22/02/10

si tratta solo di igiene

Poi glieli ho portati un pò di vestiti. Ho guardato un pò in casa, ho chiesto ad una figlia, ho chiesto ad una collega ancora con bambini.  Insomma ho raccolto un tre pacchi di roba. Com'ero contenta! Addirittura tra le stoffe ho tirato fuori una gonna lunga, di lana, perfetta per lei ... "ed anche una gonna lunga, di quelle che portiamo noi, sai!?" . Ho aggiunto anche una sciarpa di bei colori per lei che sta spesso seduta sul marmo ed un paio di guanti di quelli a metà. Li avevo dati a mia mamma, e quando era in casa di cura glieli mettevamo a volte, aveva le mani sempre così fredde...!
Poi li ho lavati, usarli io? Non so, eppure erano miei, ma ho preferito darli a lei, sicuramente le sarebbero serviti. Gli altri non li ho ancora lavati. Li tengo lì in lavanderia ed aspetto. Hanno ancora un pò del suo profumo ...
E una bambolina, per la figlia di cinque anni. Violetta l'aveva buttata nel fare ordine. Ma perchè? che peccato è così carina! e lei Mamma ormai non mi serve più! ed io l'avevo salvata, mi faceva pena, la ricordavo com'era appena donata ...
Ho ripensato in questa occasione quel che una volta aveva detto Don Ciccio e che mi aveva colpito, che le cose che abbiamo negli armadi e che sono in più non sono nostre, sono di qualcun altro, di quello che ne ha bisogno ...
La domenica ho chiesto a mio marito di accompagnarmi. Facciamo una passeggiatina e ne approfitto per portarle questi pacchi! Va bene fa lui, così paziente, così disponibile ... Così siamo andati. Dapprima non l'ho vista, ecco! non c'è! Poi l'ho vista, così piccolina, tra la gente. M'ha visto e m'ha sorriso. Il bambino non c'era, meno male, troppo freddo ... Mi dà due grossi baci ed andiamo verso l'auto. Quì ho visto la differenza che può intercorrere tra tra teoria e realtà. Non è che lui si sia voltato male, no, ma quando gliel'ho presentata, Filippo questa è Antonella, così sai chi è, non si sa mai, lui era rigido, a disagio, le ha stretto la mano perchè proprio non poteva non farlo,  il suo essere orso aveva preso il sopravvento o era altro? Lo so, credo che lui pensi che io mi butto troppo nelle situazioni, che bisogna essere più distaccati, più prudenti, ma è anche vero che lui è contro razzismi, capitalismi e via così, che si arrabbia contro le ingiustizie! Certo! Gli ho chiesto allora dopo del suo comportamento, non mi andava non capire ... è per prudenza ... non sta per strada? che ne sai .... Mi sono racconsolata, meno male,  ma : E tu che ne sai se quel collega a cui stringi la mano non è appena stato in bagno e non s'è lavato le mani?

08/02/10

davanti una chiesa

Ero in giro e l'ho vista, seduta per terra col suo bambino, rideva ... Penso sia stato questo. Ho fatto uno scatto, poi, per me prima di tutto, perchè non fosse un approfittarsene, le ho parlato. Da vicino sembrava essere lei una bambina. Ma quanti anni hai!? Venti, m'ha risposto. Ed hai di già un bambino ... lo dicevo quasi per me, l'età della mia figlia più piccola ma quanto lontane ... Veramente ne ho tre, questo è il mio piccolo ha un anno e mezzo. Lui intanto un pò s'agita. Si chiama Eduardo ... Ha fame, ha rotto il biberon e non ho i soldi per ricomprarlo ... Non so se calcasse un pò la mano per impietosire ma certo bene non stava. Così le ho dato qualcosa poi ho pensato agli alimenti del banco. Glieli ho offerti, ed intanto pensavo come fare, e lei ha sgranato gli occhi. Me li dai ora?!  Sai ieri abbiamo mangiato solo pasta bollita, non avevamo niente in casa! Mi sono attivata subito con gli amici informandomi se c'erano ancora alimenti disponibili, sono andata a prenderli e dopo tre giorni glieli ho portati. Il bambino dormiva sotto una copertina lisa, quasi trasparente. Lei al vedere quel ben di Dio ha comiciato a ringraziare e m'ha accennato un qualcosa della sua vita. Che era venuta in Italia dopo la guerra di Iugoslavia, che suo fratello era stato ucciso e sua mamma era scappata con tutti gli altri bambini, che erano stati abbandonati in mare ... insomma quello che si sente in televisione paro paro ... Io l'ascolto tra pena e diffidenza. Mi faccio coinvolgere troppo?! Non so se e quanto inventi. Rimane sempre un pò di sfiducia ma nel dubbio che fare, girare le spalle?
Così pensando alla copertina le chiedo se ha bisogno di qualcosa d'altro e lei mi dice di cose per i bambini, poi guarda per terra, guarda i miei piedi e ... magari degli stivaletti, questi me li ha prestati un'amica ... ed una gonna lunga, sai di quelle che portiamo noi ...
Mai, proprio mai, avrei pensato che si potessero avere scarpe in prestito per potere uscire di casa! Questa è la povertà penso. Quella di cui non si parla, che sfugge alle statistiche ed ai grandi discorsi ... Quella che non interessa ... Quella che è sotto gli occhi di tutti e su cui non ci si ferma a pensare ...
In questa occasione ho toccato con mano la preziosità del lavoro del Banco Alimentare, di come poi arrivi, di mano in mano, a toccare, carrezzare un pò, la vita difficile di una singola persona.

