30/10/07

l'ultima settimana

Ogni tanto mi prende "la fissa" per qualcosa ... Non so cosa sia stato, ma improvvisamente ho cominciato a sperimentare con le bottiglie di plastica ... E' che c'è in giro uno spreco enorme di materiali, un peccato, e questi stessi invadono case, strade, aiuole e cassonetti!! Così, apparentemente di colpo, ma c'avevo già provato tempo prima, ho cominciato a ritagliare le bottiglie e rifinire i bordi col fuoco di una candela. Poi quanti colori hanno!! mica ci si bada normalmente!! Mettetevi nei panni dei miei che all'improvviso mi vedono nei ritagli di tempo seduta in poltrona, o davanti ai fornelli, a ritagliare, rifinire, bucare questi pezzi di bottiglia, dall'oggi al domani, (che ne sanno?) ... Ma che fai?! ed io di rimando: guarda che bello!! ED ora cosa ne farai?! .. E mio marito: QUANTO durerà?!?!?! Ma loro un pò ci sono abituati: abbiamo bevuto in bicchieri con tracce di acquarello, siamo stati invasi in corridoio di mattonelline (assolutamente di recupero) messe lì ad asciugare, decorate col decoupage con illustrazioni prese da internet ... per un certo periodo ci sono stati fiori e piante appesi a seccare in lavanderia ... Poi carta vetrata, stucco e vernici sono proprio di casa, come la spesa settimanale, e convivono allegramente con cose assolutamente differenti, perchè ogni tanto, quando meno te l'aspetti, ripristino qualche vecchio mobile ... l'anno scorso, nel primo periodo "cartapesta" c'erano gli oggetti ad asciugare in casa, fuori pioveva, con un odorino non del tutto gradevole ... E di colpo ora la casa è stata invasa da bottiglie, verdi, gialle, arancioni, celesti, bianche ... Mio figlio l'altro giorno mi porta una bottiglia di chinotto vuota, un bellissimo verde smeraldo scurissimo ... "t'ho portato un regalo!!!" ... lo so non siamo proprio proprio normali ....! Insomma per farla breve ho fatto uno scacciapensieri, l'ho appeso in salotto, ed una specie di tenda separè all'ingresso, bellissima! che luce che ha portato in casa .... mia figlia vedendo il risultato ha detto: MORTALE!!!! ed ha prenotato una tenda a vetri per la sua stanza ma per ora ho sospeso, sennò mi viene il rigetto ... Ma anche loro non scherzano ... Anita ha avuto il periodo borse faidate che è durato e non poco, (ora ne sto facendo una io) .. e l'anno scorso, per esempio, Stefano per il compleanno della ragazza le ha fatto, anche lui di getto, uno Stefano di pezza fortissimo!! Ma quando erano piccoli tutti i vestiti, compresi giubbottini e salopette, gliel'ho fatti io ... insomma c'è l'aspetto ludico, ma ci sono anche i vantaggi ...

29/10/07

per imparare bisogna avere un motivo

Qualche giorno fa è venuta un'amica a trovarmi ... Ogni tanto capita che passi ... Era un pò giù e si vedeva, lei, così piena di curiosità, di vivacità ... Bè abbiamo cominciato a chiacchierare e le ho mostrato qualcosa delle cose che sto facendo ultimamente, per sollevarla, per interessarla! So quanto lei ami la fantasia!! E così dopo qualche lavoretto fatto a casa le ho fatto vedere qualcuna, solo qualcuna, delle foto che ho su Flickr, un centinaio!? e poi è stato naturale mostrarle il mio blog. Lei è assolutamente digiuna di computer, nonostante sia il campo lavorativo di suo figlio, ma gliene ho parlato proprio per la possibilità di spalancarsi che può dare ... Mi son ricordata anche di come lei ami scrivere, quindi ... Ha letto qualcosa, le è piaciuto ... Ieri l'ho incontrata alla Giornata d'inizio anno. Era lì all'ingresso, da sola: io, dopo le prove dei canti (bellissimo), ero uscita per un caffè e così l'ho invitata. Niente, poche parole. Il piacere di vedersi ... Poi lei m'ha detto che, con l'aiuto di Davide, era riuscita ad arrivare su internet al mio blog. "Sai ho riletto qualcosa, volevo soffermarmici un pò ... e sai che m'ha detto mio figlio?! per imparare bisogna avere un motivo ..." Vero!! è proprio così!! Vale per tutto ... Interesse si chiama ... o senso ... Ma io aggiungerei che, ancor prima, è per vivere che bisogna averlo e che valga sempre ... L'incontro è stato bello, e questo interesse me lo ha riacceso, del resto è per questo che ci si va, non per passare una mezza giornata ...

20/10/07

Niente si perde

Quando vado a mare li raccolgo sempre ... come chiamarli?! sono i resti, smaltati da un lato, di mattonelle rotte, addolciti nelle forme e un pò consumati dall'azione del mare, e poi restituiti sulla riva ... sul litorale di ciottoli, sulla spiaggia sabbiosa non se ne trovano ... Ognuno ha una faccina differente anche nel colore ... Che farne? Non so, ma mi piacciono ... Insieme a loro raccolgo i pezzettini di vetro, diventati sassolini trasparenti, verdi, bianchi, gialli e quelli rossi di terracotta. Poi li conservo ... e rimangono lì ... settimane, mesi, in attesa di una nuova vita ... Ma che te ne fai?! mi fa Filippo ... ora lo so come finisce ...! Ma loro continuano a rimanermi presenti in qualche angolino della testa e poi arriva il loro momento! Questa è una piccola cosa, ma grazie al loro inserimento ha ripreso vita, mi sembrava un pò smorta, ed insieme ha ripreso vita la foto che contiene, vecchia di cinquant'anni e più, e per me preziosa ... le nozze d'oro dei miei nonni, circondati da tutti i figli, generi e nuore e nipotini, riuniti, guarda caso, in quello che era chiamato ... il salotto d'oro. Insomma un pezzettino di storia della mia famiglia ... Io lo ricordo quel giorno ... mi ricordo l'atmosfera piena di gioioso entusiasmo che mi circondava, benchè non sapessi e non capissi il perchè, i fiori, tantissimi, le foto ... certe cose rimangono impresse misteriosamente ... Ora sono più numerosi quelli che mancano ... Niente si perde?! E' proprio vero? e loro allora ... e noi tutti!? Ma si potrebbe vivere, andare avanti, se fosse solo un andare verso il niente ?!!! Bè io lo spero, lo credo, che siamo come quei sassolini, che c'è quel Qualcuno che quando ci prende è per una nuova vita ... ne ho fatto esperienza in questa ...

