18/04/07

una mattina per strada

Fotografo ogni giorno, e mi guardo attorno senza più distrazione. Tutto è così interessante ... La signora vestita in un certo modo, il cane ed il vecchietto a spasso, quella luce lì sulla finestra, quel vecchio portone mai visto prima .... Quando devo accompagnare Violetta, come l'altro giorno, son contenta: mi posso guardare attorno! Cammino sempre con la macchinetta dietro ... Mi è passato davanti ad un incrocio mentre ritornavo. Zaino sulle spalle, esile ed insieme con una cert'aria scanzonata, sciolta, non so. Quello che ho notato subito, al primo colpo d'occhio, è stato quel che teneva in una mano .... Una sagomina di carta a forma umana, chissà ...! Mi ha intenerito e mi ha detto qualcosa di lui, così, su due piedi. Ho potuto seguirlo con lo sguardo, non sopraggiungevano macchine. Nel movimento ne ho visto qualcosa in più ... un guerriero con la spada? Disegnato da lui?! Giunto sul marciapiede alla mia sinistra ha fatto due passi, ha preso il sacchetto che teneva nell'altra mano e, mettendoselo davanti e dondolando, l'ha lanciato prendendo la mira come se fosse ad una partita di basket ... Ho capito che era un gesto a lui usuale, fatto senza pensarci più di tanto ... Poi sveltamente ha girato sui tacchi e se n'è salito per la strada, verso la scuola ....