27/01/10

una vecchia foto

L'ambiente è confortevole anche se non ricercato ... La stanza da pranzo dei nonni, a Palazzo Fischetti. A quel tempo c'era del resto una semplicità che si è andata poi perdendo ... Ecco il nonno che con attenzione ascolta la radio, (pochi anni ancora ed avremmo avuto la televisione), sempre distinto anche in un momento di assoluto relax; la nonna con la sua aria precisa e puntigliosa che rammenda, cosa consueta a quei tempi, anzi insopprimibile; mia sorella che non si capisce se ascolta anche lei la radio o vaghi nei suoi pensieri e ... ed io, già, eccomi ... di me si vede ben poco, dall'altezza potrò avere un tre o quattro anni, si vedono gli occhi e tanto basta ... Guardo in modo diretto ed attento chi fotografa, mio padre? e quell'aria consapevole, unica presente nella stanza a quel che accade, seppur così piccola, credo già mi racconti un pò ... Anche la mamma, quando ero piccola, rammendava sempre e mi piaceva guardarla al lavoro. Le calze, com'era brava ... Faceva un reticolo ordinato usando l'uovo di legno con gesti lenti e misurati. A poco poco il buco scompariva quasi per magia. Io ho imparato guardandola ma il mio lavoro è tutta un'altra cosa! Vado per le spicce ed il risultato è, diciamola tutta, decisamente raffazzonato, niente a che vedere con la sua tranquilla meticolosità ...

La giornata della memoria


La giornata della memoria per me è pesantissima! Non mi viene facile pensare a quell'orrore e rifuggo dai film che lo narrano. Non so se è normale ma i documentari mi fan meno male. Forse perchè non raccontano i sentimenti ma i fatti, nudi e crudi, senza altro. Magari son scene che abbiamo già visto, non c'è audio. Non ci sono primi piani e l'immaginazione è bloccata. Il caso personale, una sola storia vissuta fa più male, i numeri sono astratti. Cento, mille, diecimila, un milione, non cambia molto! Cambia, certo, ma la percezione è difficile.
Tornando a casa accendo la radio. Una voce leggeva, neanche tanto bene ... Mi son bastate poche parole "ho detto che ero parrucchiere e mi diedero da tagliare i capelli alle donne, al mio amico che aveva detto di essere dentista per salvarsi gli diedero da tirare i denti d'oro ai cadaveri" ed io ho spento. M'è bastato! Dava esattamente quanto tutto fosse organizzato e disumanizzato. L'assoluta agghiacciata indifferenza per tanto dolore.

Così a pranzo mi stava per andare di traverso il mandarino, davanti alla televisione, mi si era chiusa la gola. C'era un bel film. Di cui dovevo aver letto.Fuga da Sobibor. Un fatto vero. Ma io appena ho potuto me ne sono andata nell'altra stanza. Fil non capisce, le cose bisogna saperle, pontifica. Non immagina quanto ci possa star male. Mi si stringe il cuore, mi si stringe lo stomaco ...  Quando ho capito che la parte peggiore era passata, cioè la descrizione della vita del campo, con le sue atrocità, e sevizie, e quant'altro, sono ritornata. Così ho visto solo il finale con la fuga. Una scena quasi liberatoria nonostante gli spari e le esplosioni e le inevitabili morti. La cosa bella di questa storia è questo? semplicemente la riuscita della fuga? No, la cosa splendida è come il tentativo coinvolga tutti, come tutti condividevano l'orrore. E così eccoli correre, in massa.
Ed è bellissima la scelta della regia nel finale. M'ha fatto venire i brividi. In questa corsa disperata ed affannosa alla fine si inquadrano uno ad uno i protagonisti.La macchina stringe, la sua corsa, il suo volto, i suoi occhi. Sì gli occhi. Ognuno una PERSONA, una persona diversa, una persona vera. E la voce fuori campo ci dice il nome, come gli è andata a finire, che vive quì o lì, non importa, che ha due o tre figli, che si è sposato con lei, che ha vissuto, che è morto poi stupidamente, che ha continuato a combattere,  la sua di vita, unica, la sua di storia, unica , una persona unica, un uomo. Uno.

14/01/10

il più piccolo fiore per lei è meraviglia ....




Mia mamma in una foto di pochi anni fa e che un pò racconta il suo cuore sensibile ... A lei che ha attraversato la vita in punta di piedi preoccupata di non dare disturbo. A lei che non ho mai visto lamentare. A lei che fino all'ultimo ha detto grazie per ogni più piccolo gesto ricevuto.
A lei così forte, così tenera ...

