comunicato. Ero piccola ma avevo sentito come dietro ci fossero gesti accurati,nascosti e silenziosi. Mi parlavano di Lei, delle sue mani, del suo cuore. L'avevo immaginata al lavoro mentre noi dormivamo ... Effettivamente la tradizione diceva altro. Diceva che erano i morti a portare quei regali. Una sorta di collegamento tra i due mondi, un modo di rendersi presenti ai piccoli discendenti. E questo rendeva la morte un qualcosa di "normale" e dove le persone care non erano perse del tutto e per sempre. Ma noi sapevamo... http://www.grifasi-sicilia.com/festedeimorti.html