22/02/07

Claudio

Un mese certamente è già passato Claudio ... !!! Non ricordo il giorno preciso, ma ricordo il tuffo al cuore, quando qualche giorno prima la Signora Kep ci ha detto che stavi molto male ... perchè questo forte dispiacere!? Ti ho pensato ogni giorno, allora, poi mi sono anche chiesta se qualcosa la potevo fare per farti sentire la mia, la nostra vicinanza! Nel momento più forte della sofferenza e del dolore non tutti accettano la presenza di altri ... Noi poi tanti contatti non li abbiamo mai avuti ... e allora perchè, perchè quella forte stretta al cuore? C'ho pensato ed ho pensato che fosse collegata sì alla tua persona, ma anche, in modo indefinito a me, a noi, alla nostra giovinezza ormai passata, al fatto che tu appartenevi più che altro ad essa ... il liceo Artistico, il gusto della novità e della scoperta dei sedici anni, quegli anni ed il loro sapore, atmosfere passate ed anche rimosse ...
ma anche il sentire quindi il dramma della morte più vicino ... non so, incombente! Sì è sempre così, ma è stato come passasse più vicino ... Certo che ogni volta che qualcuno se ne va io, oltre al dispiacere, al dolore della perdita, sento fortemente la morte con la sua ineluttabilità, col suo bisogno di significato, col suo essere in contrasto assoluto con tutto, con tutto quello che è la vita ... ma stavolta c'era un qualcosa che non so dir bene.
E così ho ripensato a te a Porto Palo ... Un incontro casuale ... Noi con tutti i figli, nel nostro caotico vivere, voi due così tranquilli e sistemati, così pacati ... Noi avevamo pranzato ( ed era una "fatica" il provvedere al pranzo in quelle condizioni) e magari riposato al riparo dal caldo e voi, a metà del pomeriggio, risalivate dal mare, vi sistemavate e tranquillamente, seduti quasi per terra, su di un basso tavolino pranzavate ... un bicchiere di quel vino bianco famoso tra i frequentatori del Captain, una insalata e i ricci pescati da voi! Ho così appreso l'esistenza del couscous precotto che da allora è diventato immancabile a casa mia ... ed ho, un pochino, invidiato la vostra tranquillità assieme alla libertà, il vostro non essere dipendenti da orari, l'aria d' intesa, che si toccava, tra voi due .... Tu avevi degli assurdi occhiali da sole bianchi, ne facevi collezione ... collimavano perfettamente con l'aria di originale, di artista, pur senza atteggiamenti ... Siamo stati insieme con semplicità, piccole conversazioni, quasi uno scoprirti dopo i primi anni!
Ho ripensato poi anche all'ultima volta che t'ho visto: un altro incontro per caso, lì nella città vecchia, in una passeggiata a due che ogni tanto ci regaliamo. Adoro i vecchi quartieri.
E passando t'abbiamo visto, infervorato, mentre smontavi una recente mostra. Quadri grandissimi che tu c'hai descritto con piacere. Sembrava stessi bene ed io, dentro di me, avendo saputo da Tano che si diceva che stavi male, mi sono racconsolata! Non ne abbiamo parlato, non si poteva ... E così ogni tanto mi son chiesta chissà che si diceva, chissà ... fino alla conversazione addolorata della signora con Filippo. "Aveva le lacrime" m'aveva detto, e poi poco tempo dopo la notizia che te ne eri andato.
Sì, ed io non volevo venirci al tuo funerale, Strano! A quanti sono andata?! Ma mi pesava di più, la mattina sentivo come un rifiuto. Ma dovevo ....
Non avevo nessuna voglia di reincontrare tutti quelli di quell'altro mondo. Già! Quello della scuola e dell'"Arte", da me giocoforza messo un pò da parte. Ormai diversi, troppo diversi!
Ed infatti non è stato proprio bello, il vederlo, questo mondo! Intanto tanti stavano fuori della Chiesa, che ne pensi? Venire, ed insieme non venire, non partecipare. Esserci ... ma per chi?
Poter dire di essere venuto, ma non entrare, a che? Potevano fare una visita a casa!
E poi quell'aria agghiacciata dentro la Chiesa!!! Sembrava ci fosse come un imbambolamento generale ... Che silenzio! Un muto stordimento di fronte alla tua morte, di fronte alla morte ... Nessuno o quasi che pregasse, che sapesse farlo!! Non sapere rivolgersi, chiedere ... Mi ha dato, ineluttabile, un senso di vuoto, di tristezza infinita ... questa totale assenza di speranza!! Non avere Qualcuno a cui parlare, Qualcuno che potesse aiutare a cercare, spiegare il senso della tua morte ...
Ma tu ora che diresti loro? Ora che vedi, che sai?!
Claudio, come vorrei sapere come stai, come stai ORA!
La cosa più bella di quel giorno è stato quello che ha detto di te tuo figlio ... non so se capisse a pieno quanto fosse importante quel che diceva ... Un maestro! Così ha detto! Un maestro non solo dell'arte, ma della vita, anche durante la malattia, nel tuo viverla ed affrontarla ... Sono andata a stringergli la mano, a baciarlo, e gli ho detto proprio come fosse bello quello che aveva appena detto !!! Ho pensato che era la più bella eredità questa consapevolezza di cosa fossi stato per lui ...