11/12/09

E' di nuovo Natale


e sta arrivando il Natale, come si suol dire ... ma a casa siamo indietro sui "lavori" ! Ancora niente albero e niente presepe. Me lo immaginavo in effetti! Ma due settimane fa, facendo una velocissima escursione al mercatino delle cose vecchie della domenica, ho acquistato una vecchia maternità in gesso di quelle che stavano sopra la testata del letto. Non ne avevo mai viste con questo soggetto, solo Madonnine e Sacri Cuori. Mi ha colpito subito, lì per terra .. l'ho presa in mano: dei bei visi dolci, qualche piccola scrostatura ed un pò di polvere. Dietro una vecchia bacchetta di legno. Quanto vuole?! Dieci euri. Pensavo di più, veramente, ma era tardi ed ho avuto anche lo sconto! Poi sono andata, come ogni domenica, da mia mamma e mi sembrava di portare con me un bel fardello prezioso. Ero contenta di questo piccolo affare e poi che bella mattinata! Quest'anno manco sembra che stia arrivando il freddo ... Natale e lei ne è inconsapevole! Così mi son fermata e le ho comprato una piccola stella di Natale. Chissà se trovo dove metterla perchè lei la veda! Difficile veramente. Non so perchè, o forse lo so, (casa mia era ed è piena) ma una delle cose che mi colpisce negativamente, negli ospedali e via dicendo, è l'assoluto vuoto delle pareti! Un vuoto sconfortevole, assordante. Io subito avrei messo accanto mia mamma un bel poster con dei fiori. lei che li ha sempre amati così tanto, perchè avesse qualcosa da guardare ... !! Possibile che non ci si pensi a cosa significa non veder niente giorno dopo giorno, notte dopo notte?! Tutto uguale, tutto grigio o beige ... Secondo me se non ci si è ci si diventa !!! Le ho mostrato il vasetto di quel bel rosso vivificante e lei a fior di labbra ha detto che bella col suo pallido sorriso ... Insomma ora a casa sul como in salotto troneggia una vecchia maternità! Le ho messo davanti un vecchio angelo di Caltagirone col suo piccolo cero ed ai lati due vasi con fiori completano l'insieme, questo aspettando l'apparizione del presepe! Le nuove casette sono in elaborazione, dopo vent'anni ne era l'ora ... e l'albero?! Ne vorrei comprare uno più piccolino veramente ...!

18/11/09

compleanni

Oggi Fil, cioè mio marito, compie gli anni! Ed io ieri non ci pensavo proprio ... Forse perchè non avevo fatto mente locale al fatto che era il 17. Già! Mi succede di perdere il conto dei giorni, del numero dei giorni, se per un pò non lavoro. E l'altra settimana ho avuto l'influenza .... A o B?! I miei medici, tra amici ed ufficiale, non si mettono d'accordo! Del resto ci vorrebbe l'esame, quindi resterò col dubbio ... Il pomeriggio di ieri la figlia grande, che non sta da un pò con noi, ha telefonato al padre: domani che facciamo????! Io dormicchiavo sul divano e, d'improvviso, mi son resa conto ... Mmmmmhhh problema! Ma poi dopo varie indecisioni abbiamo deciso che i figli sarebbero venuti a pranzo e magari nel pomeriggio si sarebbe potuto fare un semplice the con i suoi. Io ero al lavoro ma lui, il festeggiato, era libero! Insomma c'ha pensato lui, spesa, cucina e via dicendo. Quasi quasi mi son sentita io in festa! Torno a casa e trovo la casa un pochetto più in ordine, i figli in giro al completo ed anche un nipote, tavola apparecchiata, allegria ed animazione e i cannelloni in forno! Loro felici che preparavano bigliettini e complottavano alle Sue spalle ... Superfluo! è sempre distratto ... Insomma una bell'aria da godere già di per sè, sì la vita è da vivere momento per momento cogliendone tutta la bellezza, sia per la consapevolezza che le cose passano, pensiero che con l'età mi viene più spesso, che m'ha fatto pensare ad altri pranzi da ragazza, alla confortevolezza di altre tavole apparecchiate ... alle mani accurate di mia mamma ... A lei, ora lì, tristemente imprigionata in un letto come tanti, tanti altri ... Lei che tra due giorni compie i suoi 92 anni e non lo ricorda neanche ... Il dolore ha un senso sempre, ma se si è indifesi ed inconsapevoli non lo si può neanche offrire o vivere con accettazione, come lei ha sempre saputo fare, e allora?