19/10/07

non siamo isole

Giorno 17 ultimo scorso era il compleanno di Antonio ... Giorno lavorativo a metà settimana ... sicuramente non avrebbe fatto niente!! E quante volte qualcuno gli aveva detto: ma quando ci farai vedere la tua casa?! Già, perchè a giugno ha fatto un anno che vi si è trasferito dopo l'acquisto, ed ancora non vi ha mai invitato nessuno ! Io speravo che con la nuova casa avrebbe dato una svolta alla sua vita, che avrebbe cominciato a viverla un pò la vita e la casa! Ed invece niente! E così ogni tanto qualcuno aveva buttato lì: qualche volta capitiamo lì per caso con una pizza in mano e ci deve aprire per forza!! Oppure: dovremmo fagli proprio una festa a sorpresa ora che viene il suo compleanno ...!! Insomma, ho raccolto l'idea e la sfida, da sola non l'avrei mai pensato con la paura che lui forse, chissà ...! E così l'ho detto agli amici, ai nipoti e alle cugine. Tutti hanno aderito con entusiasmo, rendendosi assolutamente disponibili. E Tano s'è offerto di pensare alla torta, Francesca gli ha preparato una cosa di suo gusto, Silvio si è incaricato del regalo, Filippo ha pensato a piatti bicchieri bevande e candele, tutti hanno collaborato, anche la signora che bada alla mamma, con un piatto cucinato da loro ... insomma una vera partecipazione, in tutti i sensi ... m'è sembrato un coro affiatato ... Ma come fare per far sì che non ci fosse all'ora di cena? QUELLO era il vero problema! Una volta tornato a casa è difficile snidarlo!!! M'è venuta in soccorso la signora Mimma dicendomi che quando lui sarebbe tornato dovevano appendere la tenda e quindi avrebbe perso un pò di tempo ... va bene, signora, allora poi lei si sentirà troppo stanca e lui la dovrà accompagnare ... ed è stato proprio così, anche per la stanchezza, era distrutta poverina!! Così per farlo andare son venuta io ed appena se n'è uscito ho fatto un pò di sistemazione stanza. Ho tolto qualcosa, ho messo la tovaglia, ho fatto largo in giro ... Poi sono arrivati i nipoti, Filippo e qualche amico ... Lui però è arrivato prima di quanto pensassi e così entrando in casa ha percepito qualcosa ... S'è affacciato nel salotto,in tuta, con in mano il pacchettino della cena che s'era comprato, con la prospettiva di passarla da solo la serata ... ed invece: AUGURI!!! Bè,ha cambiato subito faccia, e s'è adattato con nonchalance alla situazione inaspettata. Intanto il campanello continuava a suonare e continuavano ad arrivare altri .... Che bello!! Insomma è stata proprio una bella idea e una bella serata, lui era contento e si vedeva, ma io lo ero almeno quanto lui ... me ne stavo seduta e mi godevo la scena, le persone, l'atmosfera, le espressioni ... ne era proprio valsa la pena!! Alla fine lui ha anche fatto un discorsetto dicendo come avesse apprezzato tutto e di come non se l'aspettasse proprio ed ha ringraziato ..., m'ha fatto proprio tenerezza, quelle poche parole, per come è fatto lui, dicevano tanto ...

12/10/07

44 gatti .. no "solo" 4

Il nuovo avatar di Martina, la n. 3, ritrae i gatti di casa ... Lei dice che è facile da fare, lo so che per lei lo è ... Abbiamo proprio un grande dono un pò tutti in famiglia ... una grande ricchezza. Lei oltre a saper disegnare stupendamente, questo è uno scherzetto, ha la grande capacità di cogliere le personalità, fossero anche quelle dei nostri amici animali .... e sono proprio perfetti ... sono proprio loro ..
Il gatto bianco bellissimo, ma sordo , e che miagola continuativamente ad alta voce: non si sente! Infatti non ha proprio un nome a che servirebbe? ... Anche se si dà un nome per dire sei mio ....
Il gatto nero, con gli occhi come fanali ... Wonka ... e che un certo giorno, non si sa bene perchè è diventata un gatto spaventato , da che, quando l'ho trovata aveva dato tutti i segnali della sua improntitudine, non si sarebbe salvata altrimenti ...
Il gatto Suppa ... buono, buonissimo e scemo ... insomma si può dire anche per i gatti: è tanto buono che sembra cretino ... (ma chi dice questo?! c'è da chiederselo) ...
E per finire Sua Altezza la principessa Picci, altezza anche perchè se ne sta in alto per non frammischiarsi con la plebe, "Altezza non ammette vicinanza ..." guai a carezzarla in un momento non idoneo!!! E' talmente intelligente che capisce tutte le lingue, ma lei non parla, non ne ha bisogno ... Fa una specie di suono sordo brontoloso ... e basta. Una volta che proprio Martina rimase fuori di casa avendo dimenticato le chiavi, si fece aprire da lei ... Già perchè lei sa aprire la porta di casa dal di dentro ... quando decide apre e se ne va sotto!! Giuro, per un pò non parlerò più di gatti ... non sono così fissata ...

11/10/07

le figurine di carta

Non sono opera mia. Queste piccole, delicate, ballerine ... le ho incontrate in giro per la blogsfera e le ho trovate deliziose ... M'han fatto ricordare ... certe volte basta un niente ed affiorano alla superficie cose apparentemente cancellate ... :
Era una delle cose che la mamma faceva per farci passare il tempo, specie quando eravamo a letto con la febbre.
La ricordo seduta accanto al letto mentre ritagliava, i triangolini di carta che cadevano sul suo grembo coperto accuratamente da un grembiule fresco di bucato, ed il momento magico in cui si snodava la nuova meraviglia ... fiori, ghirlande, bimbetti, donnine! Poi noi li avremmo colorati, ma quel momento era impagabile ... Già ...! Ed ora ripenso anche ai miei primi goffi tentativi ... Venivano fuori delle caricature al confronto ... o la carta risultava insufficiente per la testa o per i piedi ... Intanto era uno dei giochi concessi a letto. Ci portava la tavola da sarto, sistemava i cuscini per potere farci stare seduti, rincalzava le coperte e poi carta e forbici .
Che bei momenti ad onta del malessere ...! La nostra stanza al mattino inondata di sole, la tranquillità, il senso di rifugio confortevole al confronto della vita scolastica con le sue continue prove ...
Anche ora, quando cado malata, son contenta di restarmene a casa, di colpo prende il sopravvento quella parte di me messa di solito da parte ...

05/10/07

Il cuore inquieto ...

Questo piccolo busto di cartapesta l'ho fatto in primavera. Era tanto che desideravo esplorare le possibilità della carta pesta e così ho iniziato senza sapere bene cosa avrei fatto ... Questo è il risultato e mi piace ... ha una espressione da Gioconda. Un sorriso ingenuo e ineffabile ...
Ma cos'è questo bisogno continuo, inesauribile di percorrere sempre nuove strade. Se dipingo, magari penso già a quello che vorrei far dopo ... mentre faccio una cosa, ne penso altre dieci ... Il tempo è quello che è, e così poi passo un periodo di apparente tranquillità. Ma dentro sono sempre in fermento.
Sì con la fotografia ho dato un pò sfogo alla mie esigenze ... Ne ho fatte migliaia, ma la più bella deve ancora venire ... Cioè ... non basta mai ...
Ma poi l'ho capito ... certo non da sola, ma leggendo qualcosa e grazie ad una certa Compagnia. Anzi il mio bisogno di creatività m'ha fatto capire perfettamente cosa significhi la "mancanza" di cui soffriamo tutti, me l'ha fatto capire meglio ... Quella incompletezza con cui mi ci litigavo da ragazza, quell'insoddisfazione perenne ... Lo scienziato, l'esploratore, l'artista, la sperimenta sempre, niente gli basta mai, deve sempre andare avanti e più va avanti più aumenta ...
"Et inquietum est cor nostrum donec requiescat in Te"