29/12/06

22 dicembre 2006

Il solito rituale: l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, si fanno gli auguri. E così, anche quest'anno alla spicciolata, uno, due, tre prof alla volta, vengono in segreteria per fare gli auguri, ognuno col suo stile, e per lasciarli a chi di noi in quel momento non c'è. 22 dicembre 2006 .... il Suo tavolo, di fronte, al mio è vuoto ... un anno ... ed è incredibile!! Ed è pesante il silenzio nella stanza, senza lei, è colmo, è carico, parla fortissimo di tutto quest'anno .... Chiunque entra mi dà un bacio, dice qualcosa, poi inesorabilmente si gira e lo guarda, quel tavolo, quasi a cercarla, anche sapendo ed immaginando perchè non ci sia. E c'è come un'intesa silenziosa, basta un cenno, una parola, per capirsi .... Sono io che vedo questo od è proprio così?! Io sento come se quel che è accaduto non sia passato invano ... come se quel che è accaduto sia alla radice di questo clima tranquillamente affettuoso: c'è un modo diverso di stare tra di noi, nonostante i problemi inevitabili: La sua presenza, le sue parole, i suoi umori altalenanti, i suoi occhi, a volte lucidi, a volte impertinenti quasi a sfidare la vita, non ci permettono di dimenticare, di distrarci ... e così davanti a tutto questo i problemi rimpiccioliscono, sembra ridicolo prendersela ancora per certe cose, cadere nei soliti meccanismi ... e ci porta ad amarla questa vita, nonostante ... nonostante niente e ad amare i nostri compagni di viaggio, o comunque a guardarli con un pò di misericordia ... Viviamo tutti la stessa preziosa avventura ...!! E poi, come se non bastasse, proprio a dimostrare che niente è uguale a prima, che non si può dare niente di scontato, entra la Prof.ssa M. Mai guardata con simpatia, questa signora, sempre con distacco, se non con antipatia ... I racconti dei ragazzi, gli incidenti occorsi all'interno delle classi, sempre con lei, la sua mancanza di dialogo, la sua rigidità ... insomma diciamo che non mi sono mai soffermata a conversare con lei di mia iniziativa ... Lei entra e guarda il tavolo di Ethel ... "la cercavo, le volevo chiedere COME FA? COME HA FATTO?" sbotta con improvvisa forza, con mia grande sorpresa ed io, subito compresa e coinvolta, ma anche piena di pietà, non posso fare a meno di dirle "infatti non fa, non è facile, ma la fede l'aiuta, senza non so come farebbe" .... "ma a me non sembra, mi sembra così forte ..." fa lei e tra le altre cose poi soggiunge di non capire perchè il Signore le abbia tolto il marito così presto ... Che dirle? Questo suo improvviso aprirsi mi prende, vorrei aiutarla ma non so come, così ... così l'abbraccio, la invito a non abbattersi, a cercare di resistere, ma lei mi fa "cerco, ma non abbattersi non è facile .. "allora , non sapendo più cos'altro dire: "noi siamo sempre qua, professoressa, quando ha bisogno, noi siamo a sua disposizione, venga quando vuole, quando vuole parlare ..." e lei, ringraziando, se ne va ... Mi siedo, tra emozionata e scossa, e dispiaciuta per lei ... Passa poco ed entra Caterina, ha i suoi begli occhi azzurri lucidi lucidi, mi fa gli auguri e mi bacia ed io, capendo qualcosa e ricordando un discorso di qualche giorno prima, le faccio "tua mamma?" e lei "se ne sta andando a poco a poco" e così mi racconta a piccole parole, con gli occhi sempre più lucenti .... e dopo un ultimo bacio va via .... Mi son sentita il cuore stretto e la percezione viva di tutti i cuori pulsanti che stanno attorno a noi, attorno a me, silenti e nascosti e che ogni tanto, in momenti speciali, vengono fuori ... Li ho quasi sentiti battere, battere ....