31/10/09

Il rosario

Se ci penso è una bella carrellata di facce e di incontri ... Quante persone incontrate in questi ultimi mesi! Sempre esperienze. L'ultima compagnetta di stanza di mia mamma è una signora piccola, piccola e tondetta. Occupa poco spazio nel suo letto d'ospedale ma è una presenza forte. Ha una voce così corposa che mi chiedo da dove venga, e ... e parla sempre! Mille domande, sempre le stesse, una fatica! Signora, mi scusi ... signora come faccio ... signora non si secchi ... ma come mai ... ma perchè ... L'ho conosciuta in un primo tempo solo per la sua voce. Era in un'altra stanza e la si sentiva chiamare ininterrottamente ... "Diana, Diana! Dove sei?! Perchè non vieni?!" "Diana! Diana", senza sosta, senza requie. Poi un pomeriggio c'era una nuova signora accanto a mia mamma. Appena entrata mi guarda e DIANA sei venuta!! Io non sono Diana, signora, ma lei è sua mamma, vero?! Piacere! ... e poi ho aggiunto che ora che era con noi non doveva più gridare. Non è stato certo questo ma a sera, entrando nella stanza, un'assistente s'è chiesta come mai non avesse sentito la signora chiamare per tutta la giornata ... "forse perchè adesso è in compagnia" ho detto scoprendolo in quel momento! Un fatto è certo Diana non l'ha più chiamata ... Dopo il suo viso tondetto e minuto, gli occhi senza fondo che ti scrutano, ho notato che portava al collo un rosario dai grandi grani di legno chiaro. L'indomani l'aveva avvoltolato invece intorno ad un polso. Ogni tanto lo perde nel letto e ti chiede aiuto. Insomma è la sua compagnia. Lo dice sempre. Anzi nei giorni ho scoperto che, se è un pò agitata e parla troppo, basta dirle "signora! oggi ha pregato?" che lei smette di agitarsi e silenziosamente riprende a pregare. Signora, lo dico sempre, ma ora recito quello della sera per benino!! Sa ci metto tutta l'intenzione, mica lo dico tanto per dirlo!! E poi intercala ogni tanto qualche giaculatoria antica ... Oppure ti volti e la trovi a braccia spalancate e lo sguardo verso l'alto. "Signore, pietà!". All'inizio quasi quasi mi spaventavo ... Ieri guardandomi seriamente mi dice che lei prega sempre per quelli che ne hanno più bisogno! "Signora, ne abbiamo tutti bisogno" faccio io, ma io prego per tutti!! ch'era bello quando potevo anche leggere le Scritture! mi resta solo la preghiera .... non ci vedo più bene ... E poi, magari, mi chiede di aggiustarle la coperta. Non si secchi signora, mi scusa se la disturbo, ma la solleva dai piedi, con rispetto parlando?! Insomma una vera presenza, in tutti i sensi. La guardo ammirata per la devozione che la invade e che parla di una vita vissuta ma, lo confesso, ogni tanto vorrei che dormisse per un pò ...!

10/10/09

Ritorno!

E' veramente da tanto che sono sparita!! La testa era un pò piena e la vita complicata dal malessere, nel senso più completo e grave, della mia mammina ultranovantenne. Ora non diciamo banalità tipo "la sua vita se l'è fatta!", "che bella età per andarsene", "te lo devi aspettare", e via così! Se una persona cara sta male, sta male e stai male tu! Poi, anche se ho cercato di vivere questa difficoltà alla luce dell'amore di Dio e della Speranza che Lui ci ha consegnato, i momenti di fatica, di dolore, di preoccupazione, la tensione interiore, son rimasti ... Ora vivo una certa tranquillità! Da qualche giorno si sono un pò allentate le preoccupazioni pur nella consapevolezza che tutto può cambiare da un momento all'altro. Veramente non possediamo la vita! E per me è stato proprio evidente paradossalmente quando mia mamma ha superato, contro il parere e l'aspettativa dei tanti, momenti criticissimi e non una ma più e più volte! Poi basta pensare a Caterina Socci ed ai tanti che soffrono più giovani e desiderosi di vita di quanto lo sia lei ... Così rieccomi, tirata per i capelli da Merins, http://atempoeluogo.blogspot.com/2009/10/tra-presenza-e-assenza.html la mia cara carissima amica di blog, di coro, di vita. La devo ringraziare pubblicamente per le belle parole che mi ha dedicato dal vivo, e poi online, sul mio lavoro fotografico finalmente in mostra in modo non virtuale. Un momento desiderato e che mi è arrivato senza alcun merito! La vita è sempre prodiga, bisogna saperlo vedere!!! Non ultima per l'amicizia di cui mi fa circondare, mai scontata o dovuta. Marina che occhi avevi quando mi sei venuta incontro, avresti dovuto vederti!! M'ha commosso e riempito il solo guardarti, e poi il sorriso lieto di Antonio, i tanti che hanno avuto belle parole!

16/05/09

a mio padre

ho trovato per caso questo video, cercando di Preisner su You Tube, e lo trovo emozionante ... ! Papà ha fatto la guerra da aviatore, sui Caccia. Ci teneva a questo distinguo: difesa mica bombardamenti! E per tutta la vita questa sua esperienza l'ha segnato e ci ha segnati. In macchina da bambini si cantava con lui "... e gira gira l'elica romba il motor questa è la bella vita la bella vita dell'aviator ..." , poi c'erano i suoi disegni, le foto in cornice, l'elica in salotto (ora è nel mio corridoio), i suoi racconti ... Quando andava per un viaggio di piacere in aereo riusciva sempre ad entrare nella cabina di pilotaggio e farsi il viaggio da lì contento come un bambino ... Insomma come non pensare subito a lui che ora è lassù, in questo volo che fa sentire tanto il cielo ...