29/09/07

E' ritornato Super

Non è che senza questo stupido gatto non sappia vivere, anzi detto tra noi si vive meglio ....! E' una vera rovina l'averlo in casa ...! Primo perchè appena entra schizza dove gli capita prima (non so se mi spiego), ma se c'è qualcosa di particolare, su quello! Secondo perchè devo sentire le lamentele di tutti: in primis quelle di Filippo!!! Mi sto vestendo?! arriva lui con fare perentorio ...VIENI!! Sono appena uscita dalla stanza? PUPAAAAAA ......... !! io vado, torno indietro, pensando a tutt'altro ed invece lui mi mostra l'ultima malefatta, e poi giù lamentele, sempre le stesse, e maledizioni, sempre le stesse: ora gli faccio questo, ora gli faccio quello, appena lo prendo lo *ò§§pkì§§òç@@*!!! Ed io ci sto male, non per il gatto, ma per le urla, le imprecazioni, l'atmosfera inquinata che si va creando .... Non sopporto sentire gridare, mi viene l'angoscia ... A nulla serve che gli dica che l'ha già detto, che non serve a niente lamentarsi, e lui di rincalzo ORA NON POSSO NEANCHE LAMENTARMI!! Ora lo prendo e .... ed io, non lo dire, chè tanto non lo fai ....! E pensare che a vederlo sembra un tipo così tranquillo ed equilibrato... Insomma, al centomilionesimo danno, siamo arrivati alla conclusione che l'ideale era farlo scendere sotto, in cortile, come fanno i suoi coinquilini gatti, che si mettono dietro alla porta aspettando di scendere ... Ma loro scendono e poi, quando ne sono sazi, ritornano a casa. Allora, io dicevo, abituiamolo ... Lui non scende di sua iniziativa, è un pauroso ... Insomma l'han portato giù domenica mattina e poi tutti lì a pulire la casa ... Pieni di sacro fuoco, come se fosse nuova ... Alla sera s'è fatto ritrovare da Violetta davanti la porta e così ha dormito in casa. Il giorno dopo stessa cosa, a sera era dietro l'inferriata, appena m'ha vista e riconosciuta non si possono dire tutte le manifestazioni di gioia, capitombolava su se stesso, mi odorava le mani e vi si strofinava ... Ma all'indomani, quando è stato buttato con rabbia fuori da Martina (ne aveva fatta una grossa), alla sera non s'è più visto ..... e neanche l'indomani, e neanche l'indomani altro .... E così per qualche giorno ... Io ho cominciato a preoccuparmi che fosse finito male, che si fosse perso (è così stupido!), che l'avrei trovato qualche volta morto ... Filippo, che ne dici? Pensi che torna?! Filippo ma che pensi ?! ... Filippo .... ! Lui non è che potesse dire più di tanto, ma penso che di dentro qualcosa la pensasse di diverso ... insomma non da orco mangiagattipiscioni ... Ed io uscendo o tornando mi guardavo attorno: niente! Supeeeeeeeeeeeer .... Suppaaaaaaaa! niente ...! Ha voglia Stefano a dire che è un animale e che quindi deve sapersela cavare, è nato in casa, quindi è un imbranato!! Non è che fosse il mio unico pensiero, ma dentro un pò di tristezza s'era fatta spazio ... Stamattina mentre finivo di prepararmi sento suonare il citofono a distesa ... Filippo era sotto col cane, quindi rispondo e lui, di rimando: SCENDI C'E' SUPER!!!!! Ma come non era lui che non lo voleva?! Mi metto le scarpe e scendo di filato e lo vedo, lì, dietro la cancellata, con la solita espressione stupida e stupita nei grandi vacui occhi verdi ... Suppa!!! gli porgo le mani e lui dopo aver dato una sniffatina comincia la solita solfa di melensaggini varie ... Felice! Felice felice! L'ho acchiappato per una zampa e l'ho fatto passare di sotto all'inferriata, sorda ai suoi lamenti ... L'ho dovuto far passare attraverso dieci centimetri ....! E poi l'ho portato sopra, a casa, e gli ho dato i croccantini ... S'è messo a mangiare come se non mangiasse da qualche secolo ... Oggi al lavoro sono arrivata in ritardo :)) ma mi sentivo contenta ...
I disegni sono di Bruce Andrew Mckay - artista canadese ... li deve conoscere bene i gatti!!

26/09/07

Una mattina

Quando sono uscita, stamattina, tutto risplendeva ....
Aveva piovuto nella nottata ed ora stava uscendo il sole! L'aria tersissima, pulita, la luce, i riflessi sulle foglie, per terra, uno splendore! Il cielo, il mare, tutto cantava ... Mi sono sentita viva ...!
E non ho potuto non pensare come questo piacere, uscire, guardarsi attorno, godere del mondo, possa finire ad ogni momento, e che finirà ... ci sarà un giorno in cui tutti questi semplicissimi ed apparentemente banali atti mi saranno negati. Questo pensiero non è un pensiero mai avuto, anzi! Ma in quell'attimo che mi prende, ecco, ancora di più godo delle belle sensazioni che me lo hanno fatto sorgere.

08/09/07

La città dei colombi

Partiti tardi la prima cosa che abbiam fatto è stato il cercare dove mangiare: un posto modesto, niente di che ... Al primo tentativo siam capitati in un locale che fuori non faceva presagire assolutamente le "bombe in testa" dei ristoratori, ma fatto un passo dentro ho cominciato a temere ed a sentirmi per niente a mio agio ... scortati da una graziosa ragazza bionda in tailleur nero siamo stati depositati in una sala buia e vuota ma moooolto accurata. Ci siam guardati senza proprio sapere che fare, il menu poi .... meno di 15 euro non c'era niente e tutto era descritto con due o tre righe di ricercatissime parole che non facevano capire di cosa si trattasse ..! Andiamocene, faccio io, mi sentivo infelice, privata della mia libertà ... Filippo fa che ormai eravamo lì, e la sua faccia non è che fosse molto differente dalla mia, Martina poi aveva gli occhi giganteschi e a disagio, non le andava niente di tutto quel che c'era descritto. Andiamo via, rincaro, io non ci sto, possibile che si debba subire .... Ma come fai?! Glielo dico, e basta ....! Io ormai non mi riconosco più, dove è finita la ragazzina timida ed insicura di un tempo?! Sì ne è passato tempo, ma ...
In quel mentre entra la camerierina: noi ce ne andiamo via faccio di getto e con forza, alzandomi, questo posto non fa per noi ...! E ce ne siamo usciti, che liberazione!!! L'aria fuori mi è sembrata così bella!!! Eccoci finalmente ad un tavolo di una piccola trattoria, di quelle con tavoli all'aperto sui gradini del vicoletto. L'atmosfera è carina e da dove sono seduta si vede la cupola azzurra del Duomo fare capolino tra i palazzi gialli. Mentre aspettiamo il sole va e viene, ed a tratti arriva un'arietta ...! E così, portata dal vento, arriva una piuma d'uccello, bianca, piccola e morbida, e si posa sul tavolo ... Toh una piuma! fa Filippo mentre la tiene tra due dita; l'avevo già vista ed il suo svolazzare mi aveva fatto pensare all'inizio di "AmericanBeauty". Ma l'atmosfera è tutt'altra. Mentre mangiamo ne arriva una seconda ... toh un'altra!. E quando ci alziamo e ci mettiamo in cammino ai bordi della strada o nei cantucci vediamo altre piume. Ma guarda quante! Che strano ... Non recepiamo il dato più di tanto ... Eppure non sappiamo che ogni cosa è segno di qualcosa d'altro?! Camminiamo per la città, dirigendoci in alto, verso il Duomo. L'ho visitato solo una volta tempo fa e mi ricordo ancora l'impressione per la sua monumentalità inaspettata e per il contrasto della pietra con i colori freschi ed inusuali dell'interno. Camminando si sente in alto rumore di uccelli, svolazzi, ombre fugaci che si rifugiano velocemente al nostro passaggio. città sembra vuota, del resto è l'ora del riposino, ma alzando gli occhi in alto ecco che nel cielo è impossibile non cogliere un volo di qualche colombo. Entriamo in una chiesa sulla strada che ci attira per la forma ... peccato che i gradini siano così sporchi di .... cacchine. La porta è semichiusa e si può entrare spingendola appena. Che suggestione! La luce piove dall'alto, da grandi finestroni, ed illumina le pareti in chiara pietra viva, gli anditi, le nicchie ... Il pavimento è cosparso di rottami, di pietre smosse, si capisce che ci sono lavori, ma anche di un incredibile spesso morbido strato di vecchi escrementi. Guarda il tetto è stato rifatto! Sì, meno male, che peccato, che bella ... Ed intanto in alto volano colombi che cercano riparo, si sentono disturbati da noi che ci sentiamo degli intrusi alla loro reazione, e così sbattendo di quà e di là si rifugiano nel primo buco che trovano o escono approfittando delle vetrate rotte. E poi, sì, si sentono anche suoni leggeri, pigolii, battiti, sembra proprio vivere questa vecchia Chiesa!
Il Duomo all'interno è ancora più bello di come lo ricordassi e la piazzetta circostante è graziosissima. Evidentemente il turismo è cresciuto da allora a giudicare dai tanti Bed and Breakfast ma oltre a questo non è che sia molto altro. Fuori c'è aria e sole e persone che sembra aspettino ... Dentro, nella penombra, davanti l'altare principale una bara con accanto la luce accesa ... e tante, tantissime corone di fiori. C'è un'aria di preparativi e qualcuno che muove, smuove, sistema: non possiamo fare i turisti!
Si sente questa presenza e noi siamo proprio fuori luogo, come se fossimo entrati senza bussare. Così usciamo. Chissà se quelle persone sulle panchine che dormicchiano, venuti chiaramente da lontano, due in moto, sono lì per questo ...! Lei gli stringeva la mano come se volesse confortarlo !
Continuamo a girare e mentre aumenta il vento per la strada rotolano piume intrecciate a mò di palle, mai viste prima così e ... quante!! e i vicoletti poi sono un tappeto di piume e di penne e di altro. Cominciamo a parlarne di tutte quelle penne, sul come mai, e continuamo a girare. La città è bellissima, con quei colori e quelle architetture, peccato tanti vecchi edifici abbandonati ... la vecchia scuola ce la mostra Filippo: è chiusa ma anche aperta, visto lo stato delle finestre. Lui cerca di guardare dentro ... scompiglio generale, fuggi fuggi, svolazzi! E il palazzo di lato, bellissimo, è per metà disabitato, dagli uomini almeno ... Poi di fronte c'è il vecchio carcere, molto interessante la sua struttura così arroccata, ma non lo si può visitare, sicuramente è un ottimo ricetto per i colombi che anche lì svolazzano indisturbati e stanno a godersi l'aria appoggiati ad ogni sporgenza tanto che sembrano far parte dell'architettura.
Tutti questi colombi danno alla fine un'aria di abbandono e trascuratezza, almeno nella vecchia città, ed è un vero peccato, un delitto, come un delitto ancora più grave è lo stato in cui si trovano troppi vecchi edifici bellissimi. Ah ... ecco il perchè di tanti colombi! Il perchè di tutte quelle piume portate dal vento ....! Sono proliferati grazie alle case in decadenza, alle chiese dimenticate, hanno un sicuro rifugio. Ecco di cosa sono segno, dell'abbandono di una città ...

12/07/07

Consapevole accettazione del presente

Ieri niente in televisione ... eravamo noi due soli a cena, succede assolutamente di rado, e, come tutti i cambiamenti arriva come cosa gradita ... Io ero con un pò di febbre (uff.) e così Fil ha cucinato, apparecchiato ...
La televisione era accesa su un niente.
Andati di là accendo su Edu2, lo faccio appena posso, cioè quando son sola, e c'era uno scrittore che parlava. Cha faccia simpatica ... ! Parlava, di sè, della sua fame di libri, dell'aver contattato tecnici per essere rassicurato da eventuali rischi dovuti alla quantità che possiede. E quel che diceva della sua passione, del leggere, della sua giovinezza, mi ha preso. Capivo e condividevo pienamente tutto ... la sua voglia di conoscere, quello che rappresentava per Lui. Niente, cinque minuti, perchè era alla fine. Ed io mi chiedevo chi fosse, poi non è che abbia letto molto negli ultimi anni, con mio gran dispiacere ... nei titoli di coda il suo nome, quando già m'ero messa al computer per ritrovarLo: Giuseppe Pontiggia, e purtroppo già perso prima ancora di conoscerLo.
Non so cosa sia, ma se leggo qualcosa di un Chiunque, può essere uno scrittore, un artista, un pensatore, un saggista, non me ne scordo il nome, mi rimane indelebilmente impresso, e così ho ricordato di averne letto qualcosa su Tracce in tempi andati, ma senza mai approfondire ... Detto fatto. Scorrevano ancora i titoli e già avevo letto di Lui ... e così mi son ripromessa assolutamente di leggere qualcosa, di mettermene alla ricerca ... proprio su di un blog, forse proprio il Suo, questa frase: "L'uomo tende a fuggire dal presente, dalla vita che conduce, dall'ambiente che lo circonda, per vivere altre vite, o immaginarie o effettive. Penso che quello che manca all'uomo è la capacità di non fuggire, di aderire al presente. La consapevole accettazione del presente è una meta sapienziale sia in Oriente che in Occidente. La fuga è il fallimento di questa possibilità, è un modo di evadere in un luogo che può essere immaginario o reale, ma che spesso è un alibi, non un vero altrove."
Un concetto udito anni fa a S.Camillo, e mai scordato, che mi ha aperto un nuovo modo di guardare alla vita. L'importanza di vivere il presente senza subire l'inganno dell'evasione, in ultima analisi del non vivere.
Ognuno impara da qualcun altro, ma questa sintonia di sentire chissà da dove prende le mosse ...
Cinque minuti di televisione ed ho conosciuto ed imparato qualcosa di nuovo e prezioso ... davanti a quintali di ore totalmente inutili se non dannose ...

10/07/07

"Finché non riconosciamo la nostra ombra, ossia il male che c’è in noi e la cattiveria che ci appartiene, continueremo a proiettarla fuori di noi, col risultato di vivere inquieti in un mondo di presunti nemici, che di volta in volta identifichiamo nei nostri concorrenti, nei nostri competitori, negli stranieri, nei vicini di casa, creando così quel mondo inospitale che alimenta sospetti, diffidenze, le quali, quando si fanno insostenibili, finiscono con l’approdare anche a gesti truci. La nostra ombra è carica di quell’energia che avvertiamo quando odiamo gli altri. Se non è riconosciuta, questa carica si rivolta contro di noi, facendo odiare noi stessi prima degli altri. Le punizioni che inconsciamente ci autoinfliggiamo, le insonnie che ci tormentano pensando ai torti che gli altri, ingiustamente, ci fanno subire, i risentimenti che ci rendono lividi e rabbiosi originano tutti dal fatto che ci riteniamo assolutamente buoni in un mondo di cattivi, come le favole infantili ci hanno insegnato. E noi, docili, docili, abbiamo imparato, creando un modo così sospettoso di guardare il mondo che ci rende infelici."
Ecco, non è che mi piaccia sempre Galimberti, però questo scritto m'ha fatto pensare ... sì a me, ma anche a certi modi ed atteggiamenti di alcuni "sinistri" (li chiamo così per bonario scherno) che vedono sempre il male dall'altra parte, ecco e sono sempre arrabbiati e scontenti ... potrei dirne anche i nomi :)) anzi specialmente un nome .... Ce l'ho proprio presente ... !
Come se la cattiveria, il limite, l'errore, fosse appannaggio solo di alcuni o di una parte, politica o quant'altro !
Ma riconoscere il male, il nostro male, non è che sia così semplice ... come decidere del resto di cambiare! Non è un meccanismo che basta decidere di accendere perchè si attivi ....
Ricordo quella volta, Martina era piccolina, avrà avuto un cinque anni, e l'ho sentita frignare mentre era già a letto. Così sono andata da lei: Martina! che ti succede!? E lei con mia sorpresa mi ha detto che Gesù la faceva piangere ...
Ma che dici?! Che vuoi dire?! E lei, di rimando, mi fa piangere prchè mi ha fatto venire tristezza, perchè vorrei essere buona, E NON CI RIESCO!
Bisogna cambiare mens e cambia tutto, anche il modo di guardare l'errore altrui. Ci vuole Qualcuno che ci prenda per mano e, passo dopo passo, ci guidi verso un altro mondo, verso un altro modo di concepire in primo luogo noi, e poi verranno anche gli Altri .... Io vedendo come sono fatta, concepisco tutti con la stessa commiserazione, o almeno cerco ...

17/06/07

una serietà incantevole e divina

Piazza Borgo nella giornata del Corpus Domini cambia ... vi è una graduale e tranquilla invasione. Sì tanta gente, tanta ma anche poca, troppo poca, se si pensa alla città ed ai suoi abitanti. L'indifferenza è grande! Io sono andata sola. Non ce l'ho fatta a convincere Filippo come l'anno scorso, i figli poi .... ! Così sono andata, certa di incontrare comunque più di qualcuno. Già l'essere lì per lo stesso motivo ti fa sentire, in ogni caso, anche se tra sconosciuti, in compagnia ... Ed infatti, in giro, ce n'erano di amici ... ! L'indomani Ethel m'ha detto che secondo lei eravamo noi il gruppo più numeroso.
Io però mi sono messa per un pò a gironzolare, ascoltavo la Messa ma mi guardavo anche d'attorno. Le panchine strabocchevoli di anziani, la fontana ed i suoi gradini presi d'assalto, le aiuole rispettate a fatica ... Vecchi, bambini, famiglie, suore e gonfaloni ed un'atmosfera di silenzio, di attesa, di preghiera e di riflessione.
Poi mi son fermata ... e me la sono trovata davanti. Mi era assolutamente impossibile non vederla ... Era proprio davanti a me e stava girata al contrario, dando le spalle alla Chiesa. Era tra due vecchie signore gentili che ogni tanto le dicevano qualcosa chinandosi alla sua altezza ... Quello che ho notato subito è stato il suo atteggiamento tranquillo, tranquillissimo ed il suo sguardo. Degli occhi scurissimi, seri e pensosi che mi hanno fissato e che si guardavano attorno pian pianino. E poi le sue trecce accurate che le davano un'aria di bambina d'altri tempi. Ma non erano solo loro .... la camicina bianca di pizzo di sangallo, l'aria ordinata, ma principalmente il suo modo di stare e di essere. Capricci, bronci, sgarberie e disubbidienze non sembrava le potessero appartenere, cosa, ahimè, ormai normale e scontata nei cortegiatissimi bambini d'oggi. Stava ... chissà cosa pensava ...! Non sembrava neanche annoiata, guardava ... Qualche giorno dopo, guardando un servizio alla televisione sui libri, ho sentito la descrizione fatta in "Morte a Venezia" del ragazzo, un romanzo da me mai letto ... "una serietà incantevole e divina" ... sì, era proprio lei, quali altre parole l'avrebbero descritta meglio?! Quella luce nei suoi occhi, del resto, a cosa m'aveva fatto pensare?!

18/04/07

una mattina per strada

Fotografo ogni giorno, e mi guardo attorno senza più distrazione. Tutto è così interessante ... La signora vestita in un certo modo, il cane ed il vecchietto a spasso, quella luce lì sulla finestra, quel vecchio portone mai visto prima .... Quando devo accompagnare Violetta, come l'altro giorno, son contenta: mi posso guardare attorno! Cammino sempre con la macchinetta dietro ... Mi è passato davanti ad un incrocio mentre ritornavo. Zaino sulle spalle, esile ed insieme con una cert'aria scanzonata, sciolta, non so. Quello che ho notato subito, al primo colpo d'occhio, è stato quel che teneva in una mano .... Una sagomina di carta a forma umana, chissà ...! Mi ha intenerito e mi ha detto qualcosa di lui, così, su due piedi. Ho potuto seguirlo con lo sguardo, non sopraggiungevano macchine. Nel movimento ne ho visto qualcosa in più ... un guerriero con la spada? Disegnato da lui?! Giunto sul marciapiede alla mia sinistra ha fatto due passi, ha preso il sacchetto che teneva nell'altra mano e, mettendoselo davanti e dondolando, l'ha lanciato prendendo la mira come se fosse ad una partita di basket ... Ho capito che era un gesto a lui usuale, fatto senza pensarci più di tanto ... Poi sveltamente ha girato sui tacchi e se n'è salito per la strada, verso la scuola ....

22/02/07

Claudio

Un mese certamente è già passato Claudio ... !!! Non ricordo il giorno preciso, ma ricordo il tuffo al cuore, quando qualche giorno prima la Signora Kep ci ha detto che stavi molto male ... perchè questo forte dispiacere!? Ti ho pensato ogni giorno, allora, poi mi sono anche chiesta se qualcosa la potevo fare per farti sentire la mia, la nostra vicinanza! Nel momento più forte della sofferenza e del dolore non tutti accettano la presenza di altri ... Noi poi tanti contatti non li abbiamo mai avuti ... e allora perchè, perchè quella forte stretta al cuore? C'ho pensato ed ho pensato che fosse collegata sì alla tua persona, ma anche, in modo indefinito a me, a noi, alla nostra giovinezza ormai passata, al fatto che tu appartenevi più che altro ad essa ... il liceo Artistico, il gusto della novità e della scoperta dei sedici anni, quegli anni ed il loro sapore, atmosfere passate ed anche rimosse ...
ma anche il sentire quindi il dramma della morte più vicino ... non so, incombente! Sì è sempre così, ma è stato come passasse più vicino ... Certo che ogni volta che qualcuno se ne va io, oltre al dispiacere, al dolore della perdita, sento fortemente la morte con la sua ineluttabilità, col suo bisogno di significato, col suo essere in contrasto assoluto con tutto, con tutto quello che è la vita ... ma stavolta c'era un qualcosa che non so dir bene.
E così ho ripensato a te a Porto Palo ... Un incontro casuale ... Noi con tutti i figli, nel nostro caotico vivere, voi due così tranquilli e sistemati, così pacati ... Noi avevamo pranzato ( ed era una "fatica" il provvedere al pranzo in quelle condizioni) e magari riposato al riparo dal caldo e voi, a metà del pomeriggio, risalivate dal mare, vi sistemavate e tranquillamente, seduti quasi per terra, su di un basso tavolino pranzavate ... un bicchiere di quel vino bianco famoso tra i frequentatori del Captain, una insalata e i ricci pescati da voi! Ho così appreso l'esistenza del couscous precotto che da allora è diventato immancabile a casa mia ... ed ho, un pochino, invidiato la vostra tranquillità assieme alla libertà, il vostro non essere dipendenti da orari, l'aria d' intesa, che si toccava, tra voi due .... Tu avevi degli assurdi occhiali da sole bianchi, ne facevi collezione ... collimavano perfettamente con l'aria di originale, di artista, pur senza atteggiamenti ... Siamo stati insieme con semplicità, piccole conversazioni, quasi uno scoprirti dopo i primi anni!
Ho ripensato poi anche all'ultima volta che t'ho visto: un altro incontro per caso, lì nella città vecchia, in una passeggiata a due che ogni tanto ci regaliamo. Adoro i vecchi quartieri.
E passando t'abbiamo visto, infervorato, mentre smontavi una recente mostra. Quadri grandissimi che tu c'hai descritto con piacere. Sembrava stessi bene ed io, dentro di me, avendo saputo da Tano che si diceva che stavi male, mi sono racconsolata! Non ne abbiamo parlato, non si poteva ... E così ogni tanto mi son chiesta chissà che si diceva, chissà ... fino alla conversazione addolorata della signora con Filippo. "Aveva le lacrime" m'aveva detto, e poi poco tempo dopo la notizia che te ne eri andato.
Sì, ed io non volevo venirci al tuo funerale, Strano! A quanti sono andata?! Ma mi pesava di più, la mattina sentivo come un rifiuto. Ma dovevo ....
Non avevo nessuna voglia di reincontrare tutti quelli di quell'altro mondo. Già! Quello della scuola e dell'"Arte", da me giocoforza messo un pò da parte. Ormai diversi, troppo diversi!
Ed infatti non è stato proprio bello, il vederlo, questo mondo! Intanto tanti stavano fuori della Chiesa, che ne pensi? Venire, ed insieme non venire, non partecipare. Esserci ... ma per chi?
Poter dire di essere venuto, ma non entrare, a che? Potevano fare una visita a casa!
E poi quell'aria agghiacciata dentro la Chiesa!!! Sembrava ci fosse come un imbambolamento generale ... Che silenzio! Un muto stordimento di fronte alla tua morte, di fronte alla morte ... Nessuno o quasi che pregasse, che sapesse farlo!! Non sapere rivolgersi, chiedere ... Mi ha dato, ineluttabile, un senso di vuoto, di tristezza infinita ... questa totale assenza di speranza!! Non avere Qualcuno a cui parlare, Qualcuno che potesse aiutare a cercare, spiegare il senso della tua morte ...
Ma tu ora che diresti loro? Ora che vedi, che sai?!
Claudio, come vorrei sapere come stai, come stai ORA!
La cosa più bella di quel giorno è stato quello che ha detto di te tuo figlio ... non so se capisse a pieno quanto fosse importante quel che diceva ... Un maestro! Così ha detto! Un maestro non solo dell'arte, ma della vita, anche durante la malattia, nel tuo viverla ed affrontarla ... Sono andata a stringergli la mano, a baciarlo, e gli ho detto proprio come fosse bello quello che aveva appena detto !!! Ho pensato che era la più bella eredità questa consapevolezza di cosa fossi stato per lui ...

29/12/06

22 dicembre 2006

Il solito rituale: l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale, si fanno gli auguri. E così, anche quest'anno alla spicciolata, uno, due, tre prof alla volta, vengono in segreteria per fare gli auguri, ognuno col suo stile, e per lasciarli a chi di noi in quel momento non c'è. 22 dicembre 2006 .... il Suo tavolo, di fronte, al mio è vuoto ... un anno ... ed è incredibile!! Ed è pesante il silenzio nella stanza, senza lei, è colmo, è carico, parla fortissimo di tutto quest'anno .... Chiunque entra mi dà un bacio, dice qualcosa, poi inesorabilmente si gira e lo guarda, quel tavolo, quasi a cercarla, anche sapendo ed immaginando perchè non ci sia. E c'è come un'intesa silenziosa, basta un cenno, una parola, per capirsi .... Sono io che vedo questo od è proprio così?! Io sento come se quel che è accaduto non sia passato invano ... come se quel che è accaduto sia alla radice di questo clima tranquillamente affettuoso: c'è un modo diverso di stare tra di noi, nonostante i problemi inevitabili: La sua presenza, le sue parole, i suoi umori altalenanti, i suoi occhi, a volte lucidi, a volte impertinenti quasi a sfidare la vita, non ci permettono di dimenticare, di distrarci ... e così davanti a tutto questo i problemi rimpiccioliscono, sembra ridicolo prendersela ancora per certe cose, cadere nei soliti meccanismi ... e ci porta ad amarla questa vita, nonostante ... nonostante niente e ad amare i nostri compagni di viaggio, o comunque a guardarli con un pò di misericordia ... Viviamo tutti la stessa preziosa avventura ...!! E poi, come se non bastasse, proprio a dimostrare che niente è uguale a prima, che non si può dare niente di scontato, entra la Prof.ssa M. Mai guardata con simpatia, questa signora, sempre con distacco, se non con antipatia ... I racconti dei ragazzi, gli incidenti occorsi all'interno delle classi, sempre con lei, la sua mancanza di dialogo, la sua rigidità ... insomma diciamo che non mi sono mai soffermata a conversare con lei di mia iniziativa ... Lei entra e guarda il tavolo di Ethel ... "la cercavo, le volevo chiedere COME FA? COME HA FATTO?" sbotta con improvvisa forza, con mia grande sorpresa ed io, subito compresa e coinvolta, ma anche piena di pietà, non posso fare a meno di dirle "infatti non fa, non è facile, ma la fede l'aiuta, senza non so come farebbe" .... "ma a me non sembra, mi sembra così forte ..." fa lei e tra le altre cose poi soggiunge di non capire perchè il Signore le abbia tolto il marito così presto ... Che dirle? Questo suo improvviso aprirsi mi prende, vorrei aiutarla ma non so come, così ... così l'abbraccio, la invito a non abbattersi, a cercare di resistere, ma lei mi fa "cerco, ma non abbattersi non è facile .. "allora , non sapendo più cos'altro dire: "noi siamo sempre qua, professoressa, quando ha bisogno, noi siamo a sua disposizione, venga quando vuole, quando vuole parlare ..." e lei, ringraziando, se ne va ... Mi siedo, tra emozionata e scossa, e dispiaciuta per lei ... Passa poco ed entra Caterina, ha i suoi begli occhi azzurri lucidi lucidi, mi fa gli auguri e mi bacia ed io, capendo qualcosa e ricordando un discorso di qualche giorno prima, le faccio "tua mamma?" e lei "se ne sta andando a poco a poco" e così mi racconta a piccole parole, con gli occhi sempre più lucenti .... e dopo un ultimo bacio va via .... Mi son sentita il cuore stretto e la percezione viva di tutti i cuori pulsanti che stanno attorno a noi, attorno a me, silenti e nascosti e che ogni tanto, in momenti speciali, vengono fuori ... Li ho quasi sentiti battere, battere ....

03/11/06

Un giorno qualunque

Non è molto carina, anzi ...! Guardandola sembra molto, ma molto più anziana di quel che poi è. I primi anni che lavorava da noi era veramente enorme, stava seduta senza muoversi e mangiava, mangiava. Lavoro ... lasciamo perdere ...! Non dovrei dirlo, ma in certi momenti ho nutrito qualche dubbio anche sulla sua pulizia ... Le sue forme non sono migliorate di molto da quando, a seguito dell'operazione di riduzione dello stomaco, ha perso qualche chilo, venti? Eppure sta in pantaloni e vista di profilo ricorda certe illustrazioni africane. Cammina dondolando come se, per riuscirci, sfrutti l'inerzia. Ogni tanto le do un passaggio all'uscita da scuola, abita poco più su, nelle case popolari, e così ho appreso qualche particolare della sua vita ... suo marito che sta male ... il figlio ...., ma per farlo ho dovuto superare un certo fastidio, un non so che di lieve ripulsa che lei mi causava ... Qualche giorno fa è entrata in segreteria per chiedere se il 2 novembre saremmo stati aperti o chiusi. Alla notizia che la scuola, comunque, era aperta ci ha detto in tono definitivo che lei si sarebbe presa un giorno di ferie. "Io quel giorno devo andare al cimitero ...". Bè, non era una novità, lo fanno tutti, pensavo ... Non immaginavo proprio niente di quel che avrebbe detto dopo, usando il suo colorito linguaggio! Si è voltata verso Rosethel e le ha detto: "Non c'è dolore più grande del perdere un figlio, signora, Lei mi scusi se dico questo, non si offenda". Allora sono intervenuta perchè non fosse toccato un punto già tanto dolente, e per evitare eventuali indelicatezzei ... Ma lei ha continuato a raccontare, e così abbiamo appreso come quel giorno vada al Cimitero dal mattino fino a quando imbrunisce. "Quel giorno non mangio e non bevo neanche un filo d'acqua", e "quando ritorno a casa non mi reggo in piedi e vado dritta dritta a letto", già, ed io pensavo che abita qua sopra e andare fino al cimitero con l'autobus è un viaggio, al ritorno non ne parliamo, e salirci deve essere per lei già una fatica. Così parlando ci ha raccontato di sua figlia, come è morta, che aveva dieci anni, che ne son passati ventisette da allora, e che fino a che ne avrà forza continuerà a fare quel che fa adesso .... Ed io l'ascoltavo, la guardavo, sempre più presa da questo improvviso squarcio dentro la sua vita ... Diceva ..., diceva queste cose con forza, con determinazione, e questo, insieme alla storia che raccontava, era coinvolgente molto di più che se avesse parlato in modo pietistico. "Lo faccio da sempre e lo farò finchè muoio ... quando i bambini erano piccoli mio marito mi diceva, ma dove vai!? ... ci sono i bambini ... ma io gli dicevo: la bambina è LA' ... e non c'è festa, non c'è Natale, non c'è Pasqua, se prima di tutto non vada da lei, e le parlo, le chiedo ..., poi posso pensare a tutto il resto, il pranzo, la festa ...". "Guardi che io a mio marito ci voglio proprio bene, assai, assai .... " ed ha aggiunto che di notte si sveglia spesso per toccarlo, per sentire se sia vivo, e lui s'infastidisce nel sonno ... "Senza di lui non potrei vivere, non so come farei, ma i figli ... ".
Una rivelazione inimmaginabile, ecco! Stai accanto ad una persona, la vedi ogni giorno, ti fermi alla sua apparenza, magari ai suoi difetti ... poi un giorno parla e ti si rivela un mondo!!!
Quante occasioni perdute, quindi. Quante possibilità di approfondimento sono attorno a noi! Dobbiamo solo accorgercene, parlare con chi ci sta accanto ... e cadono i muri ...
Ognuno di noi è veramente infinito ....

18/09/06

l'ultimo bagno?! ....speriamo di no

Già .... all'inizio dell'estate non ne ho voglia ... di mare! Poi, ed ogni anno sempre più, vorrei non finisse mai!

Il mare di settembre ha per me ha un fascino indicibile. D'improvviso diventa come dovrebbe sempre essere, pulito, tranquillo e solitario. Un vero immergersi nella bellezza del mondo ....

22/06/06

la storia dei se ... (storia di una gazza (s)fortunata)

che bello ... !!! Originally uploaded by pupanna.

Passeggiata in campagna, non tanto lontano nè per tanto tempo .... Veramente ero stata troppo male la settimana precedente coi denti e quindi nonostante il bel ponte non pensavamo di fare niente ... E' sempre così .... le cose non vanno mai come immagini, magari anche meglio, non per forza peggio, ma mai COME. E' il bello della vita!!!! Che noia altrimenti ... E così al mattino mi crogiolavo nel letto ... ma viene Vio e dice (testuali parole) mamma che facciamo oggi?! Ma se lei non vuol far niente mai con noi ...................... Ed io prontamente ho riveduto la mia idea, figuriamoci, ma non ne avevo un'altra, di idea! Poi arriva l'altra, intristita, credeva che avrebbe fatto qualcosa con lui .... una giornata di primavera, di vacanza! Ma non s'erano capiti ... lui pensava solo nel pomeriggio ... E così siamo usciti e la giornata non era con molto sole, anzi a tratti c'era vento. E poi così all'improvviso!! Così siamo andati tanto per uscire un pò ed io avevo anche paura che quell'aria mi facesse male!! Ma per stare meglio basta un pò di verde, tanto spazio, l'aria in faccia ed il piacere della scoperta .... Mi piacciono tanto le vecchie case ..... Io poi quasi non ci credevo dopo tanto male e tanti giorni rinchiusa .... Che bello! Che bello! Che bello il mondo! E loro, e la vita! C'era il grano ancora piccolo e l'erba che risplendeva dondolando lieve e quella casa antica, con segni vetusti di una vita dimenticata .... un rampicante ancora in vita, gli anelli di ferro per gli animali da soma .... e gli uccelli che ormai, unici, vi trovavano ricetto. Nonostante il poco sole trionfava la primavera .... Al momento di andare c'era una gomma a terra .... E così mentre Fil cambiava la ruota io ho cercato riparo, s'era messo un forte vento. Eravamo su di una specie di poggio con ai due lati la campagna, così mi sono diretta a sinistra dove si formava come un muro ed ho aspettato che mi chiamassero. Guardavo i fiori, gli alberi di arance di fronte, già pieni di zagara .... POi ho sentito Filippo che mi cercava e così son ritornata e ci siamo incontrati in corrispondenza di una sorta di argine argilloso con un muretto incompleto con i buchi per i paletti ...... Lui guardava proprio lì ed io, guardando meglio, di colpo incuriosita ho visto le piume di una coda bianca e nera, ma quasi non si vedeva di quanto era infangata, uscire da un buco lì giù. Non si capiva proprio niente .... Guarda c'è una gazza morta!! fa Filippo, se ne vedeva solo la coda immobile, smossa ogni tanto dal vento, e dava un senso di tristezza, di abbandono, di ineluttabilità ... Che contrasto con l'atmosfera di prima! : Ma ne sei sicuro?! Se non è morta lo sarà tra poco! ... Chissà da quanto tempo è lì! .... E tutti lì a guardare ..... Era impressionante come si vedessero solo quelle povere penne e nient'altro uscire fuori da terra .... ogni tanto c'era un tremito, era lei od era il vento?! ....,Tirala fuori faccio io, se deve morire, almeno muore all'aria!..... e Filippo niente ... Ma alle mie insistenze (mi si stringeva il cuore al pensiero di quell'animale imprigionato, morente, a testa in giù) alle mie continue insistenze, ha preso la coda per le dita ed ha tirato!!!! Noi eravamo lì intorno a quel buco, col cuore oppresso e quasi raccapricciate per la paura di trovarci davanti ad uno spettacolo ... non si sa quale !!!! Ed invce, che cosa incredibile, in un attimo tutto è cambiato .... Dalla morte siamo passati alla vita, lei, noi .... Eravamo così pervasi da questo senso opprimente di morte, e tutto attorno c'era un gran silenzio, e la terra arida sotto di noi, così desolata .... Ma d'improvviso, proprio in un sorprendente attimo, appena estratta da quel maledetto buco, lei s'è scossa, s'è drizzata, non ce lo aspettavamo proprio, e sotto i nostri sguardi impreparati ha fatto qualche passo traballante buffissimo e poi s'è alzata in volo ed è sparita tra gli alberi .... Siamo ancora lì a guardare ................ !!

Di quante cose solo dopo, ricostruendo il percorso all'indietro, si vede come ci sia una specie di filo conduttore ..... ma stavolta, davvero subito, ho pensato a quanti se c' eran voluti perchè quella gazza potesse salvarsi:

se non fossi stata male .....

se le ragazze non fossero state così tediate .....

se avessimo preso un'altra direzione ....

se Filippo avese posteggiato dove dicevo io ...

se la ruota non fosse scoppiata ...

se non ci fosse stato vento ...

se non avessi cercato riparo lì ....

se lui cercandomi non avesse guardato proprio lì ....

se noi non fossimo (ahinoi) così teneri verso gli animali ....

se io non avessi insistito tanto ....

perchè la mattina quando io era ancora a letto nella mia casa lei era già lì dentro quel buco, accanto a quel fosso, lì lontanissimo da casa mia, in mezzo alla campagna, e noi siamo andati a finire proprio lì ....

se, se, se, se ..... davvero possibile che sia stato solo e semplicemente un caso?

ed andando ancora indietro non si finisce più ..... per estremizzare posso dire che la gazza si è salvata grazie al fatto che io son nata, e via dicendo .... perchè io son nata perchè ... perchè ... e ... dove si arriva!? .............. che tutto è collegato! che c'è un significato .... Quel giorno il significato era troppo palpabile, siamo tornati a casa con un senso incredibile di pienezza, col cuore gonfio di gioia, avevamo assistito, eravamo i protagonisti, di una bellissima storia !!!

Per un uccellino che non è morto?!?!?! E quanti nello stesso momento morivano ... Anzi quante persone .... Il fatto è che in quel semplice fatto avevamo percepito appieno l' utilità dell'esserci, dell'esserci nelle circostanze, e come queste possono cambiare .... come può essere risolutivo il vivere con attenzione e non facendosi scivolare addosso le cose ...

03/05/06

Fil MI fa la torta

Già ... quest'anno quasi non pensavo che sarei stata festeggiata. C'era la coincidenza con la Veglia di Pasqua, e già questo mi riempiva ... Poi le cose non sono andate proprio per il verso giusto nel coro, con Marina che non c'era e noi, contralto, poche, troppo poche, e con un canto mai veramente provato, almeno da me. Ma comunque è andata ... Invece l'indomani mentre io cucinavo per il pranzo di Pasqua lui faceva la mia torta .... che carino! D'altro canto farsi la torta da sè, come qualche volta mi è capitato, non è proprio il massimo ... Così eccola ... ed ecco le sue mani che con cura la decorano ... E dire che lui ha sempre detto che di decorazione non ne capisce ...!! Ecco questa torta è proprio una cosa importante!! Porta in sè un grande significato ... Ho pensato proprio questo davanti a questa torta, segno di cose importanti ..., tra cui anche ... alla tradizione, già, nel significato imparato da Don Giussani ... Anzi proprio un esempio così semplice fa capire facilmente ed insieme fa verificare la verità dei suoi insegnamenti, nelle cose piccole come poi in quelle più grandi ... Perchè quella torta fatta da Filippo era identica a quelle fatte da me in tutti questi anni ... un centinaio senz'altro, se non di più ... La stessa ricetta per l'impasto, la stessa crema, le stesse fragole, la decorazione cambia, cambia ogni volta, ma il criterio è quello ... Ed io questa ricetta l'ho presa da mia mamma, che a sua volta, ne ha fatte di torte nella sua vita familiare ...! Ma quella con le fragole era la torta per me, ho sempre amato i dolci alla frutta, e poi nasco in primavera ... IO ho portato la variazione da tonda a rettangolare, perchè più grande, più facile da mettere in frigorifero, e più facile da tagliare, ma per il resto è la stessa identica cosa. Ora anche le ragazze la sanno fare, a furia di "guardare" ... ed anche Stefano è stato capace di farla una volta per Rachele ... Ecco la tradizione ...! Si impara dal passato, ma questo passato deve servire nel presente ... poi il passo avanti che ognuno apporta ... la torta rettangolare!! Chissà loro che cosa faranno!!!! Ma se non l'avessero mai vista fare e l'avessimo sempre comprata .... Ed io che certe volte mi sentivo un pò triste od oberata per il doverla fare e non poterla comprare ....