03/11/06

Un giorno qualunque

Non è molto carina, anzi ...! Guardandola sembra molto, ma molto più anziana di quel che poi è. I primi anni che lavorava da noi era veramente enorme, stava seduta senza muoversi e mangiava, mangiava. Lavoro ... lasciamo perdere ...! Non dovrei dirlo, ma in certi momenti ho nutrito qualche dubbio anche sulla sua pulizia ... Le sue forme non sono migliorate di molto da quando, a seguito dell'operazione di riduzione dello stomaco, ha perso qualche chilo, venti? Eppure sta in pantaloni e vista di profilo ricorda certe illustrazioni africane. Cammina dondolando come se, per riuscirci, sfrutti l'inerzia. Ogni tanto le do un passaggio all'uscita da scuola, abita poco più su, nelle case popolari, e così ho appreso qualche particolare della sua vita ... suo marito che sta male ... il figlio ...., ma per farlo ho dovuto superare un certo fastidio, un non so che di lieve ripulsa che lei mi causava ... Qualche giorno fa è entrata in segreteria per chiedere se il 2 novembre saremmo stati aperti o chiusi. Alla notizia che la scuola, comunque, era aperta ci ha detto in tono definitivo che lei si sarebbe presa un giorno di ferie. "Io quel giorno devo andare al cimitero ...". Bè, non era una novità, lo fanno tutti, pensavo ... Non immaginavo proprio niente di quel che avrebbe detto dopo, usando il suo colorito linguaggio! Si è voltata verso Rosethel e le ha detto: "Non c'è dolore più grande del perdere un figlio, signora, Lei mi scusi se dico questo, non si offenda". Allora sono intervenuta perchè non fosse toccato un punto già tanto dolente, e per evitare eventuali indelicatezzei ... Ma lei ha continuato a raccontare, e così abbiamo appreso come quel giorno vada al Cimitero dal mattino fino a quando imbrunisce. "Quel giorno non mangio e non bevo neanche un filo d'acqua", e "quando ritorno a casa non mi reggo in piedi e vado dritta dritta a letto", già, ed io pensavo che abita qua sopra e andare fino al cimitero con l'autobus è un viaggio, al ritorno non ne parliamo, e salirci deve essere per lei già una fatica. Così parlando ci ha raccontato di sua figlia, come è morta, che aveva dieci anni, che ne son passati ventisette da allora, e che fino a che ne avrà forza continuerà a fare quel che fa adesso .... Ed io l'ascoltavo, la guardavo, sempre più presa da questo improvviso squarcio dentro la sua vita ... Diceva ..., diceva queste cose con forza, con determinazione, e questo, insieme alla storia che raccontava, era coinvolgente molto di più che se avesse parlato in modo pietistico. "Lo faccio da sempre e lo farò finchè muoio ... quando i bambini erano piccoli mio marito mi diceva, ma dove vai!? ... ci sono i bambini ... ma io gli dicevo: la bambina è LA' ... e non c'è festa, non c'è Natale, non c'è Pasqua, se prima di tutto non vada da lei, e le parlo, le chiedo ..., poi posso pensare a tutto il resto, il pranzo, la festa ...". "Guardi che io a mio marito ci voglio proprio bene, assai, assai .... " ed ha aggiunto che di notte si sveglia spesso per toccarlo, per sentire se sia vivo, e lui s'infastidisce nel sonno ... "Senza di lui non potrei vivere, non so come farei, ma i figli ... ".
Una rivelazione inimmaginabile, ecco! Stai accanto ad una persona, la vedi ogni giorno, ti fermi alla sua apparenza, magari ai suoi difetti ... poi un giorno parla e ti si rivela un mondo!!!
Quante occasioni perdute, quindi. Quante possibilità di approfondimento sono attorno a noi! Dobbiamo solo accorgercene, parlare con chi ci sta accanto ... e cadono i muri ...
Ognuno di noi è veramente infinito ....

18/09/06

l'ultimo bagno?! ....speriamo di no

Già .... all'inizio dell'estate non ne ho voglia ... di mare! Poi, ed ogni anno sempre più, vorrei non finisse mai!

Il mare di settembre ha per me ha un fascino indicibile. D'improvviso diventa come dovrebbe sempre essere, pulito, tranquillo e solitario. Un vero immergersi nella bellezza del mondo ....

22/06/06

la storia dei se ... (storia di una gazza (s)fortunata)

che bello ... !!! Originally uploaded by pupanna.