04/05/09

il dentino

Poi è ritornata alla carica con sua mamma ... Forse vuole la sua attenzione più di quanto lei gliela possa dare in certi momenti, come quando lavora. Io ero sotto i ferri (forbice, sfoltitrice, etc.) e lei si affaccia dalla porta e fa con tono supplichevolemamma me lo tiri?!La mamma esamina la bocca e sentenzia che non è ancora il momento. Mi fa male!!! "E tu lascialo in pace, di pomeriggio ti porto dal dentista ..." e poi aggiunge, a mò di spiegazione, che è un amico e non si prende niente per queste cose ... Ed io comincio a volare, ad andare lontano, in un'altra casa ed in un altro tempo: altro che dentista!! Non ci pensavo proprio da tanto ... La sensazione del dente che dondolava e la lingua che andava sempre lì, a spingere e a giocherellare ... La mamma che con fare esperto e rassicurante esaminava e sentenziava "ora lo togliamo!" e il brivido emozionante che correva lungo la schiena ... Sì, me lo volevo togliere, però ...! E poi, una volta tolto quel senso di mancanza e la lingua che ritornava ad esplorare ... e poi il sapore strano dell'acqua ed aceto per sciacquare la bocca ... Alle volte la mamma faceva come se esaminasse meglio e, magia!, l'aveva tra le mani. Oppure si metteva un tovagliolo attorno alle dita e tirava ... Ma ci son state le volte che avvolgeva un capo di filo resistente al dente e dall'altra parte lo attaccava alla maniglia della porta aperta. Andava dietro e chiudeva di scatto, SBAAAM! ed intanto si teneva l'altra mano a coprire l'orecchio. Era un attimo! Poi, tipo film di Argento, qualche volta ero lo zio! Lui il pomeriggio lo passava rintanato nel suo camerino dove costruiva modellini di aerei, di navi. Erano dei veri capolavori ed era molto difficile che non fosse in casa. Il malcapitato di turno, eravamo in sei bambini (papà e lo zio avevano deciso di continuare a vivere insieme), andava da lui che, tipo orco (era buonissimo ma in quel caso ...) nel suo antro aspettava ... ed ecco splendere tra le sue mani una tenaglia, una pinza, c'era l'imbarazzo ZAC!! e poi il sorriso di sollievo finale! Perchè si condivideva tutto noi bambini, anche la levata dei denti degli altri, uno spettacolo emozionante cui partecipare. Già, ma la paura la si provava lo stesso, tutti raccolti lì a guardare!

23/04/09

Ancora sui capelli ...!

Però l'altro giorno sono andata a tagliarmeli da una parrucchiera mia amica che lavora in casa. Ogni tanto entro in crisi sulla bontà del mio operato e, poi, ero di matrimonio, come si usa dire ... E per rispetto, per sentirmi più a posto, ho preso questa decisione. Ho suonato al portone e, una volta davanti alla lunga e stretta scala, m'è sorto il dubbio: primo o secondo piano?! non me lo ricordavo proprio!! E neanche ricordavo se lei fosse usa ad appendere il volantone fuori della porta, ottimo segno di riconoscimento quando non vi sono targhette fuori. Cosa fare? suonare alla prima porta! Da dentro venivano suoni di voci, alla mia scampanellata ho sentito distintamente "rrapi, agghiesseri 'a nnnonnna ...!" e si sono inquadrate nella porta una bimba e una donna subito sospettosa " e llei cccù iè, ccchi bboli!!?", mhh gentile la signora ... In queste occasioni, sarà la scuola della colletta alimentare, sfodero il mio migliore sorriso, non dandomene per intesa. Insomma era al secondo piano ... Ed eccomici! Sulla porta un'altra bambina mi aspetta, la figlia più piccola, che ogni volta trovo più alta. Tutta un'altra aria in questa casa e non certo per l'arredamento ... Entra Giovanna!! La sua voce dal fondo, ed io mi infilo in casa. Lei era al lavoro con una signora ed io mi son seduta. "Maria Grazia, hai finito i compiti?" "Mamma, no, non c'ho voglia, li finisco domani ..." tono lamentoso. Ecco perchè mi piace andare da lei. L'entrare dentro una casa, dentro una vita ... Niente di asettico ed impersonale. Mi ci sono intromessa, "cosa devi fare?" Dopo un pò nel salottino c'era una bambina che leggeva e come leggeva bene! Glielo dico convinta e le dò qualche piccolo consiglio contenta di riscoprire il gusto di stare con un bambino e magari dargli un qualcosa. E pensare a quanto mi annoiava combattere per i compiti con i miei bambini! Come si cambia man mano!! E come godrei differentemente questa stessa situazione adesso ... Mh, sono proprio storta!!! Al mio turno, mentre mi pettinava i capelli bagnati, mi guarda attraverso lo specchio e sbotta in un "Gioia! (che carina ...) ma che debbo farti?! hai i capelli già così corti che non so proprio .....".

18/04/09

Capelli corti, anzi cortissimi!

Da un due tre anni, quando occorre, mi taglio i capelli da sola. La prima volta è stato un atto di coraggio, non sapevo cosa avrei combinato! Ma io osservo molto. Guardo. Guardo tutto. Guardo tutti. Anche come si muovono le mani del parrucchiere. Pensavo che so far di tutto con le mani, possibile non riesca in questo?! Poi aspettare per me era una noia. Dico era perchè son diventata un pò più paziente e meno oppressa dalle "cose da fare" ed ora in mezzo alla gente mi diverto, mi piace osservare, ascoltare ... I figli son cresciuti, due stanno fuori casa, e ... son più tranquilla ... Poi mai che il lavoro del parrucchiere mi abbia soddisfatto, anzi!! Forse perchè l'essere così indifferente a certi canoni mi rende di difficile contentatura. E poi, perchè negarlo?, è anche un modo di risparmiare o meglio di utilizzare in modo più soddisfacente le risorse economiche. Così mi metto davanti allo specchio e comincio a tagliare aiutandomi principalmente col tatto. Misuro con le dita e ... ZAC! Rimisuro ... ZACZAC! E dai e dai son diventata sempre più coraggiosa e coi capelli sempre più corti. Bellissimo! mi passo le mani tra i capelli e non mi devo preoccupare se son disordinati. Son diventata così audace, o pazzerella, che se non completo in una volta tutto il lavoro lo completo a puntate. Del resto ho ormai capito che la gente è molto distratta, tranne rari casi, e non si guarda molto attorno ... devono guardare giusto me?!

