06/02/13

Ritorno a casa

E così ho visto, per la prima volta, il rientro di S.Agata! Da quando rientra in mattinata io carezzavo l'idea di andare. Pensavo che era il modo più semplice per vederla. Niente uscite notturne. Niente bagni di folla. Anche se anche loro fan parte della festa ... E poi è bello vederla sotto una nuova luce, in un nuovo contesto, non si finisce mai di conoscere la festa appieno. E poi non mi basta incontrarla solo una volta e così posso magari rivolgerLe qualche nuova preghiera .... Qando si torna poi negli stessi luoghi ed agli stessi appuntamenti le cose son sempre differenti e sempre nuove come tutto nella vita! Come farlo capire se però non la si conosce o, ancor peggio, non la si apprezza? Prendi le mie figlie che se ne rimangono accuratamente a casa per la paura esagerata della folla. Stamani ho acceso la televisione, santa diretta, e così ho potuto vedere a che punto si trovasse. Quando ha svoltato per via Crociferi mi son messa il cappotto e sono uscita. Speravo di arrivare giusta perchè poi mica è facile regolarsi ... Le strade erano sgombrissime e così in 20 minuti ero al centro. Una veloce camminata ed eccomi in piazza Duomo. Mica piena! Anzi più vuota che piena, vivibilissima. Ho cominciato a fotografare entrando gradualmente dentro la situazione. I ragazzi erano arrampicati ovunque sull'ingresso del Duomo. Sulle balaustre, sui cancelli, sui cornicioni, tutti in precario equilibrio ... Alcuni giacevano per terra in piazza sfatti dalla stanchezza della nottata in piedi. Un silenzio ovattato, quasi un fermo immagine. Sono andata sul retro della cancellata e da lì ho partecipato al rientro da un ottimo punto di vista. Dalla Chiesa le note dell'inno a cui ci si accoda, le parole di sottolineatura di qualcuno, un prete sull'altare ... Ogni tanto il grido dei cittadini che rompe l'attesa. Voci forti, voci chiare, voci che non ci sono più! Questo l'ha persa la voce ... ! Sorrisi complici! Ecco che si delinea la Santa sul rettilineo che finisce in Chiesa e comincia ad avanzare. Ma che è successo intanto, anzi, quando? Mentre scattavo quì e lì mica m'ero accorta che la piazza adesso si era riempita! Tutto un tappeto di gente in attesa. E pian piano si avvicina. E la gente è tesa, vigile a guardare ... Ancora più vicina, più vicina ancora, ecco è arrivata! E tutti scoppiano in applausi, in grida entusiaste, in sventolii dei classici guanti bianchi dei cittadini. Le campane che suonano! Che momento, che entusiasmo! Poi quando viene estratta dal fercolo e portata a braccia l'entusiasmo tocca il vertice! Ecco è dentro. Entro anche io seguendo il flusso. Dall'altare esortazioni all'ordine, alla compostezza, a che tutto continui ad andar bene. Sto. Sto lì dentro. Sto bene. Mi sento partecipe. La musica, le parole, la gente che adesso sciama in fuori ... Gli altri che entrano. Però piano, con calma. Gente, quanta gente! Facce, tante facce ... Tante giovani, tante commosse. Sì, occhi rossi, occhi umidi in mezzo. E tanti, tanti tra i cittadini, noto questo, che andando si voltano come a guardare la Santa un'ultima volta, si fanno la croce e mandano tre baci sul dito piegato ... Esibizionisti? Delinquenti? Tra i tanti ho incontrato dei ragazzi dell'Aeronautico. Tre, in momenti differenti. Facce pulite di persone che lavorano. Uno è rimasto colpitissimo che mi ricordassi di lui dopo tanti anni! Certo il nome no visto che neanche mio alunno era ... Ma il viso sì e questo l'ha impressionato, lì tra la folla, lui col sacco, io lì a guardare. Che fai adesso? Sono in Marina, sono imbarcato ... Eh sì, si fa sempre troppo presto a giudicare!

08/10/12

gita nel paese delle scale - I parte

ma anche della "scala" senza s maiuscola ... Tempo fa, diciamo un bel po' di anni, mi fu affidato al lavoro l'incarico di riordinare la biblioteca, caricando, su di un programma specifico, tutti i volumi a quel momento esistenti. Un bel lavoro, intenso, anche fisicamente, sali e scendi, scendi e sali dalla scala ... ma in ottima compagnia! i libri ... Era un periodo un po' conflittuale tra colleghi, come capita a volte. Al lavoro ho visto periodi, od ere, di tutti i generi. Alla fine, per fortuna, avevamo conquistato una certa serenità. Frutto della convivenza, dell'esperienza, del graduale ridursi in pochi che sicuramente è di aiuto, anzi in poche, tutte donne e dell'affetto che nel tempo è maturato! Ma in quel momento il potere stare un po' ritirata in un ambiente silenziosissimo era veramente un'ottima medicina. Così, nell'inserire i libri nel programma, titolo, autore, casa editrice, n. di inventario, sono scorsi tra le mie mani tutti, dicasi tutti, i libri della nostra biblioteca. Libri consunti, usati fino allo stremo, ridotti anche a fogli volanti, vissutissimi, evidentemente prestati decine e decine di volte. Libri specifici d'indirizzo, gli aerei, la loro storia, la tecnica del volo, e via così e libri assolutamente mai toccati. Nuovi, tremendamente, drammaticamente nuovi! Dimenticati, anzi non notati, privi del benchè minimo interesse per tutta la nostra popolazione scolastica. E poi nel mezzo tanti romanzi d'autore, usati una o due volte, di gran successo solo alcuni, tipo i gialli, i libri di viaggi. Tra i libri mai, assolutamente mai aperti, tranne che da me in quell'occasione, c'era una enciclopedia sulla storia della Sicilia. Una bella collezione di vari volumi, con bellissime illustrazioni, fotografiche e no. Ricca ed approfondita. Una miniera d'oro! Quasi quasi ora me la faccio prestare, un volume alla volta! E così sfogliandola a saltare, un po' quì, un po' lì, mi è caduta l'attenzione su di una foto in bianco e nero riccamente scenografica grazie alla scala che vi faceva da ambientazione. Sul momento ho letto il nome del posto ma poi, col tempo, mi è uscito di mente. Non però la memoria di quella foto! Mi è rimasta nel cuore ed ogni tanto, pensandovi, mi son chiesta se mai sarei riuscita a vederla dal vivo. Sì lo so che una foto "isola" elementi altrimenti confusi tra tante suggestioni, e così amplifica il loro effetto, ma io quella scala la volevo vedere e fotografare! Questo sabato, di getto, ho proposto a Fil di fare una passeggiata a Leonforte. Lui, che lo prendo sempre alla sprovvista, con tutte le mie iniziative e tutti i miei desideri, m'ha chiesto impreparato e sorpreso: perchè giusto a Leonforte? "Ci siamo mai stati? c'è una bellissima fontana ..." E per vincerlo gli ho fatto vedere la foto di questa antica fontana, e per aggiunta la storia delle origini del paese. La storia dei "Branciforti" casata fondata da Carlo Magno per premiare un alfiere che mentre portava il vessillo e per difenderlo aveva avuto tagliate tutt'e due le mani e lui, non vinto, aveva continuato a stringerlo tra le braccia ... ecco da qui il branchi forti. Siamo andati, noi ed una figlia, la giornata era splendida, luminosissima e limpida. La strada è di poco più di un'oretta ma passa piacevolmente nel guardare il paesaggio che scorre, mutevole, davanti gli occhi. Poi la Sicilia di fine estate, così tutta gialla, col cielo azzurrisssimo, è uno splendore! La amo tanto! Siamo arrivati e siamo andati dritti alla fonte che si trova ai piedi del paese, che, poi, si alza inesorabilmente tra stradette e scale e scalette. La fonte è una visione, ma proprio! una Gran Fonte proprio come è chiamata. Una fonte, ma anche una serie di finestre sulla vallata ai suoi piedi. Da dove la guardi guardi ci sono giochi prospettici e geometrici e chissà che cosa è nel trascolorare della luce! I colombi la fanno da padroni lì, come in tutto il paese, e come ci si divertono a volare tra le arcate. E poi c'è l'acqua e la sua musica ... Che contrasto con la terra riarsa che occhieggia lì sotto! Poi siam saliti, a piedi!!! Tra le scale. Lasciandone una e prendendone poi subito un'altra. Molte casette abbandonate. Certo, ormai vogliamo tutti una vita più comoda e lì con l'auto mica ci arrivi ... Ho immaginato le persone che invece vi hanno vissuto nei secoli andati! Vedi che comodità la gran fonte con tutta quell'acqua per bere, cucinare e pulire i panni lì proprio ai propri piedi. Che vuoi che fossero quei pochi gradini per chi c'era abituato... E salendo salendo abbiamo raggiunto l'abitato, abitato davvero! Il palazzo Branciforti il cui giardino ora è il giardino comunale, cosa che ha fatto ridere Martina! Perchè probabilmente hanno sfruttato l'unica parte piana del paese di allora ed è come una grande terrazza alberata affacciata sulla valle. Certo è un Giardino pubblico piccoletto ... Il paese era in animazione per la fiera della pesca settembrina di Leonforte. C'erano le bancarelle e così abbiamo assaggiato qualcosa cucinato dai ragazzi del Liceo. Ogni classe una bancarella differente. e Poi quelle degli artigiani, dei produttori ... Chiaramente tra l'altro c'erano anche le rinomatissime cassatelle di Agira, un paese lì vicino. S'era fatta l'ora di pranzo e così ci siam seduti ad un locale sul semplice ed accogliente. Il gestore ogni volta che usciva quasi abbracciava Filippo per confortarlo dell'attesa :)) Era affetttuosissimo come modi, proprio caloroso e, del resto anche il mio piatto, un antipasto misto, era fatto, come ha detto mia figlia, con molto amore! Insomma abbiamo mangiato, chiacchierato preso il caffè ed io essendo ormai alla fine, ho spostato lo sguardo, così, pigramente.. C'erano nella piazza gli stand dei produttori della pesca che deformavano un po' la visione d'assieme coprendo parte dei palazzi circostanti che si svolgevano in modo circolare tutt'attorno alla piazza. Guardo quì, poi di là, vedi che caso in un palazzo un grande ritratto del Beato Newman, un pensatore convertitosi già religioso protestante al cattolicesimo, che cosa curiosa che ci fosse lì un circolo dedicato a lui ... Sposto lo sguardo ancora ... registro che è una scala, sì, tra i palazzi, una scala interessante che da piano terra mette in comunicazione con una strada lì in alto. Bella questa scala, particolare, peccato se ne veda circa metà, tutto il resto dietro il palco ... che bel disegno la ringhiera, primo novecento, ingentilisce il movimento ... ma! ma è la mia scalaaaaaaaaa!!! ................................ Sono rimasta sbigottita! ma guarda che caso! Potevo anche non vederla pur essendo lì, mica è così evidente messa lì!!! mica c'erano le frecce!! Chiaramente sono andata a fotografarla ma a metà !!!