Passeggiata in campagna, non tanto lontano nè per tanto tempo .... Veramente ero stata troppo male la settimana precedente coi denti e quindi nonostante il bel ponte non pensavamo di fare niente ... E' sempre così .... le cose non vanno mai come immagini, magari anche meglio, non per forza peggio, ma mai COME. E' il bello della vita!!!! Che noia altrimenti ... E così al mattino mi crogiolavo nel letto ... ma viene Vio e dice (testuali parole) mamma che facciamo oggi?! Ma se lei non vuol far niente mai con noi ...................... Ed io prontamente ho riveduto la mia idea, figuriamoci, ma non ne avevo un'altra, di idea! Poi arriva l'altra, intristita, credeva che avrebbe fatto qualcosa con lui .... una giornata di primavera, di vacanza! Ma non s'erano capiti ... lui pensava solo nel pomeriggio ... E così siamo usciti e la giornata non era con molto sole, anzi a tratti c'era vento. E poi così all'improvviso!! Così siamo andati tanto per uscire un pò ed io avevo anche paura che quell'aria mi facesse male!! Ma per stare meglio basta un pò di verde, tanto spazio, l'aria in faccia ed il piacere della scoperta .... Mi piacciono tanto le vecchie case ..... Io poi quasi non ci credevo dopo tanto male e tanti giorni rinchiusa .... Che bello! Che bello! Che bello il mondo! E loro, e la vita! C'era il grano ancora piccolo e l'erba che risplendeva dondolando lieve e quella casa antica, con segni vetusti di una vita dimenticata .... un rampicante ancora in vita, gli anelli di ferro per gli animali da soma .... e gli uccelli che ormai, unici, vi trovavano ricetto. Nonostante il poco sole trionfava la primavera .... Al momento di andare c'era una gomma a terra .... E così mentre Fil cambiava la ruota io ho cercato riparo, s'era messo un forte vento. Eravamo su di una specie di poggio con ai due lati la campagna, così mi sono diretta a sinistra dove si formava come un muro ed ho aspettato che mi chiamassero. Guardavo i fiori, gli alberi di arance di fronte, già pieni di zagara .... POi ho sentito Filippo che mi cercava e così son ritornata e ci siamo incontrati in corrispondenza di una sorta di argine argilloso con un muretto incompleto con i buchi per i paletti ...... Lui guardava proprio lì ed io, guardando meglio, di colpo incuriosita ho visto le piume di una coda bianca e nera, ma quasi non si vedeva di quanto era infangata, uscire da un buco lì giù. Non si capiva proprio niente .... Guarda c'è una gazza morta!! fa Filippo, se ne vedeva solo la coda immobile, smossa ogni tanto dal vento, e dava un senso di tristezza, di abbandono, di ineluttabilità ... Che contrasto con l'atmosfera di prima! : Ma ne sei sicuro?! Se non è morta lo sarà tra poco! ... Chissà da quanto tempo è lì! .... E tutti lì a guardare ..... Era impressionante come si vedessero solo quelle povere penne e nient'altro uscire fuori da terra .... ogni tanto c'era un tremito, era lei od era il vento?! ....,Tirala fuori faccio io, se deve morire, almeno muore all'aria!..... e Filippo niente ... Ma alle mie insistenze (mi si stringeva il cuore al pensiero di quell'animale imprigionato, morente, a testa in giù) alle mie continue insistenze, ha preso la coda per le dita ed ha tirato!!!! Noi eravamo lì intorno a quel buco, col cuore oppresso e quasi raccapricciate per la paura di trovarci davanti ad uno spettacolo ... non si sa quale !!!! Ed invce, che cosa incredibile, in un attimo tutto è cambiato .... Dalla morte siamo passati alla vita, lei, noi .... Eravamo così pervasi da questo senso opprimente di morte, e tutto attorno c'era un gran silenzio, e la terra arida sotto di noi, così desolata .... Ma d'improvviso, proprio in un sorprendente attimo, appena estratta da quel maledetto buco, lei s'è scossa, s'è drizzata, non ce lo aspettavamo proprio, e sotto i nostri sguardi impreparati ha fatto qualche passo traballante buffissimo e poi s'è alzata in volo ed è sparita tra gli alberi .... Siamo ancora lì a guardare ................ !!

Di quante cose solo dopo, ricostruendo il percorso all'indietro, si vede come ci sia una specie di filo conduttore ..... ma stavolta, davvero subito, ho pensato a quanti se c' eran voluti perchè quella gazza potesse salvarsi:

se non fossi stata male .....

se le ragazze non fossero state così tediate .....

se avessimo preso un'altra direzione ....

se Filippo avese posteggiato dove dicevo io ...

se la ruota non fosse scoppiata ...

se non ci fosse stato vento ...

se non avessi cercato riparo lì ....

se lui cercandomi non avesse guardato proprio lì ....

se noi non fossimo (ahinoi) così teneri verso gli animali ....

se io non avessi insistito tanto ....