09/04/09

sull'abisso

"In quella notte credo di aver perso l’innocenza, nel senso della serena e infantile convinzione che il destino sia unicamente nelle nostre mani. Basta che la terra si scuota un solo minuto per cancellare i nostri sogni, i nostri progetti, i nostri affetti, per ricordarci che viviamo perennemente sospesi sull’abisso. Da quel giorno so che ogni istante può essere l’ultimo, l’ultimo cielo azzurro, l’ultima viola spuntata, l’ultimo sguardo della persona amata. Da quel giorno, l’imminenza del congedo è forse rimasto il senso più profondo della mia vita, per questo vivo con estrema gratitudine, perché penso che ogni istante della nostra vita sia un dono prezioso che non ci verrà più incontro." Queste parole sono la conclusione di un articolo di Susanna Tamaro: "Quelle scosse mi hanno fatto perdere l'innocenza", sulla sua personale esperienza del terremoto dell'ormai lontano 1976. Le trovo perfette, e non solo per i momenti più tragici della vita, ma per ogni giorno che abbiamo da vivere. Purtroppo spesso vince la banalità e la scontatezza ...

05/03/09

Viva Santa Agata

Tante cose negli ultimi tempi ... è vero la vita riserva sempre novità! Una amica verso la fine di gennaio mi ha detto del concorso indetto da una Associazione di fotografia della città, di concerto col comune di Catania, in occasione della festa della nostra patrona S.Agata. Bè, per me un'occasione golosa per mettermi in gioco. Ho fotografato tante volte la festa, ma sempre senza un vero scopo, così ho preso al volo l'occasione. Mica una cosa facile dato che, essendo vista e rivista questa festa, è molto difficile uscire dallo scontato. C'è di tutto. La devozione, il folclore, la gente, le strade, i colori e via così!!! Cosa scegliere? Su cosa concentrarsi?! Ho preso due giorni di ferie e me ne sono andata per le strade ... che bello!! C'era un bel tempo e una bell'aria ed io mi sentivo felice ... Il quattro poi eravamo in gruppo, 4 donne bene armate e Fil. Ad un certo momento mi son resa conto di come dovevamo essere viste da fuori. Eravamo ad un angolo di via Umberto e Fil non c'era. Passava la Santa. Anzi passava il cordone e tutti i "cittadini" ci guardavano! Mi son girata ed ho capito! Quattro zoom in azione ed in fila! In quel punto camminano piano perchè vanno avanti per poi tornare indietro così da far fare la curva al fercolo ... Un cittadino c'ha fatto ciao con la mano! Attorno la gente. Tanta ma non troppa. Calca vivibile. Il cinque è tutt'altra cosa! I balconi però strabordavano. Una strana atmosfera. La strada vuota di auto, per una volta, e gente quì e lì. Brusìo. Odore dolciastro di zucchero bruciato. Tanta gente affacciata in attesa. In una piazza preparavano la moschetteria che di lì a poco avrebbe sparato. Srotolavano dei lunghi cordoni con delle specie di caramelle bianche a intervalli regolari e tutto era transennato. Più tardi un balcone sarebbe precipitato insieme alle persone che vi stavano ma noi eravamo già più avanti. Abbiamo mangiato un qualcosa alla villa appena riaperta e poi di nuovo in giro ... Io mi sono concentrata di più sulla gente ma, in definitiva, ho scattato su tutto quello che mi colpiva. Poi mi è difficile trattenermi. Ogni anno è sempre differente anche perchè non vado mai nello stesso posto e nello stesso orario. Eppure ancora mi mancano dei momenti che o non ho mai visto, o son cambiati nel tempo, dato che quando ero ragazza tutta questa partecipazione non c'era e tutto si svolgeva in orari più contenuti. Il cinque abbiamo fatto, io e Fil, un veloce blitz in via Etnea quando già era buio. La calca! Ecco quella sì che c'era stavolta! Insomma Siamo riusciti a fendere la folla a fatica ed arrivati al centro della strada non abbiamo potuto più fare un passo nè di quà nè di là!! Passavano le ultime due candelore traballanti, meno male, anche quest'anno le avevo viste! Mi piace tanto il loro caracollare dondolante sulle spalle di 8 o 10 porttaori. La sera sono tutte illuminate ed è una vista suggestiva: oro, fiori, sculture e bandiere. Pensare che prima erano più di trenta! Ed ora quante? Molte di meno. Ogni tanto ci dovevamo spostare di gran carriera anche se con estrema difficoltà. Si sentiva un LLLARGOOOOO!! e di colpo, quasi addosso, arrivava qualcheduno con un cero acceso di traverso su di una spalla. Grande o grandissimo, una esagerazione ... Pesano e costano in modo ragguardevole. Ogni tanto poi si fermano. Non è certo uno scherzo l'esaudire il loro voto. Ecco ho un ragazzo proprio accanto col suo cero alto quanto lui o poco meno. Sta fermo per un pò. Prima sistema i micci poi fa scorrere la cera liquida. Alla luce dei ceri i suoi occhi risplendono di mille bagliori. Clic, clic, clic!! Attorno tanti altri che stanno per un pò e poi ripartono col loro carico e per tutta la notte fino al mattino. Un altro mi è vicino e così un pò gli parlo, mi faccio raccontare ... Insomma alla fine gli scatti sonoo quasi mille! Come scegliere? E' forse più difficile che scattare e poi i tempi son troppo stretti perchè le sensazioni decantino un pò e la scelta sia meno istintiva. La festa finisce il 6 e l'8 scade la consegna dei files. Ho scelto ma non sono convintissima. Chissà se a mente fredda avrei scelto altri scatti ... Eppure ....! Con mia gioia, eh, è sempre un piacere ..., non sono entrata nella terna dei vincitori ma la mia foto è stata segnalata dalla Giuria! Quale?! Ma quel ragazzo!!! E così mi son presa anche gli applausi alla premiazione! Io, con la mia annosa riservatezza e timidezza, mi son dovuta alzare ed andare a prendere un piccolo omaggio, stringere mani e farmi fotografare ... Proprio tutto il repertorio :)) L'anno prossimo però ho già deciso! mi dedicherò all'aspetto meno visto, meno reclamizzato e più importante ... la fede, la pregliera ! C'è, ce n'è tanta ...