28/09/12

Per colpa di un gatto e nero per giunta

Ho trovato queste due anzianissime signore a causa di una gatto nero. Assolutamente e completamente nero! Dopo avere finito con il dentista, per rilassarmi un pochino, ho cominciato a girovagare per il paese in auto. Così, a caso! Sali, scendi, gira, ritorna giù ... Belpasso è una scacchiera e non c'è rischio di perdersi! Così in questo andare, ed ogni tanto guardare,che bella luce, che belle ombre sontuose, ho scorto questo gatto nero che con fare deciso svoltava per una strada a sinistra. Eccolo! Camminava al centro della strada come se fosse a casa sua, ben delineato dal sole che lo illuminava. Peccato, era già troppo lontano per fotografarlo ... Giro così per quella strada e cerco di inquadrarlo ma, magia, sparisce. Da quel portoncino spunta una vecchietta, anzi due. Magrissime, minutissime, sorelle? Hanno l'aria di chi vive assieme e chissà da quanto. Una intesa breve, fatta di poche parole. Passa una "lapa" carica di verdure e la più piccola si dispone a seguirla. Attraversa la strada e raggiunge il verdumaio dietro l'angolo della via. Ma guarda! C'è il gatto nero! Esce d'improvviso dalla porta e segue la donnetta. Sicuro, deciso, e soffice come solo un gatto sa camminare. Gira anche lui l'angolo e va dietro la donna. Ma è un gatto o è un cane?

31/05/12

i cugini e i cugini dei cugini

Festa in grande da mia cugina. La festa dei suoi 60 anni! La settimana prima mi ha telefonato per invitarci e mi ha raccomandato "portati il cappotto!", come il cappotto! così freddo c'è? Lei abita da pochissimi anni a Zafferana (verrà dallo zafferano?) che è già un pò altina sull'Etna. Poi quest'anno il tempo non si è per niente stabilizzato e quindi ... "Sì perchè temo che in casa non ci entriamo tutti e quindi dovremo mettere i tavoli fuori!". I tavoli fuori? un pò azzardato! La sera c'è freddo anche sul MIO balcone!!! La casa è molto bella, ricavata da un vecchio rustico arroccato sulla lava con ai piedi poi il terreno che da piano a poco a poco si innalza. Una casa confortevole ma, ahimè, è raro che fuori il tempo sia confortevole. Freddo, pioggia, non sembrerebbe che siamo in Sicilia.... Arrivando la casa aveva un'aria festevolissima. Si arriva da sotto ed ad un certo momento la vedi, tutta intera, svettare più in alto sulla destra. Era tutta illuminata e si percepiva il classico brusio delle feste già da fuori. Ecco, fa mio fratello, come sempre siamo gli ultimi, che figuraccia! Non so poi perchè dato che qualcuno che arrivi per ultimo ci DEVE essere e poi perchè figuraccia dato che l'orario era perfetto. Poi qualcun altro dopo di noi è comunque arrivato ed allora, eccolo lì a sottolinearlo, che bel tipo! E' che noi con questo fatto del cappotto ci siamo un pò confusi ed è stata una impresa la decisione sull'abbigliamento. Ed in effetti, a serata inoltrata, c'era proprio un bel freschetto, 13 gradi. Ma il cappotto Io non l'avevo portato, ero con un completo pantaloni di media pesantezza ed una pashmina di lana ed è andata benissimo! Ma c'era chi era venuta con scarpe aperte, chi era sbracciata ... La festeggiata era proprio in formissima. Dimagrita, con un bel taglio sbarazzino ed una bella camiciola di seta dal modello leggermente orientale. Il servizio catering è stato perfetto, veramente! Abbiamo mangiato tutte cose squisite ed io dopo gli antipasti, come spesso succede, ero a postissimo per cui ho saltato a piè pari i primi ed i secondi e sono andata dritta dritta sulla macedonia e poi la torta. Ci sono cose a cui so rinunciare con facilità ed altre per cui impazzisco come, per esempio, le insalate di mare o le crocchettine di patate e tutte quelle cosine con pastella, verdurine o maionesi, mhhhh!!!! C'era poi un salmone fresco marinato ed in insalata che era veramente squisitissimo, anche se non si dice :)) Mi son fatta anche dire come farlo. Questo servizio di catering è di quelli che si portano tutto l'occorrente e cucinano a domicilio quello che va espresso. Poi gentili, accurati, professionali e discreti. Proprio bravi ... Comunque la cosa che mi ha colpito, che più mi ha colpito, è stato il ritrovarmi con le cugine di mia cugina che non vedevo da tempo. C'erano anche i cugini miei che non vedevo da un pò, c'erano anche gli amici di mia cugina che alla fine son diventati anche amici nostri un pochino, con tutti gli incroci imprevedibili della vita. Tizio compagno di un cugino che sposa la cugina del compagno. Tizio collega addirittura mio che poi cambia lavoro e che sposa un'amica dell'amica della mia cugina e via così. Ma le cugine di mia cugina non le vedo ormai quasi mai. Perchè con i miei cugini noi siamo cresciuti assieme , nella stessa casa, e quindi anche i parenti rispettivi da parte delle madri erano familiari comunque. Proprio familiari, facenti parte del panorama domestico, finchè non siamo diventati adulti ed ognuno ha preso la sua strada e la sua vita. Le occasioni si sono diradate e ci si è persi di vista. Il ritrovarsi ad intervalli è sconvolgente. Di colpo ti accorgi degli anni passati. Sessantanni! Anche lei!! Ed io ricordo una foto di noi due assieme, lei sul seggiolone, e non piange come era solita da piccola, ed io all'impiedi con una gran fiocco sui capelli a caschetto che la intrattengo dall'altezza dei miei due anni o tre .... Loro, i cugini dei cugini, ben più giovani di noi, sono ormai grandi anzi sono invecchiati anche loro. Hanno avuto figli, quanti? Ah vero!! Quanti anni? E cosa fai? E lei, e loro? E ... e .... E poi hanno avuto anche problemi magari nel frattempo, come anche noi, e ci si aggiorna, si ricorda, ci si osserva abbracciando l'attuale realtà. "Com'era bello a casa tua!" mi viene detto, "uno dei più bei ricordi della mia vita i carnevali da voi ...." ed io rispondo, stupita delle sue parole in quel momento, in quel contesto e di quell' improvviso ritorno all'indietro. Già, che belli i carnevali a casa! Eravamo gli unici a farlo in un'epoca in cui non si usava più. Noi a volte sceglievamo un tema comune per la nostra famiglia che si mascherava tutta. Tutta tutta! Era un'occasione di fantasia e creatività, perchè i costumi li facevamo noi e li facevamo con cura ma anche recuperando e riutilizzando quello che si poteva reinterpretare. C'era un lavoro dietro. C'è stato l'anno, per esempio, degli dei greci e giù ad inventare greche su camicioni o tuniche fatti con vecchi lenzuoli. In oro chiaramente. Papà si era anche fatto i fulmini di plexiglas essendo Giove e mio fratello aveva le ali ai piedi e nel cappello. Una vecchia paglietta della mamma era diventata il suo copricapo ed era perfetta! IO, ero ragazza, avevo scelto Eros e così avevo la faretra con arco e frecce dorate e pendeva qualche cuoricino rosso, una bella parrucca a riccioletti corti completava il tutto ... Evidentemente era un periodo sereno per tutti, altrimenti ... Vivevamo con le due nonne ed anche loro partecipavano, ed i miei, e noi, ed i loro amici, ed i nostri amici ed i parenti, gli zii, i cugini, i cugini dei cugini ... che clima che si creava ... che risate ... come era bello!! Ricordo quella volta che la più cara amica della mamma venne, lei da cameriera con tanto di cuffietta e spolverino, lui da maggiordomo col suo stile imperdibile. Appena entrati lei si mise con grande foga a spolverare quadri, soprammobili e perchè no? anche gli astanti! E la zia, zia Lina, che giovane era divertentissima a sentire i racconti, quasi settantina credo, che si presentò da vucumprà con sulle spalle i SUOI tappeti arrotolati! Ma quanto tempo è passato?!

27/05/12

E' un portacenere o meglio lo ERA

Ci eravamo date un mezzo appuntamento ieri sera. Mia figlia ogni tanto dice che le rubo le amiche! Sono così belle le amicizie transgenerazionali!! Arricchiscono attraverso i loro freschi entusiasmi! Così stamattina le ho chiesto se Violetta lo sapesse e sono andata a chiamarla. E, dopo aver fatto il minimo indispensabile per la casa e non avendo invitati per il pranzo domenicale, siamo andate. Io, lei e mia figlia. Al mercatino delle pulci. E' sempre affascinante e probabilmente, se non facessi appello al raziocinio, comprerei moooolte ma mooooolte più cose inutili! Era abbastanza presto, le strade gioiosamente e serenamente sgombre, ed un bel sole, ad onta della pioggia della sera prima, illuminava la giornata. Era tanto che non andavo ... Quel che per primo mi ha colpito è stato il grande formicolio di gente, gente di tutti i generi, anche dei bei tipi da ritratto ...Abbiamo cominciato la perlustrazione e la prima fermata è stata a provare occhiali da sole retrò.
Poi via per altre mete. Ho notato come, specie al "Pino", la situazione fosse sempre più ordinata ed interessante. Vecchi gioielli, biancheria della nonna, giocattoli, un Totò di terracotta vestito da Pinocchio (25 euro), macchinine, le belle ceramiche di Caltagirone più o meno sbeccate, dipinti, pietre dure in salsa, una vecchia affascinante tela portoghese raffigurante un santo (300 euro), una borsetta Valentino veramente graziosa, tutto esposto in bell'ordine. Fuori da lì, è un ampio spazio recintato sotto un grande albero di pino marittimo che refrigera con una bella ombra per molto spazio, c'era di tutto ed anche molta paccottiglia. In una zona stanno i rumeni, quelli che di feriale vedi "scaminare" dentro i cassonetti alla ricerca di oggetti ancora degni di vita, e la loro mercanzia è distribuita per terra, come del resto loro stessi. Se non fosse per il forte sole mediterraneo farebbe pensare a certe scene da documentario della Russia post caduta del muro. Siamo arrivate nella piazzetta e lì è il "centro". Gran folla, gran caldo, ormai anche grande stanchezza! Avrei fatto delle foto ma non era il momento e poi, spesso nei mercati, ci sono persone che hanno imparato male il concetto della privacy e non è il caso di mettercisi a tu per tu. Figuriamoci che uno non voleva che fotografassi degli specchi, in cui lui non compariva neanche di striscio, appellandovisi!
Alla fine il bottino è stato: la foto (l'ho fatta lo stesso), un paio di occhiali da sole, un uccellino di latta rosso e blu particolarissimo, una testina di terracotta (da pupo siciliano secondo la mia interpretazione) e un pò di contentezza.

03/08/11

Il brutto anatroccolo

Questa primavera sono stata per qualche oretta in un supermercato ad aiutare ... Me l'aveva chiesto un amico la sera prima. La prima reazione dentro di me era stata davvero poco entusiasta! Ma non mi sono rifiutata, sapendo come il tirarsi indietro una volta, e poi l'altra, ti fa perdere occasioni a volte indicibili. Ho pensato anche a tutte le volte che qualche figlia non voleva uscire, andare a tale festa (festa!!) ed io a dire come sia una pretesa assurda dare già tutto per scontato, conosciuto, già vissuto!. Come sia sempre perdere un qualcosa, che nella vita bisogna giocarsi! Ed ora ero io a tirarmi indietro?!
Sono andata e con le sottili arti menzognere donnesche ho fatto venire anche mio marito dicendogli come Silvio avesse chiesto l'aiuto di ambedue (!!). Si trattava di vendere piantine di rose davanto alla Despar in occasione della festa della mamma in favore dell'AVSI ... una cosa nuova ma per uno scopo più che importante! la prima sorpresa gradita è stata quella di trovare tanti amici tutti faciotoli e contenti a darsi da fare! Mi son sentita subito contenta anch'io ed ho cominciato a fermare le persone per vendere le rose.
L'indomani era proprio la festa della mamma e la cosa funzionava bene! E vai e vieni e parla e vai e vieni, e vai e vieni e vai e vieni ... e parla!!! Quando s'è fatta l'ora detta da Silvio per andar via ancora c'erano rose e tanta gente in giro. Peccato non tentare ancora! Era l'orario migliore ... E così abbiamo ripreso e rimasti fino alla fine. Io mi ero comprata, scegliendola accuratamente, una piantina di un bel colore poco presente nel mucchio. E così aveva fatto un amico comprandone due che avrebbe portato l'indomani alla sua mamma al cimitero ....
Ma, per amore di vendere alla gente tutto, è finita che io ho lasciato la mia bella piantina e così l'amico! Alla fine si è venduto tutto, ben 300 piante di rose, un gran bel risultato! Era rimasta solo una rosa, dall'aspetto smorto, tutta pendula, e decisamente così poco attraente che era stata messa di lato. Nell'andarcene l'ho presa al posto dell'altra, ammetto con un piccolo dispiacere. Non nutrivo grandi illusioni su di lei ... Arrivati a casa per prima cosa l'ho sistemata fuori con un sottovaso, l'ho liberata dal cellophan, tò non è poi così povera di foglie anche se cadenti!!, e l'ho abbeverata con cura. Tentar non nuoce, ma sembrava vicina alla fine ...
L'indomani, domenica, appena alzata ho pensato a lei. Era come un appuntamento ... Sono andata in balcone a vedere e, sorpresa, era lì tutta vivace e sorridente ad aspettarmi! Sembrava dirmi hai visto? Bisogna sempre sperare!! Non dare mai niente per scontato!
Addirittura qualche rosellina accennava ad aprirsi ed era proprio del colore che avrei voluto ... M'è sembrato proprio un piccolo premio per la rinunzia del giorno prima, era quasi più bella dell'altra ... Proprio come il brutto anatroccolo diceva che le cose non sempre sono come appaiono!

01/08/11

30 luglio



Giorno 30 luglio (ogni tanto mi confondo con il 31 e lui, Fil, si secca ...)abbiamo fatto ben 34 anni di matrimonio! Sono tanti e se vado indietro nel tempo non mi sembra, in definitiva, che ne siano passati così tanti! Ma i fatti parlano e Stefano, il figlio grande, ha festeggiato 33 anni, quindi!! Niente feste, non è necessario, ma stranamente quest'anno c'ho pensato un po' di più e poi Anita voleva che lo passassimo assieme e quindi ci abbiam provato! Ma Stefano, era il suo primo giorno di coabitazione con lei, la sua bella, non era il caso di complicargli ulteriormente la vita e così niente!! La sera però siamo usciti insieme noi due. Direzione Acireale a vedere la mostra sulla "Scuola Siciliana di fotografia". Sabato sera, gran movimento e rumore in piazza, i saloni della mostra erano, tranne noi, vuoti! Sembrava quasi che fosse stata organizzata per noi due:) e vista la musica che ci raggiungeva nonostante i muri, non c'era quell'atmosfera di vuoto che a volte mi prende nei luoghi deserti. Così ce la siamo guardata con tranquillità, godendocela. Scambiandoci sensazioni ed opinioni e percorrendo lo spazio con assoluta libertà. Poi ci hanno raggiunto due cugini ed abbiamo guardato e riguardato assieme. Alcune foto sono veramente indimenticabili, altre drammaticissime! Raccontano di una Sicilia di alcuni decenni fa, fanno rivivere atmosfere andate, altre invece raccontano di una Sicilia che per certi versi è ancora viva. Le foto dei più giovani mi son piaciute meno, anche se con spunti e tecniche interessanti.
Notevole la citazione accanto alle immagini delle feste religiose di Scianna, noto anche all'estero per il suo lavoro. Si dice che la Sicilia è l'unico luogo dell'Occidente dove ancora si fermano tutte le attività in occasione delle feste religiose e della Settimana Santa, quando l'intera isola diventa una moderna Gerusalemme ...
Poi siamo usciti in piazza. C'era un palco dove aveva luogo una specie di gara tra giovani promesse, come si suole dire. E tanta gente seduta ed in piedi a far da pubblico. Ecco che hanno cominciato a lanciare in aria delle grosse lanterne di carta con del fuoco alla base. Erano come piccole mongolfiere dei più belli colori. giallo. Viola. Rosso. Prendevano subito l'aire e salivano leggere e silenziose contro il cielo nero. Che bello! Io e Fil dopo aver mangiato velocemente un arancino a testa abbiamo ciondolato per la piazza. Ho visto che anche lui fotografava. Io mi ero lasciata prendere dal gioco delle ombre delle persone che andavano e venivano sotto i lampioni.Le ombre si incrociavano, si sommavano e poi si separavano. Si allungavano per poi accorciarsi di nuovo. Diventavano nerissime e poi nell'allontanarsi dalla luce si alleggerivano ... Uno spettacolo nello spettacolo. Uno spettacolo estremamente seducente per me! Ma la cosa fortissima è stata che, quando Filippo si è avvicinato per andar via, e m'ha mostrato le foto fatte, aveva fotografato anche lui le stesse ombre!! A modo suo, col suo occhio ed il suo obiettivo, ma con lo stesso soggetto!!!
saranno i 34 anni più sette assieme?!

16/04/11

l'angelo delle borsette

Quest'angelo l'ho in casa!!

Veramente si chiama Filippo ed è un angelo un pò riottoso, mio marito ... Da un pò di tempo per passeggiare il cane, che ha delle forti antipatie immotivate e violentissime verso alcuni colleghi del quartiere, va con lui in un viottolo erboso e poco frequentato (non porta da nessuna parte) che si inoltra nella sciara. Noi abitiamo un quartiere nato in un fiat, come sulla luna, dove c'erano poderi e campagna abbandonata ... tra la città ed alcuni quartieri periferici. Lì non ci va nessuno! Se vi ci inoltri troverai vecchie tracce di cantieri rovesciate lì, spazzatura ma neanche tanta, e piante spontanee. E' rasente un gruppo di palazzine ma l'ingresso è da un'altra parte. Se si ha voglia di passeggiare sull'erba non è malissimo!
Un giorno torna dalla passeggiata con una borsetta. "guarda che ho trovato!"
Veloce ispezione, niente per identificare la proprietaria in modo certo, e la porta alla polizia. Abbiam pensato che era l'ultima traccia di uno scippo. sappiamo che da un pò sono ricominciati ...!! Magari abitano verso Lineri, ci siam detti, e mentre tornano a casa perlustrano il mal tolto e poi scaraventano quello che non interessa per terra. "Ragazzacci" il nostro pensiero ...
Passano pochi giorni ed eccolo tornare con un'altra borsetta tra stupito e dispiaciuto. Stessa storia compreso il viaggio alla polizia. E così ancora una volta, e poi un'altra ed un'altra ancora.
"Bisognerebbe mettere lì una bella telecamera nascosta ... Ma figurati se lo fanno!"
Un dieci giorni fa torna con una borsetta tra le mani. Era un pò che non succedeva. "Guarda quì che ho trovato!". Come se fosse la prima volta. E' che ogni volta è un pò come la prima. E' sempre una storia nuova. Oggetti differenti. Vite diverse che ti trovi tra le mani ... Sempre la sensazione di superare un valico e che non dovresti ...Poi non è che che è così semplice! E' tutto sparpagliato e lui si mette lì a riunire gli oggetti che potrebbero avere la stessa origine. Stavolta però c'era un documento che consentiva l'immediata possibilità di contatto. "Che faccio?!". "Telefonale, no!?" faccio io che sono a casa con la febbre, lui non ama telefonare ma si decide e chiama. La telefonata si protrae, lui racconta, ascolta, dà spiegazioni, prende un accordo per riconsegnarla. Poi quando finisce la telefonata mi dice come la signora si sia quasi messa a piangere per la commozione di questo interessamento "allora esistono persone gentili ...!" "sai si capiva che era una persona sola ..." Lascia la borsa al laboratorio dove andiamo a stampare, per come erano rimasti, e non ne sappiamo altro.
Passano due giorni. Esce di mattina, come al solito, con Archie ed eccolo tornare e mettermi sotto il naso una borsetta di camoscio dai colori naturali. "ancora?!" faccio io e lui un pò scocciato "sì, uffa ..." e me la lascia tra le mani. "Perchè uffa????!" "perchè è una noia, mi dà fastidio!" "e allora perchè le raccogli?!" "Non posso farne a meno, far finta di non vedere ..." "Bhe, e allora non ti scocciare, una cosa o la si fa o non la si fa, quando scegli però ...!". Per sollevarlo dell'incombenza mi metto a guardare io dentro la borsa. E'una strana sensazione, come violare una intimità, anche se già violata ... Dentro c'è un foglio, una denunzia di scippo, (ma come?!), con in alto in bella mostra nome cognome telefono ...
E così chiamo io. Al terzo tentativo finalmente è libero e così parliamo. E' in effetti un pò difficile entrare in argomento, temi, quasi non sai cosa si possa pensare di te. Ma m'incoraggio ed entro decisamente nel racconto. La voce che mi risponde mi da subito la sensazione di una certa solitarietà. Non so perchè. Lei dopo i primi momenti d'incertezza comincia a raccontarmi ed a fidarsi. Addirittura mi chiede cosa ci sia nella borsa, ed io guardo, non l'avevo ancora fatto, ed enumero. Sì le chiavi ci sono .. e .. e si confida, mi chiede consiglio, insomma nasce come una complicità che mi colpisce ... Entri di getto in una vita altra, così, senza averlo scelto ...
C'incontriamo e lei, anche lei, non sa come ringraziare, non sa come sdebitarsi, (figuriamoci!), mi vuole per forza offrire qualcosa ... E' una persona riservata, si capisce subito, ma mi racconta di sè, del fabbro che ha già chiamato e disdetto alla mia telefonata, del viaggio che doveva fare e a cui stava gioco forza rinunciando ...
Anche uno scippo può cambiare una vita ... La lascio,contenta, è sempre bello sentire di aver fatto un qualcosa per un altro, la sensazione di utilità. Me ne vado rimuginando le recenti sensazioni, riflettendo ... Sì, il cuore è fatto per amare ...

11/02/11

ma la mia testa dove se ne va?

Ero allo sportello e stavo dando informazioni ad un genitore ... Già!!Intanto due ragazzi, dandomi le spalle, stavano appoggiati al bancone dell'ingresso. Erano nella stessa identica postura, uno alto ed uno più bassino, ed un raggio di sole li colpiva sulla schiena, una blu ed una viola, facendo un bel disegno lineare. Ero lì ormai, me ne ero andata via da quello che facevo, e accarezzavo con gli occhi quella luce, la studiavo, quando un rumore indistinto ed appena fastidioso mi ha riportato alla realtà. Era il genitore che mi parlava ... Per quanto tempo me ne ero andata in un'altra dimensione? Mah!! Mi era bastato un fil di luce ...!
Sono grave???

03/02/11

Una serata diversa

L'abbiamo rimandata un paio di volte ma finalmente ieri sera è andata!!! Su proposta di mio fratello siamo andati tutti al bowling subito dopo cena ... Bando alla pigrizia, all'accoglienza del divano nel dopo cena ed al calore della casa!!
Infatti la serata non era delle migliori, tirava un vento! Ma ormai era deciso e chi glielo poteva dire a lui di rinviare ancora???!
Poi il luogo prescelto era quello della Playa, il primo, lo storico ... dove vanno i veri gi


ocatori. Insomma come noi! Io l'ultima volta che ho giocato è stato con il Wi e prima credo non si contino gli anni ...! Vi andavamo sempre, da ragazzi, con mamma e papà. Lui amava tutte le novità, credo di assomigliargli in questo, e la mamma faceva tutto quello che a lui poteva far piacere! Dopo abbiamo continuato per un pò con gli amici, con i fidanzati, con i cugini che venivano d'estate. Giusto adesso andare con i figli!!! Scesi dalle macchine tirava un vento gelido!!!!!

Insomma all'inizio eravamo un pò spaesati. Poi una palla leggera come l'avrei voluta io non c'era ed oggi ho qualche dolore! Fil invece non l'ha trovata proprio quella giusta!!! O era pesante oltremodo ed il pollice stava comodo, o era giusta di peso ed il suo pollicione non passava ... Sembrava quasi il tappo dello champagne quando lanciava la sua palla ... spock!!! ed usciva finalmente, ma la direzione? Ed infatti a lui non è andata troppo bene! Il bello del resto è stato giocare insieme e basta. Nessuna competizione ma apprezzamenti quando andava bene, consigli dei grandi alle ragazze che sembravano più fuori forma degli anziani e via così!!
Anita all'inizio diceva che non voleva guardarsi i piedi, si sarebbe sentita male! A lei erano capitate delle scarpe persino bucate in corrispondenza degli alluci, lei così stilè sempre, vedi che disagio!!
Ma anche questa è stata occasione di risate! E poi foto di quì, foto di lì, foto al tabellone per eternare i risultati, cadutona di Stefano dentro la pista che si poteva far male e canalette di un pò tutti.
Chiaramente, guai se non fosse stato così, mio fratello è arrivato primo e si è distinto per stile e risultati, dopo Stefano, del resto ogni tanto loro hanno giocato ... e terza io, strano a dirsi, vero?
Coll'identico stile di allora la mia palla rotolava inesorabilemente e lentamente verso la meta e poi, magia, i birilli cadevano!!!
Anita m'ha fatto i complimenti sorpresa. Mamma non conoscevo queste tue attitudini !!!!
Proprio una bella serata insieme, il piacere di godere dei figli e condividere con loro un momento di spensieratezza....!
E a vedere le loro espressioni si capiva come anche loro partecipassero consapevolmente del piacere del momento ...

28/01/11

Cambiamenti

Ho tratto il dado ed ho fatto la domanda per andare in pensione! E siccome è una cosa molto importante, che mi fa contenta e pensierosa se non triste, ho deciso che dovevo parlarne. Sono arrivata a questa conclusione per il timore di dover poi rimanere per altri 4 anni, per la voglia di fare altro se ne ho ancora tempo, perchè questo anno i tre mesi a casa con l'ingessatura non mi sono poi dispiaciuti ... per avere più tempo per i figli, perchè forse il riscatto dei due anni che mi servono per arrivare al fatidico 96 non mi costa assai, e poi non dice un vecchio detto di non rimandare a domani quel che puoi fare oggi?! Certo è una decisione che sempre è un pò sofferta, è un tagliare recisamente, ed anche un guardarsi in modo differente, sono ormai vecchia?! Il lavoro che faccio non l'ho scelto, non l'ho amato mai, l'ho fatto a seconda del momento con fatica, (la fatica inenarrabile di chi figli piccoli e nessun aiuto, la fatica di chi lavora in un territorio ostile, c'era chi mi odiava e ce la metteva tutta, la fatica di fare un lavoro ripetitivo per me necessaria di fantasia),con buona volontà, con attenzione o con noia, con un senso di riduzione, senza gratificazione alcuna, poi anche prendendone il positivo che sta nella relativa preoccupazione che porta, nel poter godere degli amici che mi son fatta in tanti anni e con cui in definitiva son cresciuta, del tempo che lascia o che toglie ... dell'incontro con la gente, alunni professori genitori colleghi, che è la cosa più bella e del poter essere loro utile. Ho imparato a guardarlo infatti ad un certo momento in modo differente e questo m'ha aiutato e molto! Ecco che le persone al di là dello sportello erano interessanti ed io dovevo dare il massimo per loro. Erano il motivo per cui io ero lì ... Non voglio dire che succedesse o succeda sempre, ma quando succede è come l'alba di un bel giorno. Tutto si illumina e la noia, la disattenzione sparisce! Già, non è importante quel che fai ma il come ...
In effetti son più contenta quando c'è veramente da fare e con l'arrivo dei pc il lavoro è impressionante quanto si sia man mano semplificato da far diventare un gioco da ragazzi tutto! Se penso che i primi anni tutto era fatto a mano. Pagelle, registri e via così o con la macchina da scrivere che nei primi anni era anche lei vecchio tipo. Ricordo certificati scritti a macchina su carta bollata col timore di sbagliare! Ora nessun errore è possibile tranne quelli di contenuto ... mettere per esempio dati sbagliati in una statistica! Insomma lavoro nella stessa scuola da trent'anni ed ho avuto modo di vederla cambiare tantissimo nel corso degli anni. Ed i presidi? Quanti tipi! Chi portava tensioni continue e dovevi stare sempre sulla corda e chi te ne scordavi che c'era ...!
Sarà davvero l'ultimo anno? Questo mi porta a guardarmi attorno con occhi differenti, come chi sta lasciando e vorrebbe conservare tutto dentro di sè. E a quanto pare è l'ultimo anno anche per la scuola quì in questa sede costruita per lei, dopo il tanto impegno profuso per arrivare a questo da un certo preside. Quando sono arrivata quì nel 1980 ho partecipato al trasloco verso la nuova sede e a quanto pare il prossimo anno scol. ci sfrattano da quì, motivi sottili e sotterranei, e ci riportano lì da dove eravamo venuti!!!
Un altro buon motivo per cambiare?

07/04/10

una margheritina

L'ultimo giorno di scuola prima della Pasqua sono stata a scambiare qualche parola con una mamma. Era già successo ogni tanto. Un tipo particolare, ma in definitiva penso lo siamo tutti, ognuno a suo modo. L'ho messa in guardia su di un problema che si poteva addensare sulla testa del figlio e di cui non sapeva niente e, parlando parlando, lei m'ha dato la sua versione dei problemi dell'anno precedente. Ma lui perchè non l'ha spiegato ai proff??? le ho chiesto ... Gli erano stati dati tre giorni di sospensione e poi era anche stato respinto. Non dico per quello ma magari non aveva giocato in suo favore! Lei m'ha detto che sarebbe toccato al compagno spiegare il tutto ma questo non era successo e lui non aveva detto niente ... E' fatto così!
In effetti le apparenze erano abbastanza contro di lui e tutti ne avevamo tratto le dovute conclusioni. Guarda un pò come si possono ribaltare le apparenze ...!  SEmpre che sia andata così, ma non è questo il fatto.
Intanto lei rigirava tra le mani una delicata margheritina bianca. Fuori ce ne sono tante a primavera. Picchiettano le aiuole davanti l'ingresso.
Era all'altezza dei miei occhi, dato che eravamo dentro l'ufficio ed io ero alla mia scrivania. Vedendo che la guardavo lei, cambiando discorso del tutto, mi dice sorridendo che per lei è il fiore più bello, così semplice ed essenziale, poi, d'istinto, me lo porge dicendomi Buona Pasqua! Mi fa un sorriso accennando un bacio con le dita e se ne va ...
Io la margherita me la sono messa sul bavero della giacca con la spilla e non  ci pensavo quasi più al rientro a casa, semmai pensavo al suo gesto gradito ed inatteso. Cos'è questo? fa Fil aprendomi. una margherita, no? che non si vede? intendeva cosa fosse il suo stare lì e così gli ho raccontato la scenetta ed ho messo il fiore dentro un bicchierino d'acqua. E lì è stata fino ad oggi. Pasqua è venuta ed è passata. Abbiamo avuto tutti i parenti in casa e si è cucinato anche un pò di più. I gatti me l'han fatta cadere un paio di volte, impazziscono anche loro per i fiori. Lei è ancora lì in cucina ed ogni tanto la guardo ...

29/03/10

La laurea di Anita

Grandi giornate le ultime, molto intense, molto belle e anche molto faticose! Venerdì si è laureata la mia figlia maggiore (finalmente!) . Sì c'è stata un pò ma devo dire anche che quando ha deciso di spicciarsi lo ha fatto in un anno, e che poi ha sempre cercato di mantenersi e di non pesare su di noi ...
Siamo riusciti noi ad arrivare quasi in ritardo e lei era tesissima anche per colpa nostra ma poi, tensione, incertezza, tutto si è sciolto in un gran sorriso ... Tutto poi si scioglie come neve al sole ... Ci si dimentica delle difficoltà affrontate per giungere al risultato e si gode di quello senza altri pensieri. Questo anche per noi genitori che eravamo, siamo, felici per lei ...!
Come era carina lì nel corridoio mentre aspettava il suo momento e tirava su profondi sospiri alternati a sorrisi. Mamma, ma ti piace come m'han fatto i capelli?! Io in effetti pensavo non ci fosse arrivata ad andare :)) "Non molto Anita ... " Ecco!!!! lo dicevo io!!!!  Poi le han calcato sulla testa  quella specie di cappello che non ricordo come si chiama e l'hanno chiamata ! Ed è stata brava! Ha saputo essere sciolta e sicura. Ha parlato a bella voce e tutti abbiam potuto seguire le sue parole. Poi ha raccontato che tremava dentro ma appena ha preso il microfono in mano si è sentita a casa ... (tutte le dirette fatte son servite!) ed ha riacquistato tutta la sua sicurezza.
E dopo è stata circondata da tanti amici, zii, cugini, ed è stata una girandola ... Fiori, abbracci, sorrisi, allegria .... Insomma tutto il repertorio classico, ma stavolta si trattava di lei!
Tutto molto bello!
Dopo, da privilegiati, avendo un punto d'appoggio all'università, la sede di Radio Zammu, abbiamo fatto un piccolo brindisi sul posto ed è stato anche quello un momento molto caloroso.
Domenica la festa con i parenti e gli amici più vicini. Molto molto carina e molta molta stanchezza oggi ...!
Abbiamo lavorato io e Fil tutto il giorno tra cucina e pulizia ed ultimi acquisti. Lui andava e veniva io sono rimasta fissa in cucina ed alla sera non mi sentivo più le gambe. Questo in compagnia di Martina che ha aiutato tantissimo dedicandosi al dolce. Ha fatto una torta squisita a tre strati, crema, panna e fragoline e decorazione di pasta di zucchero preparata da lei. Tema coccinelle sulle foglie. Come se ci fossimo messe d'accordo perchè al brindisi io avevo portato coccinelle di legno che abbiamo sparpagliato sul tavolo e che ognuno, poi, s'è portata via ...
Alla fine della festa ci siamo fatti anche un bel pò di risate. Prima con le foto di gruppo con i fratelli, con i cugini, cone le zie, con gli zii, però su iniziativa di mio figlio tipo D & G, e quindi facce serie, uno che guarda per terra, uno con le spalle contro spalle, e via così ... poi abbiamo visto un corto fatto da Alberto, un amico di Anita. Rappresentava praticamente tutte le ultime difficoltà e paranoie di lei per arrivare alla meta. Tipo film muto con le didascalie tra una scena e l'altra e con Martina che rappresentava la sorella che passava da un pianto all'altro, da un intoppo ad un altro, da una mise ad un'altra ! Veramente carino ed una sorpresa per tutti. Han tenuto benissimo il sielnzio dato che era girato a casa mia ...
http://www.step1.it/tribu_di_zammu.php?sez=post&id=33720

20/03/10

Ancora

Finalmente domenica son ritornata da lei. Finalmente non pioveva! Inutile andarla a cercare col maltempo ...
Io veramente le avevo cheisto dove vivesse ma lei non sa il numero. Sarebbe un pò più semplice per me, ed anche per lei, sapere dove stia.
Insomma sono andata con Fil e con le cose del Banco. Pasta, latte, zucchero, burro, biscotti ... Certo non si risolve la difficoltà della sua vita ma è un segno di interesse per lei e credo sia qualcosina. Il sentirsi soli ad affrontare la vita rende tutto ancora più pesante.
Filippo si ferma ed io scendo e vado davanti la Chiesa. Non c'è!!!! Uffi!!! Che fare?
Davanti ad una delle porte c'è una donna seduta per terra. Mi ricordo che l'altra volta, che erano tanti e pesanti i pacchi, alla mia domanda lei m'aveva risposto che si sarebbe fatta aiutare da un'amica. Che sia questa? Mi avvicino e lei fa il solito gesto di richiesta ma io le chiedo invece se sa dov'è Antonella ed improvvisamente lei mi guarda in un altro modo ... Sì, è quasi afferrabile il cambiamento. Sembrerebbe tutto eguale ma non è così.  Divento per lei una persona ed io dopo, ripensandoci e parlandone con Fil, capisco che è la risposta al mio rivolgermi a lei per il suo esserci, non per quello che fa. Mi guarda dritto ed io vedo due stupendi luminosi pezzettini di cielo nel suo stanco viso. E' davanti l'altra porta e mi sorride. Che scema, non avevo pensato a questa possibilità! La cercavo dove l'avevo vista le altre volte come se non dovesse muoversi .... Siete parenti? No siamo della stessa terra ...
Giro dall'altro lato e lei è lì, seduta per terra col bambino in braccio che dorme. Meno male! Al vedermi si alza e mi viene incontro. Due baci. Le dico che ho delle cose per lei e mi segue. Le chiedo anche se le son serviti i panni che le ho dato. Annuisce sorridendo, poi mi racconta che è finita all'ospedale cadendo dalle scale. Insomma parliamo camminando. E' preoccupata perchè non riesce a raccogliere i soldi dell'affitto e mi chiede se posso aiutarla, teme che prima o poi la padrona li sfratti ... Coi soldi che raccogliamo compriamo il mangiare e non bastano ad altro.... Mhhh! Ora vediamo se riesco a fare qualcosa chiedendo magari agli amici, al lavoro .... Chiacchierando chiacchierando arriviamo alla macchina e poi Fil l'accompagna a piedi fino a davanti la chiesa, i pacchi sono troppo pesanti e lei ha il bambino in braccio. Mentre ci salutiamo lui si smuove, si stropiccia gli occhi, si assesta e riprende il suo sonno tranquillo. Che bello vero Filippo?! Le lascio il mio telefono, non si sa mai, e ce ne andiamo.
In macchina Filippo mi dice pensavo a quel bambino, mi colpisce questo ...! "Che vuoi dire?" Pensavo a lui così inconsapevole, un bambino come tutti gli altri, un bambino in braccio alla sua mamma ... "E allora ..?" Che lui non lo sa, ma che ha già il destino segnato ....
Prima mi sono intristita a queste parole. Il suo destino già segnato ... lui così innocente, così ignaro, ... è proprio così? Poi d'istinto mi sono ribellata! Non può essere per forza così! Non è detto!! Pensa a Romeo!! (qualche volta ne racconto)
Ma queste parole mi han lasciata pensierosa ....

22/02/10

si tratta solo di igiene

Poi glieli ho portati un pò di vestiti. Ho guardato un pò in casa, ho chiesto ad una figlia, ho chiesto ad una collega ancora con bambini.  Insomma ho raccolto un tre pacchi di roba. Com'ero contenta! Addirittura tra le stoffe ho tirato fuori una gonna lunga, di lana, perfetta per lei ... "ed anche una gonna lunga, di quelle che portiamo noi, sai!?" . Ho aggiunto anche una sciarpa di bei colori per lei che sta spesso seduta sul marmo ed un paio di guanti di quelli a metà. Li avevo dati a mia mamma, e quando era in casa di cura glieli mettevamo a volte, aveva le mani sempre così fredde...!
Poi li ho lavati, usarli io? Non so, eppure erano miei, ma ho preferito darli a lei, sicuramente le sarebbero serviti. Gli altri non li ho ancora lavati. Li tengo lì in lavanderia ed aspetto. Hanno ancora un pò del suo profumo ...
E una bambolina, per la figlia di cinque anni. Violetta l'aveva buttata nel fare ordine. Ma perchè? che peccato è così carina! e lei Mamma ormai non mi serve più! ed io l'avevo salvata, mi faceva pena, la ricordavo com'era appena donata ...
Ho ripensato in questa occasione quel che una volta aveva detto Don Ciccio e che mi aveva colpito, che le cose che abbiamo negli armadi e che sono in più non sono nostre, sono di qualcun altro, di quello che ne ha bisogno ...
La domenica ho chiesto a mio marito di accompagnarmi. Facciamo una passeggiatina e ne approfitto per portarle questi pacchi! Va bene fa lui, così paziente, così disponibile ... Così siamo andati. Dapprima non l'ho vista, ecco! non c'è! Poi l'ho vista, così piccolina, tra la gente. M'ha visto e m'ha sorriso. Il bambino non c'era, meno male, troppo freddo ... Mi dà due grossi baci ed andiamo verso l'auto. Quì ho visto la differenza che può intercorrere tra tra teoria e realtà. Non è che lui si sia voltato male, no, ma quando gliel'ho presentata, Filippo questa è Antonella, così sai chi è, non si sa mai, lui era rigido, a disagio, le ha stretto la mano perchè proprio non poteva non farlo,  il suo essere orso aveva preso il sopravvento o era altro? Lo so, credo che lui pensi che io mi butto troppo nelle situazioni, che bisogna essere più distaccati, più prudenti, ma è anche vero che lui è contro razzismi, capitalismi e via così, che si arrabbia contro le ingiustizie! Certo! Gli ho chiesto allora dopo del suo comportamento, non mi andava non capire ... è per prudenza ... non sta per strada? che ne sai .... Mi sono racconsolata, meno male,  ma : E tu che ne sai se quel collega a cui stringi la mano non è appena stato in bagno e non s'è lavato le mani?

08/02/10

davanti una chiesa

Ero in giro e l'ho vista, seduta per terra col suo bambino, rideva ... Penso sia stato questo. Ho fatto uno scatto, poi, per me prima di tutto, perchè non fosse un approfittarsene, le ho parlato. Da vicino sembrava essere lei una bambina. Ma quanti anni hai!? Venti, m'ha risposto. Ed hai di già un bambino ... lo dicevo quasi per me, l'età della mia figlia più piccola ma quanto lontane ... Veramente ne ho tre, questo è il mio piccolo ha un anno e mezzo. Lui intanto un pò s'agita. Si chiama Eduardo ... Ha fame, ha rotto il biberon e non ho i soldi per ricomprarlo ... Non so se calcasse un pò la mano per impietosire ma certo bene non stava. Così le ho dato qualcosa poi ho pensato agli alimenti del banco. Glieli ho offerti, ed intanto pensavo come fare, e lei ha sgranato gli occhi. Me li dai ora?!  Sai ieri abbiamo mangiato solo pasta bollita, non avevamo niente in casa! Mi sono attivata subito con gli amici informandomi se c'erano ancora alimenti disponibili, sono andata a prenderli e dopo tre giorni glieli ho portati. Il bambino dormiva sotto una copertina lisa, quasi trasparente. Lei al vedere quel ben di Dio ha comiciato a ringraziare e m'ha accennato un qualcosa della sua vita. Che era venuta in Italia dopo la guerra di Iugoslavia, che suo fratello era stato ucciso e sua mamma era scappata con tutti gli altri bambini, che erano stati abbandonati in mare ... insomma quello che si sente in televisione paro paro ... Io l'ascolto tra pena e diffidenza. Mi faccio coinvolgere troppo?! Non so se e quanto inventi. Rimane sempre un pò di sfiducia ma nel dubbio che fare, girare le spalle?
Così pensando alla copertina le chiedo se ha bisogno di qualcosa d'altro e lei mi dice di cose per i bambini, poi guarda per terra, guarda i miei piedi e ... magari degli stivaletti, questi me li ha prestati un'amica ... ed una gonna lunga, sai di quelle che portiamo noi ...
Mai, proprio mai, avrei pensato che si potessero avere scarpe in prestito per potere uscire di casa! Questa è la povertà penso. Quella di cui non si parla, che sfugge alle statistiche ed ai grandi discorsi ... Quella che non interessa ... Quella che è sotto gli occhi di tutti e su cui non ci si ferma a pensare ...
In questa occasione ho toccato con mano la preziosità del lavoro del Banco Alimentare, di come poi arrivi, di mano in mano, a toccare, carrezzare un pò, la vita difficile di una singola persona.

27/01/10

una vecchia foto

L'ambiente è confortevole anche se non ricercato ... La stanza da pranzo dei nonni, a Palazzo Fischetti. A quel tempo c'era del resto una semplicità che si è andata poi perdendo ... Ecco il nonno che con attenzione ascolta la radio, (pochi anni ancora ed avremmo avuto la televisione), sempre distinto anche in un momento di assoluto relax; la nonna con la sua aria precisa e puntigliosa che rammenda, cosa consueta a quei tempi, anzi insopprimibile; mia sorella che non si capisce se ascolta anche lei la radio o vaghi nei suoi pensieri e ... ed io, già, eccomi ... di me si vede ben poco, dall'altezza potrò avere un tre o quattro anni, si vedono gli occhi e tanto basta ... Guardo in modo diretto ed attento chi fotografa, mio padre? e quell'aria consapevole, unica presente nella stanza a quel che accade, seppur così piccola, credo già mi racconti un pò ... Anche la mamma, quando ero piccola, rammendava sempre e mi piaceva guardarla al lavoro. Le calze, com'era brava ... Faceva un reticolo ordinato usando l'uovo di legno con gesti lenti e misurati. A poco poco il buco scompariva quasi per magia. Io ho imparato guardandola ma il mio lavoro è tutta un'altra cosa! Vado per le spicce ed il risultato è, diciamola tutta, decisamente raffazzonato, niente a che vedere con la sua tranquilla meticolosità ...

La giornata della memoria


La giornata della memoria per me è pesantissima! Non mi viene facile pensare a quell'orrore e rifuggo dai film che lo narrano. Non so se è normale ma i documentari mi fan meno male. Forse perchè non raccontano i sentimenti ma i fatti, nudi e crudi, senza altro. Magari son scene che abbiamo già visto, non c'è audio. Non ci sono primi piani e l'immaginazione è bloccata. Il caso personale, una sola storia vissuta fa più male, i numeri sono astratti. Cento, mille, diecimila, un milione, non cambia molto! Cambia, certo, ma la percezione è difficile.
Tornando a casa accendo la radio. Una voce leggeva, neanche tanto bene ... Mi son bastate poche parole "ho detto che ero parrucchiere e mi diedero da tagliare i capelli alle donne, al mio amico che aveva detto di essere dentista per salvarsi gli diedero da tirare i denti d'oro ai cadaveri" ed io ho spento. M'è bastato! Dava esattamente quanto tutto fosse organizzato e disumanizzato. L'assoluta agghiacciata indifferenza per tanto dolore.

Così a pranzo mi stava per andare di traverso il mandarino, davanti alla televisione, mi si era chiusa la gola. C'era un bel film. Di cui dovevo aver letto.Fuga da Sobibor. Un fatto vero. Ma io appena ho potuto me ne sono andata nell'altra stanza. Fil non capisce, le cose bisogna saperle, pontifica. Non immagina quanto ci possa star male. Mi si stringe il cuore, mi si stringe lo stomaco ...  Quando ho capito che la parte peggiore era passata, cioè la descrizione della vita del campo, con le sue atrocità, e sevizie, e quant'altro, sono ritornata. Così ho visto solo il finale con la fuga. Una scena quasi liberatoria nonostante gli spari e le esplosioni e le inevitabili morti. La cosa bella di questa storia è questo? semplicemente la riuscita della fuga? No, la cosa splendida è come il tentativo coinvolga tutti, come tutti condividevano l'orrore. E così eccoli correre, in massa.
Ed è bellissima la scelta della regia nel finale. M'ha fatto venire i brividi. In questa corsa disperata ed affannosa alla fine si inquadrano uno ad uno i protagonisti.La macchina stringe, la sua corsa, il suo volto, i suoi occhi. Sì gli occhi. Ognuno una PERSONA, una persona diversa, una persona vera. E la voce fuori campo ci dice il nome, come gli è andata a finire, che vive quì o lì, non importa, che ha due o tre figli, che si è sposato con lei, che ha vissuto, che è morto poi stupidamente, che ha continuato a combattere,  la sua di vita, unica, la sua di storia, unica , una persona unica, un uomo. Uno.

14/01/10

il più piccolo fiore per lei è meraviglia ....




Mia mamma in una foto di pochi anni fa e che un pò racconta il suo cuore sensibile ... A lei che ha attraversato la vita in punta di piedi preoccupata di non dare disturbo. A lei che non ho mai visto lamentare. A lei che fino all'ultimo ha detto grazie per ogni più piccolo gesto ricevuto.
A lei così forte, così tenera ...

11/12/09

E' di nuovo Natale


e sta arrivando il Natale, come si suol dire ... ma a casa siamo indietro sui "lavori" ! Ancora niente albero e niente presepe. Me lo immaginavo in effetti! Ma due settimane fa, facendo una velocissima escursione al mercatino delle cose vecchie della domenica, ho acquistato una vecchia maternità in gesso di quelle che stavano sopra la testata del letto. Non ne avevo mai viste con questo soggetto, solo Madonnine e Sacri Cuori. Mi ha colpito subito, lì per terra .. l'ho presa in mano: dei bei visi dolci, qualche piccola scrostatura ed un pò di polvere. Dietro una vecchia bacchetta di legno. Quanto vuole?! Dieci euri. Pensavo di più, veramente, ma era tardi ed ho avuto anche lo sconto! Poi sono andata, come ogni domenica, da mia mamma e mi sembrava di portare con me un bel fardello prezioso. Ero contenta di questo piccolo affare e poi che bella mattinata! Quest'anno manco sembra che stia arrivando il freddo ... Natale e lei ne è inconsapevole! Così mi son fermata e le ho comprato una piccola stella di Natale. Chissà se trovo dove metterla perchè lei la veda! Difficile veramente. Non so perchè, o forse lo so, (casa mia era ed è piena) ma una delle cose che mi colpisce negativamente, negli ospedali e via dicendo, è l'assoluto vuoto delle pareti! Un vuoto sconfortevole, assordante. Io subito avrei messo accanto mia mamma un bel poster con dei fiori. lei che li ha sempre amati così tanto, perchè avesse qualcosa da guardare ... !! Possibile che non ci si pensi a cosa significa non veder niente giorno dopo giorno, notte dopo notte?! Tutto uguale, tutto grigio o beige ... Secondo me se non ci si è ci si diventa !!! Le ho mostrato il vasetto di quel bel rosso vivificante e lei a fior di labbra ha detto che bella col suo pallido sorriso ... Insomma ora a casa sul como in salotto troneggia una vecchia maternità! Le ho messo davanti un vecchio angelo di Caltagirone col suo piccolo cero ed ai lati due vasi con fiori completano l'insieme, questo aspettando l'apparizione del presepe! Le nuove casette sono in elaborazione, dopo vent'anni ne era l'ora ... e l'albero?! Ne vorrei comprare uno più piccolino veramente ...!