perchè la mattina quando io era ancora a letto nella mia casa lei era già lì dentro quel buco, accanto a quel fosso, lì lontanissimo da casa mia, in mezzo alla campagna, e noi siamo andati a finire proprio lì ....

se, se, se, se ..... davvero possibile che sia stato solo e semplicemente un caso?

ed andando ancora indietro non si finisce più ..... per estremizzare posso dire che la gazza si è salvata grazie al fatto che io son nata, e via dicendo .... perchè io son nata perchè ... perchè ... e ... dove si arriva!? .............. che tutto è collegato! che c'è un significato .... Quel giorno il significato era troppo palpabile, siamo tornati a casa con un senso incredibile di pienezza, col cuore gonfio di gioia, avevamo assistito, eravamo i protagonisti, di una bellissima storia !!!

Per un uccellino che non è morto?!?!?! E quanti nello stesso momento morivano ... Anzi quante persone .... Il fatto è che in quel semplice fatto avevamo percepito appieno l' utilità dell'esserci, dell'esserci nelle circostanze, e come queste possono cambiare .... come può essere risolutivo il vivere con attenzione e non facendosi scivolare addosso le cose ...

03/05/06

Fil MI fa la torta

Già ... quest'anno quasi non pensavo che sarei stata festeggiata. C'era la coincidenza con la Veglia di Pasqua, e già questo mi riempiva ... Poi le cose non sono andate proprio per il verso giusto nel coro, con Marina che non c'era e noi, contralto, poche, troppo poche, e con un canto mai veramente provato, almeno da me. Ma comunque è andata ... Invece l'indomani mentre io cucinavo per il pranzo di Pasqua lui faceva la mia torta .... che carino! D'altro canto farsi la torta da sè, come qualche volta mi è capitato, non è proprio il massimo ... Così eccola ... ed ecco le sue mani che con cura la decorano ... E dire che lui ha sempre detto che di decorazione non ne capisce ...!! Ecco questa torta è proprio una cosa importante!! Porta in sè un grande significato ... Ho pensato proprio questo davanti a questa torta, segno di cose importanti ..., tra cui anche ... alla tradizione, già, nel significato imparato da Don Giussani ... Anzi proprio un esempio così semplice fa capire facilmente ed insieme fa verificare la verità dei suoi insegnamenti, nelle cose piccole come poi in quelle più grandi ... Perchè quella torta fatta da Filippo era identica a quelle fatte da me in tutti questi anni ... un centinaio senz'altro, se non di più ... La stessa ricetta per l'impasto, la stessa crema, le stesse fragole, la decorazione cambia, cambia ogni volta, ma il criterio è quello ... Ed io questa ricetta l'ho presa da mia mamma, che a sua volta, ne ha fatte di torte nella sua vita familiare ...! Ma quella con le fragole era la torta per me, ho sempre amato i dolci alla frutta, e poi nasco in primavera ... IO ho portato la variazione da tonda a rettangolare, perchè più grande, più facile da mettere in frigorifero, e più facile da tagliare, ma per il resto è la stessa identica cosa. Ora anche le ragazze la sanno fare, a furia di "guardare" ... ed anche Stefano è stato capace di farla una volta per Rachele ... Ecco la tradizione ...! Si impara dal passato, ma questo passato deve servire nel presente ... poi il passo avanti che ognuno apporta ... la torta rettangolare!! Chissà loro che cosa faranno!!!! Ma se non l'avessero mai vista fare e l'avessimo sempre comprata .... Ed io che certe volte mi sentivo un pò triste od oberata per il doverla fare e non poterla comprare ....

13/04/06

primavera d'intorno brilla nell'aria e per li campi esulta

Queste parole descrivono pienamente quel che ho sentito domenica, immersa in quella natura, certamente più libera, più aperta, di quella che circonda Catania. Saliva come un canto gioioso da quel trionfio di colori, di aria, di luce, di spazio e di silenzio .... Un amico in riferimento a questi versi ha sottolineato come Leopardi amasse la vita. Bella questa sintesi e questo immediato collegamento, come bella la sintesi della primavera, in quelle poche parole, degna proprio di Lui ... Ripenso a Pascoli e ai suoi versi, dove, nel dire "c'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico ..." parla sì della primavera ma si riferisce al suo ricordo di un'altra primavera, di lui bambino ... una poesia che mi si è scolpita profondamente nel cuore da piccola e che non ho mai dimenticato. Quel dolore, quell'amarezza, il compagnetto morto, il dolore e la fatica del vivere mi si sono impressi, così in contrasto col mio modo di sentire la vita specie allora, come un oscuro presagio incomprensibile, ed apparentemente in contrasto con tutto quello che rappresenta la primavera. Qualcosa non tornava ...

E' interessante come ognuno si porti ricordi differenti, magari anche quando si condivide la stessa cosa. E un qualcosa che scivola senza traccia per molti, a qualcuno rimanga nel suo bagaglio personale. Di recente ho visto questo con Antonio che non ricorda tante cose di noi bambini ... E una volta ho anche pensato, in linea con questo, di riunirci coi cugini e sciorinare ognuno i propri ricordi, di papà, dello zio, della nonna, di episodi, freschi per alcuni e assolutamente dimenticati dagli altri, sarebbe un modo di arricchirci vicendevolmente ... Ma tornando a pascoli io in quel "d'antico" voglio cogliere un altro significato ... il rinnovellarsi della primavera, il suo ripetersi munifica ogni anno, che viene da lontano da quando il mondo esiste, sempre nuova, specie per gli occhi che la sanno vedere.

10/04/06

S'i fossi foco arderei lo mondo ....

Originally uploaded by pupanna.

Tira calci come un mulo, se è in casa è certo che pace non ce n'è (meglio comunque della noia).... A parole dice sempre no, se non peggio .... Sembra voglia bruciare il mondo e non sia contenta di niente ... e poi ... poi d'improvviso ti sorprende .... Le ho chiesto venerdì pomeriggio se poteva pulire il balcone dalla vernice caduta, e lo ha fatto come fa lei le cose: spendendosi totalmente, con precisione ed accuratezza. Forse allora è spesso di malumore, contrariata ed in contrasto con tutto perchè prende tutto sul serio, veramente?! Non è certo un difetto ... Ho capito che sta cercando, il significato di sè, il significato di tutto, e non si accontenta ... Speriamo che non si stanchi di cercare e che io sappia esserci .... Quando ha finito il lavoro le ho scattato due foto: eccola, col suo sguardo che appicca il fuoco, eppure era (in quel momento) serena.

18/09/05

senza sole - acitrezza

non è che ci parlassimo molto quella mattina .... ma perchè avevamo litigato? Evidentemente non era molto importante. Fatto sta che quando sono entrata in acqua non ci parlavamo ... Già, silenzio tombale ....
Poi nel rientrare dal mare mi sono trovata in un tratto di mare con gli scogli proprio sotto il pelo dell'acqua .... mai fatto il bagno lì prima e non ce lo farò proprio mai più.
Dopo aver nuotato a "PANCIA" ho poggiato la mano su di uno scoglio lì davanti a me e ... ho sentito penetrare nella mia mano, come una lama nel burro, la roccia. La sensazione è indimenticabile. Ma non credevo ....

Perchè nell'uscire dall'acqua mi è preso proprio un colpo ... dalla mano colava il sangue a tendina e in un attimo era tutta rossa ... E, se poco prima, mentre nuotavo ero pervasa da un sentimento veramente poco amorevole verso Filippo, e tutta irrigidita, appena fuori lo cercavo cercando il suo aiuto, CERTA .... Filippooooooo, Filippoooooo .... Al solito non si era accorto di niente! E gli altri mi guardavano impressionati, mentre scuotevo la mano schizzando il sangue dattorno. Ma finalmente mi ha sentito e con tanto d'occhi mi è prontamente venuto ad aiutare. Certe volte veramente ci lasciamo affondare nella melma ma meno male che viene in soccorso la realtà a strattonarci, mostrando quello che vale ....