10/02/09

Quella misteriosa Natura che voleva tenere in vita Eluana

Riprendo articolo di Luca Doninelli in occasione della morte di Eluana per le sue parole che sento assolutamente vicine al mio sentire .... LEOPARDI/ Quella misteriosa Natura che voleva tenere in vita Eluana Luca Doninelli martedì 10 febbraio 2009 «Un esempio di quando la ragione è in contrasto colla natura. Questo malato è assolutamente sfidato e morrà di certo fra pochi giorni. I suoi parenti per alimentarlo come richiede la malattia in questi giorni, si scomoderanno realmente nelle sostanze: essi ne soffriranno danno vero anche dopo morto il malato: e il malato non ne avrà nessun vantaggio e forse anche danno perchè soffrirà più tempo. Che cosa dice la nuda e secca ragione? Sei un pazzo se l'alimenti. Che cosa dice la natura? Sei un barbaro e uno scellerato se per alimentarlo non fai e non soffri il possibile. È da notare che la religione si mette dalla parte della natura» (G. Leopardi. Zibaldone, pag 15). Il contesto da cui abbiamo tolto questo brano di Giacomo Leopardi è una riflessione sul contrasto che esiste tra la “ragione” (che Leopardi intende nell’accezione illuminista, “la nuda e secca ragione”) e la “natura”, che fra tutte le parole è la parola leopardiana per eccellenza. Abbiamo scelto di presentarvi questo breve testo in giorni drammatici come quelli che stiamo vivendo non già perché desideriamo forzare le parole del grande poeta a un pensiero che non è il suo, ma perché il suo pensiero è interessante in sé. È interessante, sommamente interessante innanzitutto perché è un pensiero ferito. A Leopardi non interessa produrre armonie, ossia discorsi in grado di dare a ogni cosa il suo posto. La frattura tra la nuda e secca ragione e la natura è insanabile. Bisogna accettare lo scandalo. Il grande genio accetta lo scacco, l’uomo modesto cerca sempre l’equilibrio, il riparo sotto l’ala del discorso giusto. La natura è misteriosa, produce grandezza ma anche orrore, mentre la ragione nuda e secca rifugge il mistero e si limita a calcolare su quello che ha. Eppure non può non tener conto della forza della natura, pena il trasformarsi essa stessa in un sogno, il sogno delle magnifiche sorti e progressive. La natura “è quella che spinge i grandi uomini alle grandi azioni”, scrive il grande poeta, ma al tempo stesso essa “ripugna... dall’utilità della fatica”, non solo, ma inclina anche “a moltissime altre (cose, n.d.r.) o dannose o inutili o proibite, illecite, e condannate dalla ragione”, fino “a danneggiare o a distrugger se stessa”. Al tempo stesso, però, con grande acutezza, Leopardi osserva che “la religione si mette dalla parte della natura”, ossia di questa natura contraddittoria, intrattabile, irriducibile, che produce Aristotele e Alessandro Magno ma anche l’eruzione del Vesuvio. La religione, in altre parole, si mette dalla parte del mistero: sempre e comunque. Mille “se”, mille “ma”, mille “però” sorgono a questo punto in noi. Se la natura si autodistrugge, cosa deve fare la religione? Accettare l’autodistruzione, o intervenire? E intervenire in nome di che? Della natura no di certo, della ragione men che meno. Ma Leopardi a queste conseguenze non è interessato. Sono linee minori, conflitti interiori, problemi particolari. Tutti noi abbiamo però constatato la capacità di trasformazione dell’uomo che un evento tragico possiede. Tutti abbiamo visto uomini mediocri trasformarsi in giganti per l’effetto di un dolore inspiegabile, ingiusto e crudele. O, meglio: per l’effetto del “sì” detto a quel dolore, per quanto spropositato e incomprensibile. Un “sì” che rasenta la follia ma che, al tempo stesso, appare profondamente, abissalmente ragionevole. Dopo diversi interventi, su questo o quel quotidiano, in merito al caso Eluana, una sola cosa io so: di essere pressoché una nullità. Di fronte a Eluana, di fronte a suo papà, di fronte a questa tragica vicenda, chi sono io? E chi sono io davanti a Leopardi? Nessuno. Io scrivo solo perché dico “sì” a questa circostanza in cui tante persone come me si trovano, e che domanda di parlare di Eluana. Accettando gli errori di valutazione, la superficialità, le intemperanze che sono, spesso, ben difficili da evitare. C’è un destino che ci interpella, al quale la nuda e secca ragione non può dire di sì. Perché alimentare artificialmente questa persona? Perché impiegare personale ospedaliero quando potrebbe essere impiegato in altri casi, in cui forse la vita ha maggiori possibilità di essere salvata? La nuda e secca ragione è un “no” perenne, continuo, senza sosta, profondamente amaro. Questa ragione ha vinto ed Eluana non c'è più. La sentiremo tutti, l’amarezza, e sarà la stessa amarezza: la mia come quella di Beppino Englaro. Per questo la religione sta dalla parte della natura, dice “sì” (e ritiene questo “sì” molto più razionale del “no”) anche nell’imminenza di uno scandalo, di un’assurdità. Dice sì perché la grandezza sta dalla parte del mistero e, con la grandezza, la felicità, la riuscita della vita, il bene. Non è un problema di valori, né di rispote consolatorie. Agitare il valore dell’intangibilità della vita non c’interessa. C’interessa il grido del nostro cuore. Noi non comprendiamo, noi non sappiamo dare un posto a tutto, la realtà ci appare come fratturata. Eppure il nostro cuore continua a gridare perché non vuole morire, perché “il respiro della vita non abbia fine”.

09/02/09

è finita ...

Eluana è morta ... che il Signore abbia pietà di lei e di tutti noi ... Era diventata una persona cara un pò per tutti, la sua morte non sarà inutile, ne sono certa ...

23/01/09

Renato Guttuso

Per ricordare Renato Guttuso di cui questo mese fan vent'anni dalla morte ... ''La pittura è il mio mestiere. Cioè è il mio mestiere ed il mio modo di avere rapporto con il mondo. Vorrei essere appassionato e semplice, audace e non esagerato. Vorrei arrivare alla totale libertà in arte, libertà che, come nella vita, consiste nella verità.'' Renato Guttuso, 1957

19/01/09

quel cane nero

Una voce allo sportello poi, vedendola, mi son ricordata ... Lei ha le mani a metà fasciate e la parte visibile è deturpata da una vistosa ustione. Qualche traccia la porta anche sul viso. Guardarla e sentire il suo dramma è un tutt'uno! Si porta dietro, ammettendo che possa non pensarci, un drammatico promemoria. Mi son subito ricordata dei discorsi fatti insieme conoscendola. Colpisce come parla della sua tragedia e di come la vive con la compagnia concreta del Signore. Un suo figlio è nostro alunno da questo anno, l'altro, il più grande, l'ha perso nell'incendio che ha avvolto la sua casa, lei aveva tentato di salvarlo ... Colpisce anche incontrare una persona di cui si è sentito in certo qual modo già parlare... Così riparliamo. Ad un certo momento ricordo e le chiedo se è vero che aveva un cane nero, alto così, femmina. Se è vero che l'ha perso in quei giorni tremendi ... Lei mi guarda interrogativa confermando. Perchè è strano! E strane le coincidenze. Saranno un due mesi che ho trovato un cucciolo simpaticissimo che ora la fa da padrone in casa mia (lo so sono autolesionista). In qell'occasione ho conosciuto una signora che ha la villa poco più sopra della scuola. Poi ho fatto due più due ed ho avuto la conferma che era parente di ..., insomma c'era un collegamento. Andando a trovarla m'ha mostrato un cane nero, una femmina, e m'ha detto di averla trovata sbandata per strada e di avere saputo che era di quella famiglia ecc.ecc. Così quel giorno a scuola ho raccontato alla signora del cane, di dove sta, come sta, come è ..., della storia raccontatami. Vada a vederlo signora ... Lei mi ascolta con una espressione irraccontabile poi, di botto, mi dice che le sto dando una grande gioia sapesse che pensiero ho avuto!! Era il cane di lui, l'avevamo preso da cucciolo, giocavano sempre insieme !! Dice che posso andare a vederlo?! Ma allora è in buone mani! ... Chissà se ci andrà, ma non è questa la storia. Rimango sempre colpita da queste coincidenze. Noi almeno le chiamiamo coincidenze. Sarà ... però mi rimane addosso l'impressione forte di un qualcosa che sfugge alla mia immediata consapevolezza, un qualcosa di misterioso ma con un filo conduttore: c'è un senso in quello che accade.

13/01/09

pochi giorni fa

ho aperto la porta d'ingresso, ritornando dal lavoro, ed ecco quel che ho visto! che senso di confortevolezza ... casa mia, casa mia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia ...